Noto fa da sfondo al lifestyle mediterraneo


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Maravigghia non è un festival. Non è un retreat. E non è nemmeno una semplice rassegna musicale. È un format che mette insieme tutto ciò che oggi definisce il concetto di benessere contemporaneo: il tempo, le relazioni, la scoperta dei luoghi e la capacità di vivere esperienze autentiche. È su questa idea che si è sviluppata la prima parte della quarta edizione, andata in scena dal 3 al 5 luglio a Noto, dove il Sud-Est della Sicilia è diventato il palcoscenico di un racconto fatto di paesaggi straordinari, cultura e gastronomia. Wellness, experience e community sono state le parole chiave trasformando Noto in un laboratorio di connessioni e stile di vita mediterraneo. Tre giorni dedicati al relax, ma anche all’arte e alla musica, vissuti da ospiti internazionale arrivati in Sicilia dall’Europa, dagli Stati Uniti e dal Medio Oriente. A fare da cornice al weekend sono state alcune delle location più suggestive del territorio: cave di tufo, masserie storiche e spiagge, dove gli ospiti hanno alternato esperienze immersive a serate musicali curate dalla direzione sonora di Giacomo Maiolini, founder di Time Records.

Uno scorcio di Noto

In qualità di media partner, BE Sicily Mag ha seguito l’evento passo dopo passo, raccontando un’esperienza che celebra la cultura mediterranea.

L’idea di Antonio Milioti: un format che cresce anno dopo anno

Dietro Maravigghia c’è la visione dell’imprenditore palermitano Antonio Milioti, che nel 2023 ha immaginato un format capace di superare il concetto tradizionale di festival e adesso registrato marchio EUIPO. L’obiettivo non era organizzare semplicemente tre giorni di eventi, ma costruire un’esperienza in cui musica, ospitalità, gastronomia e territorio dialogassero in modo naturale. Da allora ogni edizione è cresciuta senza perdere la propria identità, affinando dettagli, ampliando le collaborazioni internazionali e consolidando una community che torna ogni anno non soltanto per partecipare, ma per ritrovare un modo diverso di vivere la Sicilia. L’essenza di Maravigghia ha attirato inoltre l’attenzione di testate dal calibro di Vanity Fair, Elle, Forbes, consolidando la risonanza internazionale raggiunta negli anni.


La Chiusa Country House

“La risposta di Noto ha confermato qualcosa di più grande di quanto immaginassi: non è solo un pubblico che risponde bene a un evento, è un segnale che sta cambiando il modo in cui le persone vogliono vivere il Mediterraneo“, ha raccontato Milioti.

Un’esperienza costruita intorno alle persone

Un weekend ricco di attività che diventa un’occasione di incontro. A guidare tutto è un’idea di ospitalità che mette al centro il benessere dell’ospite e una direzione artistica precisa, capace di dare continuità all’intera esperienza. L’edizione 2026 ha riunito 400 ospiti provenienti da 14 paesi diversi, con una lista d’attesa di 140 richieste.

Il programma, studiato nei minimi dettagli, ha alternato momenti dedicati al corpo, alla cultura e ai sapori del territorio. Dalle lezioni di pilates contaminate dallo yoga guidate da Eleonora Pellegrin al Noto Art Tour tra le vie del centro storico, fino alle Signature Experience: degustazioni nella Tenuta Palmeri e workshop profondamente legati alla tradizione siciliana, come il Cheese Making & Ricotta Experience, durante il quale gli ospiti hanno realizzato la ricotta seguendone ogni fase della lavorazione.

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La Chiusa Country House
La Chiusa Country House

Quando la sera diventa un viaggio sensoriale

Con il tramonto, Maravigghia cambiava volto. Il programma serale si è trasformato in un vero viaggio sensoriale fatto di concept dinner, dj set internazionali, video mapping e installazioni artistiche realizzate appositamente per ciascun appuntamento. Le cene sociali, organizzate attorno a grandi tavoli conviviali, hanno dato vita a un rituale contemporaneo. Ogni menu raccontava la Sicilia attraverso ingredienti locali e produzioni del territorio, mentre i brunch completavano un percorso gastronomico pensato come parte integrante dell’esperienza.


