ANCONA – A Teatro per un caffè e una brioche, soprattutto fuori dagli orari di spettacolo. Mercoledì 8 luglio, dalle 19 alle 22, apre ufficialmente The MoUSE, nome che è un gioco di parole tra “mouse”, il topo, e le Muse, il nuovo spazio firmato Ankon Benefit Company che trasforma il teatro anconetano in un luogo da vivere sei giorni su sette, dalla colazione fino a tarda sera. Per l’inaugurazione, in piazza, sono previsti musica dal vivo e un brindisi con un calice di bollicine offerto a tutti i presenti.
Tre spazi tra colazioni, aperitivi e dopo teatro
Il progetto si articola in tre ambienti distinti. Al piano terra Sfizi Calici & Caffè sarà il cuore pulsante della nuova proposta: aperto dalle 7.30 fino alla mezzanotte, chiuso solo il lunedì, ospiterà colazioni, pranzi e aperitivi-cena. In prima galleria, Il Salotto del Foyer si attiverà invece in concomitanza con gli spettacoli, un’ora prima dell’inizio, per chi vuole un caffè o un calice prima di entrare in sala. All’ultimo piano, in terza galleria, prenderà forma uno spazio dedicato alla catering e alla cucina contemporanea, con la possibilità di prenotare un tavolo condiviso da dodici persone.
A guidare le cucine saranno tre professionisti: Augusto Palazzi per la pasticceria e le colazioni, Francesco Bologna e Davide Vincelli per pranzi e aperitivi.
Da The Mole a The MoUSE
Dietro al progetto ci sono i coniugi Marco Moroder e Alessia Santoni, già artefici ad Ancona del The Mole, il bistrot e caffè letterario della Mole Vanvitelliana, anche qui un roditore, la talpa, appunto “the mole” proprio come il topo che animerà le Muse.
Non un locale qualunque, ma una società benefit: un modello che affianca all’obiettivo di profitto un impegno dichiarato a generare valore per la comunità e per il territorio. «Quando abbiamo deciso di aprire questo nuovo capitolo sapevamo che non sarebbe stato semplice: gestire tre spazi diversi dentro un teatro storico significa rispettare una macchina complessa, fatta di vincoli, cartelloni, un’immagine già costruita – racconta Marco Moroder –. Ma ci abbiamo visto un’opportunità ancora più grande della sfida: prendere un luogo che Ancona considera suo e dargli un motivo in più per essere vissuto, ogni giorno, non solo la sera di uno spettacolo».
Sulla stessa linea Alessia Santoni, che lega il nuovo progetto a quello già avviato alla Mole: «Con The Mole avevamo imparato che un luogo culturale può diventare quotidiano senza perdere la propria identità. Con The MoUSE abbiamo voluto fare lo stesso, in un contesto completamente diverso: più aperto, più urbano, più vivo. Sono due progetti che si parlano, anche se nascono in due punti opposti della città. Perché Ancona, per noi, va raccontata intera».
Il teatro come salotto urbano

Anche il direttore di Marche Teatro, Giuseppe Dipasquale, insiste sulla volontà di avvicinare la città ai propri contenitori culturali: «Ci piacerebbe abbattere la distanza tra la città e i suoi contenitori culturali. Al The MoUSE l’arte dell’accoglienza e l’arte della scena si fondono: si potrà respirare l’atmosfera del teatro nella quotidianità di un caffè o di una cena, trasformando le Muse in un vero e proprio salotto urbano dove lo stupore comincia prima di entrare in sala. Un teatro non è un luogo chiuso, non è un luogo esclusivo, che deve selezionare il pubblico. È un luogo aperto che deve accogliere il maggior numero di pubblico possibile. È un luogo di cultura e la cultura la si declina anche nelle forme contemporanee e moderne come quelle che fanno parte anche del food e del beverage».
Per il sindaco Daniele Silvetti l’apertura segna un cambio di passo nel modo di intendere il teatro stesso: «L’apertura di The MoUSE rappresenta un passo importante verso un nuovo modo di vivere il Teatro delle Muse: uno spazio ancora più accogliente e vissuto ogni giorno, non solo in occasione degli spettacoli. Volevamo che il Teatro delle Muse che è il contenitore cittadino e monumentale della cultura, potesse essere effettivamente un luogo non solo di rappresentazioni teatrali di diversa natura, ma vissuto e percepito dai cittadini, sempre più un luogo di incontro, relazione e partecipazione. Perché la cultura non è soltanto programmazione artistica, ma anche socialità, condivisione e vita della comunità. È la continuità del lavoro che stiamo facendo, consegnando alla città una vera piazza, un luogo di stazionamento, di frequentazione, che può ospitare iniziative, ma è soltanto l’inizio. Tutto ci aiuterà a portare cittadini e turisti in questo monumento vivo della città, un monumento non solo da celebrare ma da vivere».
La Pala Gozzi in versione digitale
A completare la novità arriva una sorpresa che precederà l’apertura del bar-bistrot: da lunedì 6 luglio sarà visibile nel foyer di platea del teatro la copia in scala 1:1 della Pala Gozzi di Tiziano, realizzata con tecniche digitali dal laboratorio mAIndh dell’Università Politecnica delle Marche. Si tratta dello stesso “gemello digitale” già esposto alla Pinacoteca Civica Francesco Podesti durante il prestito dell’opera originale a Pieve di Cadore, in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.
L’assessore alla cultura del Comune di Ancona, Marta Paraventi, inquadra l’iniziativa nel percorso verso Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028: «Con il posizionamento della copia della Pala Gozzi all’interno del Teatro delle Muse, frutto della collaborazione tra Comune e Univpm nell’ottica di Ancona 2028, si comincia a delineare il percorso de La Via Maestra, uno dei quattro assi del dossier di Ancona Capitale della Cultura. Il Teatro delle Muse come collante, punto d’incontro, snodo focale del percorso che va dalla Mole Vanvitelliana all’anfiteatro romano passando per la pinacoteca civica e il museo nazionale archeologico delle Marche».
Sul fronte tecnico è Paolo Clini, docente e direttore del laboratorio mAIndh, a spiegare il valore dell’operazione: «Attraverso tecniche avanzate di digitalizzazione in gigapixel integrate da metodiche avanzate di IA siamo stati in grado di riprodurre un perfetto facsimile 3d della pala stessa. Questo costituisce un significativo contributo alla comunicazione, alla diffusione, alla condivisione del nostro straordinario patrimonio che oggi può circolare in forme diverse dal passato mantenendo la più perfetta adesione e conformità all’originale». Tra caffè, aperitivi e un capolavoro rinato in digitale, il Teatro delle Muse si prepara a diventare, almeno nelle intenzioni di chi lo gestisce e di chi lo amministra, qualcosa di più di un semplice contenitore di spettacoli: un punto di riferimento quotidiano per la città, più di quanto non sia già.
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Giuseppe Poli
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