Il confronto tra la difesa di Alberto Stasi e gli investigatori del caso Garlasco si arricchisce di un nuovo capitolo. Ospite della trasmissione Filorosso su Rai 3, l’avvocato Antonio De Rensis ha criticato duramente le dichiarazioni rese dall’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese davanti alla Procura di Pavia, soffermandosi sui numerosi “non ricordo” emersi durante l’interrogatorio dell’ufficiale. Nel corso dell’intervista, il legale ha contestato quella che considera una memoria selettiva da parte del colonnello. Sostenendo che alcuni aspetti delle indagini sarebbero stati dimenticati mentre altri, riguardanti proprio Stasi, sarebbero invece rimasti perfettamente impressi.
La difesa della Procura di Pavia: “È un pezzo dello Stato”
De Rensis ha ribadito le proprie perplessità sulle modalità con cui furono raccolte alcune sommarie informazioni testimoniali nel 2017, parlando di possibili irregolarità investigative.
L’intervento dell’avvocato si è aperto con una riflessione sulle critiche rivolte negli ultimi mesi alla Procura di Pavia, impegnata nelle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi.
Secondo De Rensis, negli ultimi tempi non si sarebbe mai assistito a un attacco tanto duro nei confronti dell’ufficio giudiziario pavese. Il legale ha sottolineato come i pubblici ministeri rappresentino lo Stato tanto quanto le sentenze emesse dai tribunali.
“Quando noi ci inginocchiamo di fronte alla sentenza che ha portato Alberto Stasi in galera dieci anni e mezzo, dobbiamo ricordare che anche la Procura è lo Stato”, ha affermato.
“Gli smemorati di Garlasco”: la stoccata al colonnello Cassese
Il momento centrale dell’intervista è giunta quando il conduttore Antonino Monteleone ha introdotto il tema dei cosiddetti “smemorati di Garlasco”, riferendosi alle numerose risposte basate sui “non ricordo” forniti da alcuni protagonisti delle indagini nel corso delle recenti audizioni davanti ai magistrati.
De Rensis affronta direttamente la questione ricorrendo anche all’ironia, una cifra stilistica che lo stesso avvocato riconosce di utilizzare quando si trova davanti a situazioni che definisce “extraterrene”.
Il riferimento principale è proprio al colonnello Cassese, ascoltato dalla Procura di Pavia. Il legale richiama l’episodio in cui il procuratore aggiunto Stefano Civardi avrebbe domandato all’ufficiale se soffrisse di qualche patologia tale da comprometterne la memoria.
Una domanda che De Rensis ha interpretato come il segnale dello sconforto del magistrato di fronte alle ripetute risposte interlocutorie.
De Rensis: “Su Alberto Stasi invece ricorda tutto”
È però una frase pronunciata poco dopo a sintetizzare il senso della critica avanzata dall’avvocato difensore di Alberto Stasi nei confronti di Cassese. “Lui si ricorda bene alcune cose di Stasi, quelle le ricorda bene”, afferma De Rensis.
Il legale aggiunge di ricordare perfettamente le dichiarazioni rese dall’ex capitano dei carabinieri nelle diverse apparizioni televisive dedicate al delitto di Garlasco, sostenendo che proprio il confronto tra quelle dichiarazioni e l’interrogatorio davanti ai magistrati avrebbe alimentato i suoi dubbi.
Le perplessità sui verbali del 2017 e gli orari delle audizioni
Nel corso del suo intervento, De Rensis torna anche su un altro tema già emerso nelle ultime settimane: quello delle testimonianze raccolte nel 2017 nell’ambito delle indagini su Andrea Sempio.
Secondo il legale, dalla documentazione emerge una sovrapposizione di orari relativi ad alcune audizioni. In particolare finiscono nel mirino i verbali riguardanti Sempio, Alessandro Biasibetti e un altro testimone.
Da qui l’interrogativo avanzato pubblicamente dall’avvocato: come sarebbe stato possibile, con due soli ufficiali di polizia giudiziaria, ascoltare contemporaneamente tre persone senza che nei verbali risultassero interruzioni delle attività?
Si tratta di una circostanza che, secondo De Rensis, meriterebbe ulteriori approfondimenti da parte della Procura.
“Non è un pasticcio, ma una grave irregolarità”
L’avvocato ha poi respinto l’idea che si possa parlare semplicemente di un “pasticcio”. Perché, secondo De Rensis, eventuali omissioni nella ricostruzione dello svolgimento delle audizioni assumerebbero una portata ben diversa.
Facendo riferimento al verbale di Andrea Sempio, il legale ha ricordato che lo stesso avrebbe raccontato di aver interrotto più volte l’audizione per tornare a casa e perfino a causa dell’arrivo di un’ambulanza. Circostanze che, secondo il legale, non risulterebbero però riportate nel verbale trasmesso alla Procura.
“Il pasticcio si fa in cucina”, ha tuonato De Rensis durante la trasmissione. E ha chiosato: “Questa è una grave irregolarità”.
ANSA
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