Texas, Florida e Alaska come cardini geoeconomici della Fortress America
L’America del futuro
Gli Stati Uniti stanno vivendo una fase di transizione sia sul piano internazionale che su quello interno. A frontedell’ascesa del Sud Globale, Washington sta implementando una strategia per preservare la sua egemonia e rilanciarecon più forza la sua posizione imperiale. Suoi corollari sono la riduzione della presenza militare all’estero, la creazione della Fortress America e la trasformazione del paese nel principale esportatore di energia, tecnologia e cibo a livello mondiale. Se a livello esterno tale strategia sta consolidando il continente americano e l’Asia come le aree di primario interesse geopolitico e ampliando i fattori di dipendenza degli altri paesi verso Washington, a livello domestico sta incidendo sugli equilibri di potere tra gli stati dell’Unione. Il Texas, la Florida e l’Alaska stanno infatti emergendo comei pilastri della nuova geoeconomia americana a spese di New York e della California, concentrando asset che vanno dall’energia alla finanza, dalla tecnologia all’industria spaziale, fino alla proiezione geopolitica internazionale.
Dall’Artico al Golfo
- Il Texas con 32 milioni di abitanti è lo stato più popoloso della Federazione americana. La demografia texana è in controcorrente rispetto al resto del paese, essendo la popolazione in costante crescita. Tra il 2010 e il 2020 loStato ha guadagnato 4 milioni di residenti mentre dati più recenti rilasciati dall’US Census Bureau mostrano che le
aree di Dallas e Austin sono quelle con la maggiore crescita demografica degli Stati Uniti. Un incremento reso possibile dall’espansione delle comunità latine, musulmane e asiatiche locali. La comunità ispanica rappresentail 40% della popolazione texana ed è la seconda più vasta degli Stati Uniti dopo quella del New Mexico. Lo Stato, inoltre, ospita la quinta principale comunità musulmana a livello nazionale, che potrebbe ampliarsi ulteriormente con la costruzione di Epic City e rendere il Texas l’epicentro dell’Islam in America. Parallelamente la comunità asiatica è quella più in rapida espansione, con implicazioni rilevanti per il capitale umano del settore manifatturiero tecnologico. Si stima che entro il 2060 la popolazione texana crescerà del 44%, raggiungendo i 46 milioni di abitanti.
Negli ultimi anni numerose multinazionali hanno investito o stabilito la loro sede nel Lone Star State in virtù di una legislazione favorevole, che esclude la tassazione del reddito e la possibilità per gli azionisti con quote inferiori al 3% di influenzare la governance societaria, sia tramite azioni legali sia mediante la presentazione di proposte da sottoporre al voto. A ciò si aggiungono delle corti in grado di risolvere rapidamente le controversie giudiziali, il basso costo del lavoro, l’alta qualità dei servizi pubblici e la vicinanza ad altri centri industriali,come l’Arizona. Dallas si sta progressivamente affermando come preminente polo finanziario in virtù della presenza sempre più folta di istituzioni quali JP Morgan, Goldman Sachs, Bank of America, Wells Fargo e borse quali il NYSE, il Nasdaq e il Texas Stock Exchange. Y’all Street svetta anche sul fronte dell’economiadigitale, avendo attratto Coinbase, Crypto.com e numerose start-up del settore blockchain. Il governo texano, peraltro, sta procedendo alla costituzione di una riserva strategica di bitcoin.
Le enormi risorse energetiche e l’abbondanza di terra a disposizione assieme al potenziamento della capacità ditrasporto della rete energetica hanno consentito al Texas di conseguire il primato mondiale nel mining di bitcoin e stimolare investimenti per la realizzazione di giganteschi data center da parte di OpenAI, Google, Microsoft, Metae Amazon. Oracle, Tesla e Dell hanno i loro quartieri generali ad Austin, città dove Apple manifattura il suo PC più potente. La stessa società, assieme ad Amazon e Samsung, sta ampliando le sue infrastrutture in Texas per produrre chip avanzati e tecnologie di ultima generazione. Nel Lone Star State risiede inoltre Elon Musk, che ha qui il centro dei suoi affari. Oltre che con Tesla, il trilionario è attivo con SpaceX, che ha la sua sede presso lo spazioporto di Starbase, e Terafab, che dalla Grimes County produrrà semiconduttori e infrastrutture computazionali su larga scala. A Houston è collocato il Johnson Space Center, presso il quale la NASA addestra i suoi astronauti, gestisce le missioni con equipaggio e coordina le attività sull’ISS.
