CATANZARO «Consolidare i percorsi e i risultati raggiunti e, attraverso un processo di innovazione, migliorare i servizi per ricondurre il governo della sanità all’ordinario esercizio delle responsabilità regionali». E’ questo l’obiettivo che si pone il Piano di rientro 2026-2028 della sanità della Regione Calabria adottato nell’ultima seduta con una delibera della Giunta proposta dal presidente Roberto Occhiuto. Crca 70 pagine e numerosi allegati corredano il Piano di rientro, che ridisegna la sanità calabrese per il prossimo triennio affrontando tutti i vari aspetti, da quello dell’assistenza a quello del personale per arrivare a quello contabile (il documento è consultabile alla fine dell’articolo).
La delibera
Si parte da una fotografia della situazione. Nella delibera di Giunta si evidenzia che «il Servizio sanitario regionale della Calabria ha realizzato, nel triennio 2022-2025, un significativo percorso di rafforzamento organizzativo, gestionale ed economico-finanziario, in coerenza con gli indirizzi ministeriali e con gli obiettivi di risanamento del sistema sanitario regionale; si è registrato un progressivo miglioramento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), con il conseguimento della sufficienza nelle aree della prevenzione e dell’assistenza ospedaliera e con rilevanti progressi nell’area distrettuale; è stato avviato un importante processo di digitalizzazione del Ssr, attraverso il rafforzamento della governance di Azienda Zero, l’implementazione del Sistema Informativo sanitario regionale e lo sviluppo dei principali strumenti di sanità digitale». Il punto sul piano contabile: «E’ stato completato – scrive la Giunta Occhiuto nella delibera di adozione del Piano di rientro – il recupero dell’arretrato contabile pregresso, a partire dal 2020, garantendo la regolare approvazione dei bilanci degli enti del Ssr e dei bilanci consolidati regionali; il bilancio consolidato del Ssr per l’esercizio 2024 evidenzia un utile di esercizio pari a euro 76,1 milioni e il ritorno ad un margine operativo positivo, a conferma del percorso di riequilibrio economico-finanziario intrapreso; sono stati rafforzati gli strumenti di controllo della spesa, di gestione del debito commerciale, di monitoraggio delle performance aziendali e di governo del personale; i target regionali previsti dal Pnrr in ambito sanitario sono in avanzata fase di realizzazione gli interventi di potenziamento dell’assistenza territoriale e dell’innovazione tecnologica; sono state attuate specifiche misure di miglioramento del governo delle liste di attesa e dell’accessibilità ai servizi sanitari; il bilancio consolidato del servizio sanitario regionale della Calabria relativo all’esercizio 2024 evidenzia un utile di esercizio pari a euro 76,1 milioni, con un incremento di euro 36,6 milioni rispetto all’esercizio 2023; particolare rilievo assume il risultato della gestione caratteristica, che registra un margine operativo positivo pari a euro 7,5 milioni, in netto miglioramento rispetto al valore negativo di euro 46,8 milioni rilevato nell’esercizio precedente; tale risultato rappresenta il ritorno in area positiva della gestione operativa del sistema sanitario regionale dopo un lungo periodo caratterizzato da disavanzi strutturali e costituisce un significativo indicatore del percorso di risanamento economico-finanziario intrapreso; il miglioramento conseguito è riconducibile sia all’incremento dei ricavi netti, cresciuti di circa euro 170 milioni, sia alla contestuale riduzione dei costi operativi, diminuiti di circa euro 116 milioni su base annua».
Il Piano
Nella delibera di Giunta si specifica dunque che «il nuovo Piano consente di consolidare i percorsi ed i risultati raggiunti e, attraverso un processo di innovazione, di migliorare i servizi per ricondurre il governo della sanità all’ordinario esercizio delle responsabilità regionali» e «recepisce le modifiche richieste dai Ministeri vigilanti, definendo, in un testo unico coordinato, il percorso volto a condurre la Regione verso la gestione ordinaria della sanità». Tra le voci quella relativa alla rete ospedaliera: «Nel prossimo triennio – si legge nel Piano di rientro – si prevede di implementare la nuova rete ospedaliera e monitorare e sviluppare nuove azioni ed interventi delle reti clinico assistenziali già esistenti». E poi il “vulnus”, la mobilità passiva, la costosa emigrazione sanitaria: «Molte delle linee di intervento riprese nel presente documento – si evidenzia – sono finalizzate, laddove si riferiscono al potenziamento delle risorse umane, all’ulteriore qualificazione delle risorse professionali e all’innovazione tecnologica (telemedicina, robotica) a far in modo che l’assistenza erogata dagli ospedali calabresi cresca in modo rilevante. Rispetto a ciò sarà però necessario riuscire a comunicare nel modo più idoneo ai cittadini come in Calabria sia possibile ricevere i trattamenti state-of-the-art che pensano di poter ricevere solo in altre regioni. Gli interventi più importanti sono però da realizzare nell’ambito dei percorsi diagnostici e nel loro governo all’interno della regione. L’esempio più rilevante è quello degli screening: non è un caso che a fronte di programmi di screening inadeguati la metà delle donne calabresi scelga un’altra regione per le cure chirurgiche e mediche per il tumore della mammella. Ma questo vale per molte altre patologie complesse». E infine – riporta il Piano di rientro – «la quantificazione della manovra sul saldo di mobilità extraregionale è stata formulata secondo un criterio prudenziale e progressivo. Non è stato iscritto alcun effetto economico positivo per l’esercizio 2026, considerato quale annualità di avvio delle azioni programmatorie, di perfezionamento degli accordi interregionali e di attivazione dei percorsi regionali dedicati. Gli effetti della manovra sono stati pertanto stimati esclusivamente a decorrere dall’esercizio 2027, per 7,5 mln di euro, e a regime dall’esercizio 2028, per 15 mln di euro. Il miglioramento programmatico del saldo deriva, per l’esercizio 2027, da una riduzione della mobilità passiva pari a 7 mln di euro e da un incremento della mobilità attiva pari a 0,5 mln di euro. Per l’esercizio 2028, il miglioramento deriva da una riduzione della mobilità passiva pari a 14 mln di euro e da un incremento della mobilità attiva pari a 1 mln di euro. Complessivamente, per il biennio 2027-2028, il decremento stimato dei costi di mobilità extra-regionale, al netto dell’incremento della mobilità attiva, è pari a 22,5 mln di euro». (a. cant.)
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Redazione Corriere
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