DJI Osmo Pocket 4P, le nostre prime impressioni da Malta


Ci sono posti che sembrano progettati apposta per mettere in crisi una videocamera. Malta d’estate è uno di questi: pietra chiarissima, cielo blu senza pietà, vicoli in ombra, mare che riflette luce ovunque. Forse è proprio per questo che DJI ci ha invitato nell’isola mediterranea per la Product Premiere di DJI Osmo Pocket 4P, non un lancio vero e proprio ma un modo per sentire le prime impressioni sul nuovo modello.

Dopo averla usata tra Mdina, La Valletta, le Barracks affacciate sulla città e sul mare e qualche ripresa serale, ci siamo fatti un’idea piuttosto chiara: per raccontare questa Pocket, almeno per ora, bisogna partire dai colori.

Non sarà ancora una recensione completa. Quella arriverà più avanti, quando potremo divulgare tutti i dettagli definitivi sul prodotto, prezzo compreso. Qui vogliamo concentrarci su quello che abbiamo potuto vedere e provare: come Osmo Pocket 4P gestisce la luce, i contrasti e la tavolozza visiva di un posto che non fa sconti.

DJI Osmo Pocket 4P alla Product Premiere di Malta: le prime impressioni

La nuova DJI Osmo Pocket 4P arriva in due colori, nero e bianco, e mantiene l’idea alla base della famiglia Pocket: una videocamera stabilizzata da portare ovunque, abbastanza piccola da sparire in tasca ma abbastanza ambiziosa da volersi confrontare più con le fotocamere professionali che con gli smartphone.

versione bianca

DJI, che di certo conosciamo più per i suoi droni, negli ultimi dodici anni ha costruito un ecosistema sempre più solido anche a terra: gimbal, camere stabilizzate, microfoni, accessori per creator. Osmo Pocket 4P si inserisce proprio lì, nel punto in cui la portabilità incontra una qualità d’immagine sempre più vicina a quella che fino a poco tempo fa richiedeva borse, cavalletti e una schiena forte. Guarda ai creatori di contenuti video, che siano professionisti dei social o solo appassionati che vogliono stupire tutti con i video delle vacanze.

Il nuovo modello punta su tre elementi chiave: 17 stop di gamma dinamica, supporto a D-Log 2 e un sistema con doppio sensore, che affianca al sensore principale da 1 pollice un teleobiettivo 3x da 60 mm, pensato soprattutto per ritratti e zoom paesaggistici. Nelle strade assolate di Malta (e sul suo mare di un blu pungente), abbiamo provato a metterle alla prova.

A Mdina, dove il sole decide per voi

Il nostro primo vero test è stato a Mdina, una città che sembra fatta per i video di viaggio: vicoli stretti, archi, porte colorate, mura calde. Non a caso, HBO l’ha scelta per le riprese di Approdo del Re ne Il Trono di Spade (ci siamo divertiti a trovare le piazzette e i vicoli più usati dalla serie). Il team di produzione di Game of Thrones, però, può scegliere il periodo dell’anno e il meteo giusto per girare. Noi, invece, ci siamo messi a riprendere con Osmo Pocket 4P sotto il sole splendente di fine giugno. Che non è una difficoltà da poco.

Il problema principale è che spesso avevamo metà scena in ombra e metà scena abbagliata. Un arco scuro davanti, una piazza luminosissima dietro. Una facciata color miele sotto il sole, un vicolo laterale quasi nero. È il genere di situazione in cui molte camere compatte, smartphone compresi, devono scegliere cosa sacrificare: o salvano il cielo e chiudono troppo le ombre, oppure aprono l’esposizione e trasformano le parti più chiare in un lenzuolo bianco.

Il potere di 17 stop

Qui la gamma dinamica da 17 stop diventa interessante. Non perché faccia miracoli, ma perché permette di conservare molte più informazioni nella scena. Le zone molto esposte restano più leggibili, i passaggi tra luce e ombra sono meno brutali, i colori della pietra non collassano subito in un giallo slavato.

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La gamma dinamica è proprio questa capacità di gestire, nella stessa immagine, sia le zone più luminose che quelle più buie (sia il bianco più bianco che il nero più nero). Uno “stop“, nel gergo fotografico, indica il raddoppio o dimezzamento di luce: Osmo Pocket 4P riesce quindi a gestire due alla diciassettesima variazioni di luce, un intervallo di 131 mila unità. Per ottenere risultati simili, gli smartphone usano di solito l’HDR, che combina più immagini scattate a diverse esposizioni. Invece, il sensore DJI usa un’unica esposizione dalla grande gamma dinamica.