In Texas sono installate 15 basi militari, tra cui il quartier generale del Futures Command, istituito per modernizzare le forze armate e sviluppare capacità per fronteggiare scenari di guerra tecnologica futura. Nell’area di Fort Worth, Lockheed Martin gestisce impianti di rilevanza critica per la sicurezza nazionale statunitense. Dal 2024 a San Antonio opera il Texas Cyber Command, volto a tutelare le infrastrutture strategiche dello Stato daattacchi
informatici. Il Lone Star State è il leader energetico indiscusso degli Stati Uniti. Nel 2024 ha contribuito al 43% della produzione petrolifera nazionale e al 28% di quella gasifera. Complessivamente il Texas concentra il 44%delle riserve di petrolio e il 26% delle riserve di gas naturale degli Stati Uniti. I principali giacimenti sono Permian Basin, Eagle Ford e Barnett Shale, dove l’USGS ha rilevato ulteriore potenziale estrattivo. Lo Stato ospita le sedi principali di Chevron, Exxon, Shell e Halliburton, due siti della Strategic Petroleum Reserve (SPR) e il maggiornumero di raffinerie a livello nazionale, collocate in gran parte in prossimità dei porti di Corpus Christi, Brownsville e Freeport, così da favorire l’export energetico verso l’Europa, l’America Latina e l’Asia.
Il primato texano riguarda anche il settore delle energie rinnovabili. Il fabbisogno dello Stato è soddisfatto per il 22% dall’energia eolica e per il 14% da quella solare. Ulteriori progetti sono in corso per incrementare l’elettricitàgenerata dalle rinnovabili entro il 2030, fino a raggiungere 50.000 MW dall’eolico e 40.000 MW dal solare. Il governo texano ha investito fortemente sui piccoli reattori nucleari modulari, sulle centrali a gas e sull’idrogenoblu. Quest’ultimo è utilizzato per la produzione di ammoniaca, materia prima essenziale per i fertilizzanti. Sul piano alimentare il Texas conta il maggior numero di fattorie ed allevamenti di bestiame negli Stati Uniti oltre che la leadership nella pesca e nella lavorazione del cibo. Lo Stato può poi contare su vaste risorse idriche, come il Rio Grande, e minerarie, quali terre rare, rame, cobalto e nichel. Il Texas registra una crescente attrattività internazionalee un rafforzamento del suo soft power culturale e religioso a livello domestico, come evidenziato tra le altre cose dall’ascesa di marchi come Buc-ee’s, dalla legge che impone la lettura della Bibbia nelle scuole pubbliche e dalla serie cult Euphoria.
- La Florida è il terzo stato più popoloso degli Stati Uniti con circa 24 milioni di abitanti. Gli ispanicirappresentano il 27% della popolazione, classificandosi come la principale minoranza etnica, seguiti dagliafroamericani che contano per il 15%. Il bilinguismo, la multiculturalità, la legislazione fiscale favorevole ela prossimità all’America Latina stanno contribuendo a rendere la Florida, e in particolare Miami, ilbaricentro geopolitico degli Usa sia a livello nazionale che internazionale. La città si sta imponendo come preminente hub finanziario e tecnologico, ospitando i quartieri generali di Elliott Management, Citadel, Palantir e Blockchain.com, oltre che succursali di BlackRock, Blackstone, Goldman Sachs, eToro e Oracle. Miami vanta un ricco ecosistema di start-up, supportato da agevolazioni fiscali, investimenti internazionali,programmi di networking, quali eMerge Americas e Endeavor Miami, e un costo della vita più basso rispetto a New York e alla California.
