Mancano appena due giorni al suono di tromba che darà ufficialmente il via alle barche allineate sulla virtuale linea di partenza, segnata tra l’imbarcazione del comitato organizzatore e una boa di delimitazione, della Regata dei Cinque Fari, prova del campionato italiano offshore organizzata dalla Società Canottieri Palermo. Un appuntamento non solo agonistico ma dalla forte connotazione turistica, che l’11 luglio celebra la sua dodicesima edizione.
La manifestazione, inserita nel calendario del Campionato Italiano Offshore con una delle 18 prove previste, è stata presentata nella sede del circolo palermitano alla presenza del presidente della Società Canottieri Palermo Pasquale Giardina, dell’assessore al Turismo del Comune di Palermo Alessandro Anello e del direttore sportivo Oscar Casagrande.
Un percorso tra i fari della Sicilia occidentale
Sono al momento 22 le barche iscritte nell’elenco delle partenti, con dimensioni comprese tra i 10 e i 25 metri di lunghezza e equipaggi in prevalenza siciliani ma anche provenienti da almeno altri 4 territori italiani dalle nobili tradizioni veliche: Trieste, Alghero, Salerno e la Costa del Cilento. Tutti agguerriti per contendersi la coppa del primo premio lungo un tragitto impegnativo, senza soste, di 140 miglia che prevede il passaggio delle imbarcazioni appunto sotto 5 tra i più suggestivi fari del Tirreno, distribuiti in 4 areali marini altrettanto fascinosi.
Due di questi si trovano a Ustica, la prima area marina protetta istituita in Italia, che ha appena celebrato i suoi 40 anni: quello di Punta Omo Morto, sull’estremità nord-orientale dell’isola e il faro di Punta Gavazzi, sulla sua parte occidentale, leggendariamente ritenuta la dimora dell’omerica Maga Circe. A questi si aggiungono il faro di Scoglio Porcelli, affioramento roccioso al largo di Trapani, incluso nell’arcipelago delle Egadi, quello di San Vito Lo Capo, racchiuso tra le riserve naturali dello Zingaro e di Monte Cofano e, infine, il faro di Capo Gallo.
Storici sistemi luminosi che nei secoli hanno guidato i marinai nelle loro navigazioni notturne o in condizioni di scarsa visibilità, aiutandoli a orientarsi nelle vicinanze di pericoli come scogliere o secche, fino all’ingresso sicuro nei porti. E che in questo caso svolgeranno la funzione di vere e proprie boe di un percorso di forma trapezoidale che, più in dettaglio, porterà i velisti a prendere il largo da Acqua dei Corsari e a catturare i venti prima in direzione di Ustica, poi verso quella di Trapani, per rimettersi in corsa verso occidente passando da San Vito lo Capo e Capo Gallo, per rientrare alla Cala, lo scalo palermitano d’origine fenicia antico di 28 secoli, dove ha sede la Società Canottieri Palermo.
In gara anche due protagonisti della vela mondiale
Gli equipaggi iscritti sono al momento 22. Alcuni dei loro skypper sono peraltro illustri. Per esempio la barca più lunga e performante, Anemos II, che batte la bandiera della Società velica di Barcola e Grignano (lo yacht club di Trieste a cui si deve l’ideazione e l’organizzazione della celebre Barcolana, la regata più grande del mondo per numero di barche di ogni classe) è data per favorita non solo per le sue caratteristiche costruttive ma anche perché a deciderne le traiettorie saranno Mauro Pelaschier, celebre timoniere di Azzurra durante la prima storica sfida italiana alla Coppa America nel 1983, oggi 77enne e ancora considerato tra i velisti più completi al mondo e il tattico carrarese Tommaso Chieffi, uno tra i più titolati in Italia, con 29 campionati mondiali conquistati e numerose campagne di America’s Cup all’attivo. A dare battaglia a questa formazione di ‘lusso’, non saranno comunque in pochi: tra le imbarcazioni più attese ci sarà infatti la palermitana Extra 1, il racer-crociera XR-41 affidato a Tommaso Bruni, per i colori del Club Canottieri Roggero di Lauria; il QQ7, Vismara 41 di Michele Zucchero (Lega Navale di Palermo), vincitore della Cinque Fari nel 2021e, ancora, la Quattrogatti, il Comet 45 di Andrea Casini, attualmente leader della Classe A del Campionato italiano Offshore dopo 12 prove e quinto nella classifica assoluta e il Cochina, Beneteau First 40 armato e timonato dallo skipper palermitano Piergiorgio Fabbri.
La presentazione
La presentazione della regata, alla presenza del presidente del circolo nautico Pasquale Giardina, dell’assessore comunale al Turismo Alessandro Anello e tra gli altri, del consigliere zonale della FIV (federazione Italiana Vela) Alessandro Candela e Oscar Casagrande, direttore sportivo del Canottieri Palermo, è servita anche a rievocare le origini della Cinque Fari: “Una storia iniziata quasi per gioco nel 2014 – ha raccontato Giardina – quando con alcuni soci organizzammo una regata per imbarcazioni classiche, denominata Centomiglia, scegliendo proprio i giorni della prima metà di luglio, quelli in cui le brezze termiche sono più sostenute. Dall’edizione successiva il numero delle imbarcazioni iscritte aumentò di molto, cominciando a attirare equipaggi da ogni parte d’Italia e non solo. Il fascino della Cinque Fari risiede senz’altro in uno dei più bei campi di regata del Mediterraneo ma si lega strettamente alle bellezze storiche di Palermo e all’offerta di bar e ristoranti affacciati direttamente sulla passeggiata del molo, qui alla Cala. Per questo è strategica nel percorso di valorizzazione del connubio sport- turismo che negli ultimi anni, a Palermo e in altri siti marinari siciliani, ha trovato nella vela un comparto determinante”.
Il record di percorrenza della Cinque Fari, in una delle edizioni più recenti, è di 20 ore: “Un risultato eccezionale che, considerate le previsioni meteo, quasi certamente resterà intatto anche quest’anno – ha spiegato Giardina – Ipotizziamo un arco di 30-35 ore per concludere la regata, con velocità medie intorno ai 5 nodi”. Ma conta molto di più il contesto. Nel giorno e mezzo di navigazione che attende i regatanti sono proprio i fari i protagonisti autentici, con tutta la loro simbologia e portata storica, trascurate oggi dalle strumentazioni elettroniche di precisione che stanno alla base delle moderne modalità di navigazione. Per chi naviga non c’è nulla di più bello, nella notte, che sia stellata o buia, dell’intravedere all’orizzonte la luce rassicurante di un faro. Molti di questi sistemi, ancora funzionanti, non meritano d’essere abbandonati e vale la pena andare a visitarli e esigerne la salvaguardia. “I fari – è stato sottolineato nel corso della presentazione della regata – hanno una valenza mitica, e una manifestazione come questa rappresenta anche un invito a valorizzare e a visitare le coste; e, per chi ama navigare, a ripercorrere le rotte che solcano gli areali marini siciliani, quelli che accoglievano le rotte commerciali anticamente più battute e che non potevano fare a meno dei fari.
La Cinque Fari 2026 vede anche una novità: l’istituzione del trofeo challenge Emmanuele Emanuele, dedicato alla memoria del proprio presidente onorario, venuto a mancare lo scorso aprile, distintosi per le sue attività filantropiche e in particolare in favore delle attività sportive della Società Canottieri.
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Antonio Schembri
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