«Continueremo con le nostre iniziative per mantenere alto il livello di attenzione e ottenere risultati concreti»
Il rilancio e il potenziamento della sanità pubblica sono la priorità assoluta per Sinistra Italiana e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che considerano il diritto alla salute universale—difeso dall'articolo 32 della Costituzione—non negoziabile. Il partito si oppone fermamente alla privatizzazione dei servizi e ai tagli lineari. Pertanto, sia a livello nazionale che regionale ci stiamo battendo per Investimenti mirati, a partire dall’aumento del fondo sanitario pubblico; per la riconversione delle spese e investimenti per il riarmo militare a favore di sanità e welfare; per il potenziamento del personale, a partire dalla stabilizzazione di quello precario, per nuove assunzioni e i giusti adeguamenti degli stipendi agli standard europei; rilancio dell’assistenza di prossimità , della medicina di territorio e dell’abbattimento delle liste di attesa.
Questa battaglia di civiltà e esigibilità del diritto universale alla salute è stata condotta in Calabria con decine di presidi davanti agli ospedali, iniziative e confronti, manifestazioni davanti alle sedi delle Aziende sanitarie da parte di Sinistra Italiana AVS, ritenendola assolutamente prioritaria e di interesse per tutti i cittadini calabresi. Il Governo regionale delle Destre, guidato dal Presidente Occhiuto, nonostante poteri assoluti come non si era mai verificato, sul sistema sanitario pubblico, sul diritto alla salute dei cittadini calabresi e sulla difesa degli interessi regionali ai tavoli nazionali ha miseramente fallito.
Basti pensare alla farsa della fine del Commissariamento, contestata dalla Corte dei Conti e che, comunque, non è stata altro che la moneta di scambio per il pronunciamento favorevole del Presidente Occhiuto alle preintese di 4 regioni del Nord, che di fatto hanno dato il via libera all’Autonomia Differenziata e alla penalizzazione delle cittadine e dei cittadini calabresi. Al netto della subalternità politica resta il fatto che la condizione della sanità calabrese, al di là delle narrazioni propagantistiche, è disastrosa: Mancanza di personale medico e sanitario, liste di attesa lunghissime, emigrazione sanitaria che costa alla Regione centinaia di mln di euro, l’emergenza urgenza al collasso in gran parte del territorio, la cancellazione, soprattutto nelle aree interne, della medicina di prossimità e territoriale, chiusura delle guardie mediche, in comuni montani manca qualsiasi forma di assistenza medica, le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità sono in fortissimo ritardo o, in alcuni casi, solo sulla carta, in Calabria si continua a morire nelle ambulanze senza medico e una percentuale altissima, la più alta d’Italia ha rinunciato alle cure non avendo le possibilità di rivolgersi al privato.
Permane un vero e proprio cappio al collo della nostra Regione che è rappresentato dal Piano di Rientro dal debito sanitario (che senso avrebbe la fine del Commissariamento col permanere del Piano di Rientro?) che blocca assunzioni e finanziamenti, che lascia le aree più depresse senza alcuna possibilità di interventi straordinari. Tutto ciò, come registrato dal Rapporto ISTAT 2026, in una Regione che ha consolidato un finanziamento dal Fondo Nazionale sottostimato, nonostante le caratteristiche di un territorio con la maggiore incidenza di multi cronicità.
Sinistra Italiana AVS della Calabria ha chiesto l’azzeramento del debito come risarcimento per il sottofinanziamento di tanti anni e per i danni che ha provocato ai cittadini calabresi, a partire dalla non esigibilità del Diritto alla cura e alla Salute. Nella città capoluogo di Regione e nel territorio provinciale di Catanzaro riteniamo che bisogna rilanciare fortemente questa vertenza politica, ripristinando la priorità delle rivendicazioni, scelte di un modello sanitario che possa offrire alle cittadine e ai cittadini una sanità pubblica, di qualità, di prossimità e che garantisca le cure nella provincia di residenza.
Siamo fortemente motivati su questa logica politica, molto meno su uno scontro tutto interno al Centrodestra, che paga errori, scelte sbagliate o compiute con grandi e colpevoli ritardi. Da molti mesi si sta consumando una polemica “politica” tutta orientata sull’ubicazione del nuovo Ospedale, che nasconde, al di là di posizioni in assoluta buona fede, la necessità di poteri, famiglie e corporazioni a ridefinire i nuovi assetti di controllo sulla città per i prossimi decenni, nel mentre viene derubricata l’urgenza della sanità pubblica in città, in provincia e in tutto il territorio calabrese.
Le strategie del Governo Occhiuto e dei suoi rappresentanti catanzaresi hanno mostrato lacune, contraddizioni e difesa di interessi peculiari, ma ci hanno condotto ad un grande fallimento, alla mancanza di risposte e di realizzazioni.
Intanto, noi riteniamo che bisogna acquisire il dato che il nuovo Ospedale sia realizzato e visti i ritardi colpevoli nella fine dei lavori e nella consegna di altri nosocomi, abbiamo serie perplessità sulle capacità amministrative della compagine che governa la Regione. Così come riteniamo assurdo un tardivo pronunciamento (scelta) di cui non si è titolati, alla vigilia di un pronunciamento tecnico sulla stessa ubicazione, discutibile per come è avvenuto l’incarico, ma che dovrebbe chiarire merito e criteri adottati. Sembra un tentativo di sviare i problemi reali che stiamo denunciando da mesi, fare di questa questione una vera e propria “distrazione di massa” dall’interesse vero e generale che è il rilancio di un modello di sanità pubblica efficiente, che risponda agli interessi di cura e salute delle cittadine e dei cittadini calabresi. Non siamo interessati ad alimentare la bagarre tutta funzionale alle prossime elezioni amministrative e alla resa dei conti nel Centrodestra calabrese.
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