La città si caratterizza per la forte presenza di unicorni israeliani nei settori della finanza digitale, dell’intelligenza artificiale, della cybersecurity, dell’aerospazio e della sanità digitale. Gli eventi dell’Israel Tech Week, come laCalcalist Tech & Invest Conference e la Miami Tech Gateway, assieme alle collaborazioni tra le universitàisraeliane e
quelle di Miami1 contribuiscono a rafforzare i legami umani ed economici tra lo Stato ebraico e la Magic City.Peter Thiel (Palantir), Jeff Bezos (Amazon), Mark Zuckerberg (Meta), Larry Ellison (Oracle), Larry Page e Sergey Brin (Google) hanno stabilito la loro residenza nell’area di Miami, così come Jared Kushner, Steve Witkoff e uno dei figli di Netanyahu. Dalla stessa città proviene inoltre l’attuale Segretario di Stato Marco Rubio, mentre Donald Trump vive nella vicina Palm Beach. La concentrazione di esponenti della politica, della finanza e del mondo imprenditoriale ha trasformato Miami nel centro decisionale informale dell’élite statunitense tanto per le questioni di politica interna che per quelle di politica estera.
Un ruolo politico quello di Miami che emerge anche attraverso le figure di Claver Carone, artefice della politica americana nei confronti del Venezuela, e Jorge Mas, presidente dell’Inter Miami, sostenitore finanziario di Rubio e fautore della presa di Cuba, oltre che dal G20 che la città ospiterà a dicembre 2026. La squadra di Mas ha ingaggiato campioni sudamericani del calibro di Lionel Messi, Luis Suárez e Casemiro, utilizzando il calciocome elemento di soft power per rafforzare i legami con l’America Latina e consacrare Miami come capitale della Fortress America. A tale scopo potrebbero contribuire anche le criptovalute, aspirando Miami a diventare la capitale cripto del mondo e vantando già una valuta digitale civica, la MiamiCoin. L’accesso privilegiato ai mercati latinoamericani potrebbe consolidare i legami economici tra le Americhe e favorire la cripto-dollarizzazione. Un ulteriore strumento di soft power, soprattutto per i più giovani, potrebbe essere rappresentato da GTA 6, ambientato proprio nella Magic City.
Ad emergere sono pure Orlando e Tampa. La prima rappresenta un importante hub per la ricerca, l’innovazionee la formazione di capitale umano STEM specializzato presso la University of Central Florida (UCF), la Stetson University e il National Center for Simulation. La seconda si sta affermando come polo per la cybersecurity,beneficiando di numerose start-up, tra cui ReliaQuest, del Bellini Center for Talent Development e della vicinanza alla base aerea MacDill, che ospita i comandi militari di CENTCOM e SOCOM. La Florida, strategica per la Marina e l’Aeronautica, ospita 71 installazioni militari, tra cui la più grande base aerea almondo, e 3 spazioporti, tra cui quello di Cape Canaveral. A livello energetico il Sunshine State vanta unaleadership nella produzione di energia solare, dalla quale intende ricavare anche idrogeno.
- L’Alaska è lo stato più esteso degli Stati Uniti, vantando una superficie ricca di risorse idriche, energetiche e minerarie. A livello nazionale, l’Alaska concentra oltre il 40% delle riserve di acqua dolce e più della metà delle zone umide. Nella parte settentrionale dello stato, nota come North Slope, si trovano alcuni dei più grandi giacimenti di petrolio e gas americani. In particolare, l’Alaska si classifica tra gli stati della Federazione al quarto posto per le riserve petrolifere e al secondo
1 Ferruccio Pinotti, “La lobby ebraica. Mito e realtà di un «potere forte» in Italia e nel mondo” (Ponte alle Grazie, 2025)
per quelle gasifere. L’amministrazione Trump, perseguendo la strategia di rendere gli Stati Uniti il principale esportatore di combustibili fossili a livello globale, ha disposto quattro aste per l’assegnazione di concessioni volte a permettere alle compagnie energetiche di esplorare ed estrarre nell’area, valorizzando unpotenziale finora poco sfruttato. I principali siti estrattivi sono Willow, Pikka e Quokka. Il primo, gestito da ConocoPhillips, dal 2029 produrrà 180 mila barili al giorno, mentre gli altri due, co-gestiti da Santos eRepsol, ne produrranno tra gli 80 e i 120 mila.