Il risultato, per quando abbiamo potuto vedere a Mdina, è che sullo smartphone riusciamo a vedere luci e ombre solo dopo lo scatto, quando l’HDR ha elaborato l’immagine migliore. Ma, in ogni caso, c’è un po’ di sacrificio da compiere (anche con smartphone “da fotografi”). Osmo Pocket 4P, invece, coglie bene sia i vicoli in ombra che le mura assolate. L’effetto non è ancora quello delle macchine cinematografiche usate ne Il Trono di Spade, ma è più ricco di dettagli di quello di qualsiasi smartphone sul mercato (è fisica del sensore, non potere del software).

I colori di Malta, senza effetto cartolina bruciata

Il tema, per noi, non è solo la gamma dinamica. È il modo in cui questa aiuta a preservare i colori. Malta ha una palette incredibile di colori puri: il giallo caldo della pietra calcarea, il blu del cielo, il turchese del mare, il rosso delle porte, le ombre secche dei vicoli, le luci arancioni della sera.

mare maltamare malta

Registrando in modalità “standard”, si riesce comunque a cogliere quando l’isola non accetti sfumature: i colori sono puri, da cartolina anche dal vivo. Ma con D-Log 2 a 10-bit, Osmo Pocket 4P registra un’immagine più piatta, meno “pronta” appena uscita dalla camera, ma più ricca di informazioni. Detto in modo semplice: vi dà più margine per lavorare dopo, applicare una LUT, correggere l’esposizione, riportare un po’ di vita nelle alte luci e nelle ombre.

Darsi opzioni in editing

Appena preso dalla memoria interna, il file sembra più slavato, con colori più neutri. Ma è molto ricco d’informazioni, cosa che permette di far esplodere i colori e i contrasti quando siete nel vostro software di editing di fiducia. Molti forse non useranno questa opzione, ma per riprese spettacolari è un’opzione importante. Alcuni smartphone permettono di registrare con la color correction in testa, ma i file pesano moltissimo e non sempre i risultati sono stabili e ricchi di informazioni come vorremmo. Osmo Pocket 4P fa un lavoro egregio, considerando anche le dimensioni dei sensori.

A La Valletta, sopra le Barracks, questo si vede benissimo. Da lì avete la città che scende verso il mare, le fortificazioni, le barche, l’acqua che riflette, il cielo che domina metà inquadratura. È una scena spettacolare, ma anche molto complicata: se l’esposizione sbaglia, perdete il mare o perdete la città. E se applicate qualche filtro ben fatto, potete rendere il blu più blu e l’ocra della città ancora più caldo. Per chi viaggia molto e sa giocare con l’editing, è un’opzione molto interessante.

Il doppio sensore cambia il modo di raccontare il viaggio

L’altro elemento che abbiamo apprezzato è il doppio sensore. Non possiamo entrare troppo nel dettaglio, ma possiamo dire che il principale da 1 pollice fa il grosso del lavoro, soprattutto nelle scene ampie e nei contesti in cui volete portare a casa più luce e più dettaglio possibile. Ma il vero cambio di ritmo arriva con il 3x telefoto da 60 mm.

Siamo abituati a pensare alle camere da viaggio come strumenti grandangolari: paesaggio, monumento, selfie, vlog, tutto dentro. Funziona, certo. Ma dopo un po’ ogni video rischia di avere lo stesso sapore.

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Il 60 mm serve invece a cercare altro. A Mdina permette di isolare una porta, una maniglia, un dettaglio inciso nella pietra. A Valletta aiuta a stringere sui balconi, sulle facciate, sulle persone che camminano nella luce calda. Durante il barbecue serale, diventa utile per ritratti più naturali, meno deformati, con una separazione più piacevole tra soggetto e sfondo.

Prime impressioni di DJI Osmo Pocket 4P

Le prime impressioni sono positive. DJI Osmo Pocket 4P sembra un prodotto molto adatto alle vacanze, perché la gamma dinamica così ampia permette davvero di cogliere tutte le sfumature di colore, in qualsiasi condizione di luce.

L’esperienza d’uso ci è sembrata intuitiva, e questo resta fondamentale. Durante i test maltesi abbiamo provato anche diverse altre funzioni di cui, per il momento, non possiamo parlarvi (e che continueremo a provare in vista di una recensione definitiva). Ma ci sembra un’alternativa interessante all’uso dello smartphone, con grande versatilità e qualità d’immagine di ottimo livello.

Senza un prezzo definitivo, non possiamo dirvi se varrà la pena acquistare questa DJI Osmo Pocket 4P. Ma, di sicuro, provarla sotto il sole maltese ci ha fatto capire il senso di una fotocamera “a metà” fra le mirrorless e lo smartphone. Pur senza pretese cinematografiche, è chiaro che quando si parla di video ci sono alcune cose che uno smartphone non può ancora fare. Ed è bello avere un’alternativa di qualità in tasca.


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Ultimo aggiornamento 2026-06-29 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API






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 Stefano Regazzi

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