Forte Begato, trenta ragazzi diventano sentinelle del territorio: boom di richieste per il campo della Protezione civile


Sono state 111 le domande per i 30 posti disponibili al campo scuola “Anch’io sono la Protezione Civile”. Per una settimana giovani tra i 10 e i 13 anni hanno dormito in tenda, affrontato esercitazioni e imparato a prevenire i rischi. L’edizione 2026 si è distinta anche per l’inclusione di due partecipanti sordi

Sei notti trascorse sotto le tende di Forte Begato, lontano dalle comodità quotidiane e dentro una piccola comunità costruita sulla collaborazione, sulla disciplina e sulla responsabilità. Per trenta ragazzi e ragazze genovesi il campo scuola “Anch’io sono la Protezione Civile” non è stato soltanto un’esperienza estiva, ma un primo incontro con il significato concreto della cittadinanza attiva.

L’edizione 2026 dell’iniziativa nazionale promossa dal Dipartimento della Protezione Civile e organizzata a Genova dal Gruppo comunale dei volontari “Gruppo Genova” si è conclusa con la cerimonia finale alla presenza delle famiglie e della Direzione Protezione civile del Comune.

Il dato delle iscrizioni racconta l’interesse suscitato dal progetto: a fronte dei 30 posti riservati ai giovani tra i 10 e i 13 anni sono arrivate 111 richieste di partecipazione. Un numero che conferma quanto i temi della prevenzione, della sicurezza e della tutela del territorio riescano a coinvolgere anche le nuove generazioni.

Una settimana vivendo davvero il campo

A Forte Begato i partecipanti hanno sperimentato la quotidianità di una struttura operativa. Hanno pernottato in tenda per sei notti, condiviso gli spazi e utilizzato una cucina mobile messa a disposizione dall’Associazione nazionale pubbliche assistenze della Liguria.


Le giornate sono state scandite da lezioni, prove pratiche, esercitazioni e attività di gruppo. I ragazzi sono stati suddivisi in cinque squadre, chiamate a collaborare durante l’intera settimana e ad affrontare insieme ogni appuntamento previsto dal programma.

Non una semplice vacanza, dunque, ma un’esperienza organizzata secondo i principi che regolano l’attività della Protezione civile: rispetto dei ruoli, capacità di reagire agli imprevisti, conoscenza dei rischi e attenzione verso gli altri.

Un campo senza barriere

L’edizione di quest’anno ha riservato particolare attenzione all’accessibilità. Al campo hanno partecipato anche due giovani sordi, pienamente coinvolti nelle attività grazie alla presenza di due volontari specializzati, tra i quali un interprete della Lingua dei segni italiana e un componente della comunità sorda.

L’organizzazione ha così tradotto concretamente le indicazioni operative sull’inclusione emanate nel marzo 2025, dimostrando come le differenze comunicative possano essere superate attraverso una preparazione adeguata e il lavoro di squadra.

I partecipanti hanno inoltre seguito attività dedicate alla comunicazione inclusiva e si sono avvicinati alla Lingua dei segni italiana con il supporto dell’Ente nazionale sordi.


Dal primo soccorso alla sicurezza digitale

Il programma ha toccato molti degli ambiti con cui la Protezione civile si confronta durante la prevenzione e la gestione delle emergenze.

Con l’Associazione infermieri per l’emergenza sanitaria i ragazzi hanno appreso le prime tecniche di soccorso. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure e la Regione Liguria hanno invece illustrato gli strumenti utilizzati per il monitoraggio meteorologico e ambientale.

Durante la settimana si sono svolte visite alle sale operative comunali della Protezione civile e della polizia locale, dimostrazioni con le unità cinofile da soccorso ed esercitazioni dedicate all’antincendio boschivo.

La polizia di Stato ha curato i laboratori sulla sicurezza digitale, mentre la polizia locale ha affrontato il tema dei comportamenti corretti sulla strada. La guardia di Finanza ha contribuito al percorso formativo con proprie attività, affiancate dalle sessioni sul supporto psicologico durante le emergenze e dalle esercitazioni radio coordinate dai radioamatori.

Massimo Ferrante: «Una palestra di vita e solidarietà»

«Questo campo scuola rappresenta un investimento fondamentale per il futuro della nostra comunità, perché permette di trasmettere ai cittadini di domani la cultura della sicurezza e il valore della prevenzione», ha dichiarato l’assessore comunale alla Protezione civile Massimo Ferrante.


L’assessore ha sottolineato l’entusiasmo e la capacità di collaborazione mostrati dai partecipanti: «La Protezione civile non è soltanto una macchina per la gestione delle emergenze, ma anche una straordinaria palestra di vita e solidarietà. Investire sui giovani significa coltivare la resilienza del nostro territorio».

Massimo Ferrante ha inoltre ringraziato i trenta volontari del Gruppo Genova e le istituzioni che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa.

L’ultima giornata davanti alle famiglie

Nel corso della settimana il campo ha ricevuto la visita dei rappresentanti del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, della Regione Liguria e del Comune di Genova.

La giornata conclusiva si è svolta sabato davanti alle famiglie. Le cinque squadre hanno presentato rappresentazioni teatrali dedicate ai temi affrontati durante il campo, prima della cerimonia di premiazione e della consegna dei riconoscimenti a tutti i partecipanti.

A Forte Begato si sono così spente le luci delle tende, ma quanto imparato durante quei sei giorni accompagnerà i trenta ragazzi ben oltre l’estate: osservare il territorio, riconoscere i rischi, aiutare chi è in difficoltà e comprendere che la sicurezza di una comunità comincia dai comportamenti di ciascuno.



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