«Vannacci faccia approvare la nostra proposta di legge»



Il comitato “Remigrazione e riconquista” ha improvvisato una conferenza stampa a pochi metri dal Parlamento, stringendo in mano i faldoni con le adesioni raccolte. Il leader di Futuro Nazionale «faccia seguire le parole ai fatti», hanno detto i militanti di estrema destra. Le deputate di opposizione: «A Montecitorio i neofascisti non entrano»

Volevano «assediare il Parlamento» e sono finiti in una decina a consegnare le firme nel Palazzo ex Banco di Napoli, in via del Parlamento, distante un centinaio di metri dall’ingresso di Montecitorio. I camerati di “Remigrazione e riconquista”, vestiti a festa, hanno dovuto invocare la politica di palazzo per far prendere in considerazione la loro proposta di legge popolare. Così, poco prima delle 12 di oggi, martedì 30 giugno, i militanti di estrema destra hanno improvvisato una conferenza stampa davanti allo storico caffè Giolitti – a pochi metri dal Parlamento – stringendo in mano i faldoni con le firme raccolte.

Sotto il controllo delle forze di polizia che presidiavano tutta l’area circostante e davanti alle telecamere, è iniziata la conferenza stampa improvvisata da parte dei neofascisti. Per primo ha parlato il presidente del comitato “Remigrazione e riconquista” ed esponente di Casapound Luca Marsella: «Chiediamo che qualcuno abbia il coraggio di portarla avanti veramente (la remigrazione)». 

È poi il turno di Salvatore Ferrara, vicepresidente del comitato e membro di lungo corso della Rete dei Patrioti: «Abbiamo raccolto 150mila firme casa per casa, nonostante l’oscurantismo delle tv […] Se avessimo avuto un contraddittorio (televisivo, ndr) ne avremmo prese milioni».

Dopo aver consegnato le firme e aver fatto le consuete foto di rito, c’è tempo per l’ultima stoccata al partito del generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, i cui esponenti non erano presenti al deposito delle firme: «Non ha importanza – ha affermato Ferrara – Il primo step è stato raggiunto, mi aspetto che, appena sarà confermata la correttezza delle firme, Vannacci faccia seguire alle parole i fatti. Prenda la nostra proposta, la discuta e la faccia approvare».

Prima di ritirarsi, Marsella ha dedicato le sue consuete parole d’odio ai parlamentari delle opposizioni: «Non c’erano neanche quelli del Pd, non c’era Fratoianni, non c’era Orfini, non c’era il Movimento 5 Stelle, si sono arresi. Oggi decretiamo la sconfitta dell’antifascismo […] ci siamo tolti dalle palle l’antifascismo».

Le deputate antifasciste

«A Montecitorio i neofascisti non entrano – dice Gilda Sportiello, deputata del M5s – lo abbiamo detto mesi fa e lo ribadiamo oggi, perché qui non sono arrivati».

Qualcuno minacciava di assediare il Parlamento «e invece sono finiti in un ufficio di un altro palazzo per poter consegnare le firme raccolte. È ormai chiaro che si è aperta una sfida a chi riesce a scavare sempre più a fondo tra i partiti di maggioranza, Futuro nazionale e chi oggi ha depositato la raccolta firme: cercare di raccattare voti parlando di deportazione, ignorando completamente i reali problemi del paese».

Anche Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd, rimarca: «Parlano di vittoria del popolo italiano, ma erano quattro gatti: la verità è che la maggioranza delle persone che vive in questo Paese non ha alcun interesse a sostenere una proposta anticostituzionale e neofascista come la remigrazione».

Per Gribaudo resta grave il fatto che alcune forze politiche «intendano sostenere questi nostalgici dell’epoca più buia della nostra storia: a destra si dovrebbero occupare di lavoro, sanità, istruzione, salari, invece che rincorrere derive razziste che parlano alla pancia della cittadinanza ma non la riempiono». Per Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi Sinistra (Avs), la remigrazione è «l’ultimo ritrovato comunicativo dopo “prima gli italiani” di Salvini e il “blocco navale” di Meloni».

Tutto già visto, in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. «È necessario spiegare ai cittadini che queste iniziative sono parte di continue e costose campagne di manipolazione dell’opinione pubblica orchestrate a livello internazionale usando troll e bot sui social network». Un modo di «lucrare elettoralmente sul razzismo e l’odio per fare ben altri interessi: quelli di chi vuole distruggere la democrazia e il benessere nel continente europeo per difendere i miliardari delle Big tech, gli oligarchi globali e il loro strapotere».

Vigilare su diritti e democrazia

La proposta di legge sulla remigrazione ha poche possibilità di arrivare all’approvazione nelle aule parlamentari, nessuna forza di governo l’ha fatta propria in maniera dichiarata. Anche se non possiamo dimenticare le parole della premier Giorgia Meloni a Rete 4 sulla remigrazione: «Sono rimpatri volontari e li facciamo già».

La remigrazione non è dunque un tema confinato ai margini dell’estrema destra. Nel corso dell’ultimo anno questo termine – utilizzato per non parlare apertamente di deportazione di massa – è stato fatto proprio anche da esponenti di governo, tra cui l’eurodeputata e vicesegretaria della Lega Silvia Sardone. Mentre il partito Futuro Nazionale di Roberto Vannacci ne ha fatto uno dei propri cavalli di battaglia.

Parallelamente, il governo Meloni ha proseguito con leggi liberticide come il decreto sicurezza e con la criminalizzazione della migrazione, culminata con il decreto che dà attuazione al Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.

Norme che prevedono un largo uso della detenzione – anche di minori – raid in abitazioni private e altri luoghi, return hub in cui trasferire persone in paesi con cui non hanno alcun legame. Elementi che preoccupano le organizzazioni e movimenti per i diritti delle persone migranti in tutta l’Europa.

Anche se il piano politico della remigrazione resta per ora lontano dall’orizzonte legislativo del Parlamento, il lessico, la cultura, la postura e le priorità politiche promosse dalle destre nazionaliste continuano a trovare spazio nel dibattito pubblico e nelle iniziative di governo.

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 Federica Pennelli

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