1,7 milioni di vittime e i raggiri più diffusi


L’estate è sinonimo di vacanze, prenotazioni last minute, acquisti per la partenza e maggiore utilizzo dello smartphone per organizzare ogni dettaglio del viaggio. Proprio questo periodo dell’anno, però, rappresenta anche uno dei momenti preferiti dai cybercriminali, che sfruttano la fretta, la distrazione e il desiderio di risparmiare per mettere in atto truffe sempre più sofisticate.

Dalle false case vacanza ai siti di prenotazione clonati, dalle app contraffatte per parcheggi e trasporti fino ai video creati con l’intelligenza artificiale, il panorama delle frodi digitali si sta evolvendo rapidamente. Secondo le più recenti analisi sulla sicurezza informatica, oltre 1,7 milioni di utenti italiani sono stati vittime  di raggiri online.

Le truffe estive più diffuse tra chi sta organizzando le vacanze

Secondo la Polizia di Stato, che ha realizzato una campagna di sensibilizzazione insieme ad Airbnb, le truffe estive seguono schemi ormai ricorrenti ma diventano ogni anno più credibili grazie alle nuove tecnologie. Tra quelle più frequenti continua a esserci quello della cosiddetta casa fantasma.

Il meccanismo è semplice ma estremamente efficace. I truffatori pubblicano annunci di appartamenti inesistenti utilizzando fotografie rubate da inserzioni autentiche oppure immagini generate o modificate per apparire più accattivanti.


Le offerte risultano particolarmente convenienti rispetto ai prezzi di mercato, inducendo il turista a prenotare rapidamente per paura di perdere l’occasione. Il problema emerge soltanto all’arrivo nella località di vacanza, quando si scopre che l’immobile non esiste oppure che il presunto proprietario è sparito dopo aver ricevuto l’anticipo.


Esistono alcuni segnali che dovrebbero sempre far scattare un campanello d’allarme:

  • prezzi decisamente inferiori rispetto alla media;
  • richieste di pagamento immediato;
  • invito ad abbandonare la piattaforma ufficiale per proseguire la conversazione su WhatsApp o via email;
    richiesta di bonifici diretti o metodi di pagamento non tracciabili.

Le piattaforme di prenotazione offrono infatti sistemi di protezione per gli utenti, mentre effettuare il pagamento all’esterno significa rinunciare a gran parte delle garanzie.

A questo fenomeno se ne aggiunge un altro in crescita: quello delle app contraffatte. Sempre più spesso, durante gli spostamenti, si scaricano applicazioni dedicate ai parcheggi, ai trasporti pubblici, ai biglietti elettronici o ai servizi turistici.


Secondo Gabriele Faggioli, responsabile scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, proprio nei periodi di maggiore mobilità aumentano i tentativi di diffondere applicazioni false che imitano quelle ufficiali.

L’obiettivo è convincere l’utente a installare software malevolo capace di raccogliere dati personali, coordinate Gps, rubrica telefonica oppure informazioni sulle carte di pagamento.

Per ridurre il rischio è consigliabile:

  • scaricare le app esclusivamente dagli store ufficiali;
  • verificare il nome dello sviluppatore;
  • controllare il numero dei download;
  • leggere le recensioni;
  • prestare attenzione ai permessi richiesti dall’applicazione.

Un programma sconosciuto che chiede l’accesso a fotocamera, microfono, contatti e posizione senza una motivazione plausibile dovrebbe sempre destare sospetti.

Attenzione anche ai Wi-Fi pubblici

Le minacce non riguardano soltanto le prenotazioni. Durante l’estate aumenta anche il numero di persone che si collega alle reti Wi-Fi gratuite presenti negli aeroporti, nelle stazioni, negli stabilimenti balneari, nei bar e negli hotel.


Se queste connessioni non sono adeguatamente protette, possono diventare un punto di accesso per intercettare dati personali, credenziali e informazioni bancarie. Consultare l’home banking o effettuare pagamenti mentre si è collegati a una rete aperta rappresenta quindi un comportamento particolarmente rischioso.

Il profilo delle vittime

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono gli anziani le vittime più frequenti delle frodi online legate ai viaggi. Secondo quanto evidenziato dalla Polizia Postale, la fascia più colpita è quella compresa tra i 18 e i 24 anni.

La spiegazione è legata soprattutto alle abitudini digitali. I più giovani sono molto veloci nell’utilizzo delle piattaforme online e spesso completano acquisti e prenotazioni senza effettuare tutte le verifiche necessarie.

Gli over 65, invece, risultano statisticamente molto più prudenti e rappresentano soltanto una piccola parte delle vittime, con un’incidenza intorno al 5% del totale delle truffe.

L’intelligenza artificiale rende le truffe molto più credibili

La vera novità del 2026 è rappresentata dalla diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale generativa. Se fino a pochi anni fa le truffe erano riconoscibili per gli errori grammaticali o per la grafica poco curata, oggi la situazione è profondamente cambiata.


L’Ai consente infatti di creare contenuti estremamente realistici. Un truffatore può:

  • clonare la voce di un familiare chiedendo un bonifico urgente;
  • generare un video falso di appartamenti o luoghi inesistenti;
  • creare siti internet praticamente identici a quelli originali;
  • produrre email perfettamente scritte e personalizzate.

I cosiddetti deepfake, ovvero immagini, video e registrazioni audio create artificialmente, stanno diventando uno degli strumenti più efficaci per aumentare la credibilità delle frodi. Secondo Faggioli, l’intelligenza artificiale rappresenta certamente una straordinaria opportunità, ma può essere sfruttata anche per rendere gli attacchi informatici molto più convincenti.

Per questo motivo il principale strumento di difesa continua a essere il senso critico. Prima di effettuare una prenotazione è sempre opportuno verificare che il sito appartenga realmente all’operatore turistico, controllare le recensioni pubblicate su fonti indipendenti e verificare la presenza di contatti aziendali verificabili.




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