L’Onda Arcobaleno continua a scorrere e oggi è il Milano Pride 2026 a scendere in strada con la sua venticinquesima edizione e una parata da 350.000 persone con un messaggio che non lascia spazio alle ambiguità.
È giugno, e anche quest’anno il pride month trasforma le città in luoghi di visibilità, rivendicazione e solidarietà. Partecipare alla parata significa portare il proprio corpo nello spazio pubblico per affermare che la comunità LGBTQIA+ esiste, resiste e non arretra, soprattutto in un momento storico in cui i diritti – umani e civili – sembrano sempre più messi in discussione. Le radici di questa tradizione affondano nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, quando al Greenwich Village di New York la comunità queer trovò la forza di ribellarsi all’ennesima retata della polizia allo Stonewall Inn, dando avvio a un movimento di liberazione che non si è mai fermato.
Quasi sessant’anni dopo, il Pride è cambiato nella forma ma non nell’anima: è ancora un atto politico, uno spazio di resistenza collettiva, un luogo in cui le identità più marginalizzate esigono il diritto di esistere con chiunque altro. Partecipare vuol dire prendere posizione contro omofobia e transfobia, ma anche scegliere di far parte di una comunità più ampia, quella di chi crede che i diritti di una persona siano i diritti di tutte le persone e che nessuna persona debba chiedere il permesso per essere sé stessa.
“Corpi in rivolta”: tutto quello che devi sapere sul Milano Pride 2026
La venticinquesima edizione del Milano Pride porta con sé un tema che è già un manifesto: «Corpi in rivolta, in lotta per i diritti». Una formula scelta dal CIG Arcigay Milano e dal Coordinamento delle Associazioni Arcobaleno in risposta a quello che gli organizzatori definiscono un «clima di discriminazione crescente»: un contesto in cui i corpi – queer, trans, razzializzati, disabili, non conformi – continuano a essere bersaglio di leggi, silenzi e violenze.
«Scendere in piazza è un gesto più che mai necessario per rivendicare dignità, diritti e libertà per tutti. E invitiamo l’intera città a fare un passo avanti», ha dichiarato Alice Redaelli, presidente di CIG Arcigay Milano. Un invito che non è rivolto solo alla comunità LGBTQIA+, ma a chiunque creda in una città più aperta, equa e plurale.
Il Milano Pride è organizzato da un team di volontari e attivisti della Commissione Pride del CIG Arcigay Milano, insieme alle associazioni del Coordinamento Arcobaleno. Nessun ente commerciale e nessun profitto, solo persone che dedicano gratuitamente tempo ed energie per circa un anno. E una parte delle risorse raccolte tramite sponsorship va a finanziare il Rainbow Social Fund, un fondo che sostiene progetti sociali, culturali e ambientali a beneficio delle fasce più vulnerabili della comunità.
L’Onda Pride scorre ogni sabato in tutta Italia e andrà avanti fino a settembre. Oggi, insieme a Milano, la comunità e i suoi alleati sfileranno anche a Cagliari, Catania, Napoli, Verona e Giuianova. Inoltre a Taranto, dove il Pride si è già svolto lo scorso 6 giugno, oggi si svolgerà lo HumanPride, che si distingue per un approccio più intersezionale, rivolto a tutte le persone attraversate da discriminazioni, esclusioni e marginalità, dalle tematiche ambientali alla violenza di genere.
Il programma: dalle Pride Square alla parata
Per tutto il mese di giugno Milano ha ospitato oltre cento eventi legati al Pride, tra talk, mostre, concerti, presentazioni di libri e iniziative diffuse in tutta la città. Nei giorni scorsi, le Pride Square organizzate in tre diverse piazze del quartiere di Porta Venezia, hanno offerto 37 appuntamenti tra dibattiti politici, arte queer e spazio per le voci emergenti: disabilità, HIV e stigma, persone migranti LGBTQIA+, crisi climatica, politica.
Il percorso della parata e l’evento finale
Il corteo si concentra a partire dalle ore 15:30 in Via Vittorio Pisani, davanti alla Stazione Centrale, con partenza alle ore 16:00 da Piazza Repubblica, lungo Viale della Liberazione, in direzione Arco della Pace.
L’arrivo è previsto per le ore 18:30 all’Arco della Pace, dove inizia l’evento finale: prima i discorsi, poi la festa, aperta e gratuita, che prosegue fino all’una di notte.
Sul palco saliranno, tra gli altri, Ditonellapiaga, Arisa, Anna Tatangelo, Joel Luego, Orietta Berti con Il Rosso, Paola Turci e Aiello, artiste e artisti che partecipano a titolo gratuito, come da tradizione del Milano Pride.
Le strade chiuse al traffico e dove parcheggiare per raggiungere l’evento
Con 350.000 persone attese in strada, la viabilità di Milano subisce modifiche significative già a partire dalla mattina. Se hai in programma di spostarti in auto nelle zone interessate dalla parata, il nostro consiglio è di non avvicinarti in auto alla zona della parata: lascia la macchina in un parcheggio convenzionato in una zona esterna rispetto al percorso e raggiungi il concentramento di Via Pisani a piedi o con i mezzi pubblici.
Anche le linee di superficie ATM nella zona centro-nord della città subiranno variazioni di percorso nelle ore del pomeriggio. La metro è la soluzione più rapida: le linee M2 (verde) e M3 (gialla), fermata Centrale FS, ti portano direttamente al punto di partenza del corteo.
Dalle ore 8:00 è in vigore la chiusura al traffico di entrambe le carreggiate di via Vittor Pisani, nel tratto compreso tra Piazza della Repubblica e Piazza Duca d’Aosta. Dalle ore 16:00, con la partenza del corteo, le chiusure si estendono lungo tutto il percorso della parata:
- Piazza della Repubblica;
- Viale Ferdinando Di Savoia;
- Viale della Liberazione;
- Via M. Gioia;
- Bastioni di Porta Nuova;
- Piazza 25 Aprile;
- Viale Crispi (entrambe le carreggiate);
- Bastioni di Porta Volta;
- Piazzale Biancamano;
- Viale Elvezia (entrambe le carreggiate);
- Viale Byron;
- Via M. D’Eril;
- Corso Sempione;
- Piazza Sempione (arrivo).
Fonte immagine: sito ufficiale di Milano Pride
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Rossella Rocco Corallini
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