Le carenze infrastrutturali hanno impedito la commercializzazione del gas sia a livello domestico che internazionale. Per ovviare a questo limite, il governo dell’Alaska ha appaltato a Glenfarne la costruzione di una pipeline che trasporti il gas dai giacimenti di Prudhoe Bay e Point Thompson verso i principali centriabitati entro il 2028. La seconda fase del progetto prevede la realizzazione di un impianto di liquefazione del GNL prodotto, al fine di permetterne l’esportazione via mare verso l’Asia. Il Giappone, la Thailandia, la Corea del Sud e Taiwan hanno già siglato degli accordi con Glenfarne per ricevere lo LNG polare. Il potenziale energetico dell’Alaska trova espressione anche attraverso i vasti depositi di carbone, che potranno acquisire particolare rilevanza con l’implementazione del Beautiful Clean Coal, e le fonti rinnovabili, che includono l’energia idroelettrica, marina e geotermica. L’Alaska rappresenta inoltre il 14%della produzione metallifera degli Stati Uniti, spiccando per lo zinco, l’argento e vantando riserve critichedi terre rare, litio e grafite.
I porti dell’Alaska rivestono un ruolo cruciale non solo per l’export energetico e minerario ma anche per la proiezione artica degli Stati Uniti. L’amministrazione Trump ha infatti disposto che saranno proprio le infrastrutture portuali di Kodiak e Seward ad accogliere alcune delle undici navi rompighiaccio che saranno costruite in collaborazione con la Finlandia e che andranno a integrare la flotta artica di Washington, che al momento può contare solo sulla Storis, sulla Healy e sul Polar Star. Il budget messo a disposizione dallaCasa Bianca prevede l’edificazione di un ulteriore porto e l’adeguamento di quelli di Nome, che sarà l’unico dove potranno ormeggiare le rompighiaccio di grandi dimensioni, e di Juneau, che accoglierà la Storis. La posizione dell’Alaska è strategica pure per il dominio spaziale, permettendo di ricevere informazioni daisatelliti nelle orbite polari ed eliosincrone, di lanciare in tali orbite e di intercettare prontamente i missiliprovenienti dall’Asia, dato che la traiettoria artica costituisce la rotta geodetica più breve tra i due continenti. Lo spazioporto di Kodiak ha la maggiore gamma di azimut di lancio tra gli spazioporti statunitensi e alla US Space Force è stata affidata la gestione della stazione radar di Clear.
L’estesa superficie territoriale e il clima rigido offrono all’Alaska la possibilità di divenire un hub di datacenter, mentre le sue coste quella di affermarsi come polo
alimentare basato sulle alghe marine. Come dimostrato dal vertice di Anchorage dell’agosto 2025 tra Trump e Putin, l’Alaska rappresenta un fertile terreno per rilanciare le relazioni diplomatiche ed economiche con la Russia. A tal fine lo scorso ottobre, Kirill Dimitriev, consigliere del presidente russo, ha proposto la costruzione di un tunnel sottomarino che colleghi l’Alaska alla Russia, mentre lo stesso Putin, durante lo SPIEF 2026, ha offerto agli americani avanzate tecnologie di lavorazione del petrolio, con potenziali applicazioni anche in giacimenti complessi come quelli artici.
Scenario futuro
L’influenza geoeconomica del Texas, della Florida e dell’Alaska è destinata ad aumentare significativamentenei prossimi anni, sia per la loro centralità nella strategia di America First, sia per le politiche di aumento fiscaleintraprese dalle amministrazioni di New York e della California. Texas e Florida, da cui potranno provenire molti dei futuri vertici dell’amministrazione federale, rappresentano inoltre ciò che diventeranno gli Stati Uniti nel prossimo trentennio, e cioè una nazione a maggioranza etnica ispanica. Il Texas, che ad oggi è l’ottava economia mondiale, potrà superare la California e imporsi come principale motore economico degli Usa. LaFlorida rivestirà un ruolo politico sempre più marcato come centro di direzione dell’America Latina, favorendoanche il rafforzamento dell’influenza israeliana nella regione, mentre Miami potrà affermarsi come “capitale delle Americhe” e come nuovo baricentro della comunità ebraica statunitense al posto di New York. L’Alaska contribuirà al rafforzamento della proiezione artica, pacifica e spaziale di Washington e alla sua strategia di export energetico e minerario. Una volta terminata la guerra russo-ucraina, lo Stato potrà svolgere un ruolo rilevante per la ripresa e il consolidamento delle relazioni tra Washington e Mosca.
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Antonio Gullotti
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