Il tavolo sociale

Tre rituali, tre atmosfere completamente diverse

L’edizione 2026 si è sviluppata attraverso tre appuntamenti principali, che hanno raggiunto tutti il sold out: White Ritual, Desert Ritual e Mediterranean Ritual, ciascuno caratterizzato da un’identità estetica e narrativa definita. Fondamentale il contributo della rete internazionale di partner che continua ad accompagnare la crescita del progetto. Table of Friends, guidata da Tugce Durak, ha contribuito alla costruzione dell’atmosfera delle due cene sociali. Anche la musica è stata concepita come elemento narrativo e non come semplice accompagnamento. La direzione artistica affidata a Giacomo Maiolini ha trasformato il suono in parte integrante dell’esperienza.

White Ritual

La serata inaugurale ospitata in una storica masseria, la Chiusa Country House, dedicata al tema total white ha visto alternarsi in console Julia Muse, No_Name e Man/zo. Il sabato, invece, la spettacolare cava monumentale di pietra, si è trasformate in un paesaggio sospeso tra natura e deserto grazie a scenografie pensate per l’occasione. Protagonisti della notte sono stati i guest artist internazionali Nils Hoffmann e Nick Morgan, affiancati dai supporting artist Aldave, Candelaria e Marco Dily.

Desert Ritual

La chiusura è andata in scena al Pura Vita Beach Resort con il Mediterranean Ritual, realizzato in collaborazione con Beyond Fears, ideatrice del format Betty’s. Tra mare cristallino, momenti di condivisone e musica selezionata da Pego & Masiero di Beyond fears e Goraab, il weekend si è concluso nel segno dell’essenza più autentica del Mediterraneo.

Mediterranean Ritual
Mediterranean Ritual

“Sono qui per portare la mia visione musicale. Osservo quello che sta succedendo e devo dire che l’idea è pazzesca. È un progetto che può solo crescere e migliorare ancora di più”, ha commentato Giacomo Maiolini.

A sostenere il progetto sono stati numerosi partner che hanno contribuito a rendere unica ogni esperienza entrando fino in fondo dentro la narrazione. Galvanina – main partner – ha accompagnato tutte e tre le giornate con la propria proposta beverage; Caffè di Sicilia ha chiuso ogni evento offrendo la tradizionale granita con mini brioche con il tuppo; Autouno Rent, Tenuta Palmeri e Sofine hanno invece arricchito l’esperienza con attività dedicate e gift esclusivi, tra cui accessori realizzati in fibre organiche naturali al 100%. Sofine – founding experience partner – è infatti il brand simbolo del ritorno del cotone in Sicilia e il promotore di Earthmade in Italy. Alle pendici dell’Etna, controlla l’intera filiera del cotone biologico fino all’Agroatelier: il luogo dove il cliente raccoglierà il cotone destinato al proprio capo esclusivo.


Gadget Sofine

Se c’è un elemento che distingue davvero Maravigghia è la community che negli anni si è formata attorno al progetto. Professionisti, creativi, imprenditori e viaggiatori provenienti dall’Italia e dall’estero condividono tre giorni in cui il networking nasce in modo spontaneo, davanti a una tavola, durante una degustazione o ballando fino all’alba. Una via alternativa per raccontare una Sicilia contemporanea, internazionale e capace di competere con le migliori destinazioni lifestyle del Mediterraneo.

Tenuta Palmeri

“Quando mi chiedono di Maravigghia parlo di una piattaforma culturale che costruisce capitoli di esperienze – ha concluso l’ideatore del format -. La visione iniziale c’era già, ma la forma che ha preso è più matura di quanto avessi previsto tre anni fa e lavoriamo per migliorarla ancora di più“.

Dopo il successo di Noto, l’appuntamento si sposta ora a Favignana, dal 28 al 30 agosto, per il secondo capitolo dell’edizione 2026.

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 Mariachiara Accardi

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