14/07/2026 – Otto terreni statali inutilizzati, per una superficie complessiva di circa 50 ettari, potranno ospitare nuovi impianti fotovoltaici.
L’Agenzia del Demanio ha pubblicato ieri 6 bandi rivolti alle Energy Service Company (ESCO) per la concessione delle aree e la realizzazione e gestione degli impianti.
L’iniziativa estende il progetto pilota avviato nell’aprile 2025 e punta a coniugare la valorizzazione del patrimonio pubblico, gli investimenti privati nella produzione di energia rinnovabile e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Fotovoltaico su terreni statali, dove si trovano le aree
Gli 8 terreni messi a gara sono distribuiti in 6 regioni. In Abruzzo il bando riguarda due terreni situati nel Comune di Chieti.
In Campania è interessato il Fondo Peschiera di Caivano, in provincia di Napoli. Le due aree lombarde sono una porzione dell’ex Caserma Serini di Montichiari, in provincia di Brescia, identificata dalla scheda BSB0577, e il terreno CRB0423 di Montodine, in provincia di Cremona.
Gli altri terreni si trovano a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, nell’area dell’ex Caserma Pietro Mazza; a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, in contrada Durrueli; e nel Comune di Belluno.
Si tratta, spiega l’Agenzia del Demanio, di aree già individuate come idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili.
La concessione consentirà quindi di destinare alla produzione fotovoltaica terreni statali attualmente inutilizzati, senza procedere alla loro alienazione. Gli investimenti necessari alla realizzazione e alla gestione degli impianti saranno sostenuti dagli operatori privati selezionati attraverso le procedure di gara.
Sei bandi rivolti alle ESCO
I bandi sono destinati alle ESCO, società specializzate nella progettazione, realizzazione, gestione e finanziamento di interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia.
Gli operatori dovranno presentare proposte per la valorizzazione energetica delle aree, assumendo la responsabilità della realizzazione e della gestione degli impianti fotovoltaici.
Il modello permette all’Amministrazione statale di recuperare terreni non utilizzati e di attrarre capitali privati, mentre alle ESCO viene offerta la possibilità di sviluppare impianti per la produzione di energia rinnovabile e di inserirli anche in configurazioni di autoconsumo collettivo.
Bandi per ESCO, offerte entro dicembre 2026
Tutti i bandi sono stati pubblicati ieri 13 luglio 2026.
Per i terreni di Chieti, Belluno, Caivano, Casale Monferrato e Porto Empedocle, il termine per presentare le offerte è fissato alle ore 12.00 del 7 dicembre 2026. Per i due lotti lombardi di Montichiari e Montodine, le proposte dovranno invece essere presentate entro le ore 12.00 del 9 dicembre 2026.
Le procedure sono articolate in avvisi di concessione o locazione di valorizzazione ai sensi dell’articolo 3-bis del DL 351/2001, convertito dalla Legge 410/2001. Lo strumento consente di affidare a operatori privati la riqualificazione e la gestione economica dei beni statali per un periodo determinato, mantenendone la proprietà pubblica. In questo caso, la valorizzazione consiste nella progettazione, costruzione e gestione di impianti fotovoltaici.
I bandi di Chieti e della Lombardia sono suddivisi in due lotti, uno per ciascun terreno. Le procedure relative a Caivano e Porto Empedocle prevedono invece un unico lotto. Per le gare nelle cui pagine è specificato il criterio, l’aggiudicazione avverrà sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Qualità progettuale e mitigazione paesaggistica
La valutazione delle offerte non sarà basata esclusivamente sugli aspetti economici. I bandi attribuiscono rilievo anche alla qualità progettuale degli interventi e alle opere previste per mitigare l’impatto delle infrastrutture sul paesaggio.
Le proposte dovranno quindi considerare l’inserimento degli impianti nel contesto territoriale, le caratteristiche delle aree e le soluzioni necessarie a ridurne la percezione visiva e gli eventuali effetti sull’ambiente circostante.
Premialità per le Comunità Energetiche Rinnovabili
Un punteggio premiale sarà riconosciuto ai progetti che prevedono la costituzione di una nuova Comunità Energetica Rinnovabile oppure l’adesione a una CER già esistente.
La premialità è collegata anche al coinvolgimento di almeno un Comune. L’obiettivo è fare in modo che una parte dei benefici derivanti dalla produzione di energia rinnovabile rimanga sul territorio in cui viene realizzato l’impianto.
Attraverso le CER, l’energia condivisa può contribuire a ridurre i costi energetici sostenuti dagli aderenti e, in particolare, quelli relativi agli edifici pubblici inseriti nella configurazione, come scuole, biblioteche, uffici e sedi comunali.
La presenza del Comune consente inoltre di collegare la valorizzazione del terreno statale alle esigenze energetiche della comunità locale, superando un modello fondato esclusivamente sulla produzione e sulla vendita dell’energia.
Dalla fase pilota ai nuovi bandi per il fotovoltaico
La nuova tornata amplia l’iniziativa avviata dall’Agenzia del Demanio nell’aprile 2025 con i primi quattro bandi relativi a terreni situati nei Comuni di Lecce, Campomarino, Spilimbergo e Narni.
Anche la fase pilota era rivolta alle ESCO e prevedeva la possibilità di realizzare e gestire impianti fotovoltaici, vendere l’energia prodotta sul mercato o inserirla in configurazioni di autoconsumo, comprese le Comunità Energetiche Rinnovabili.
Con i nuovi bandi, il modello viene esteso dal Nord al Sud Italia e applicato a un insieme più ampio di beni statali. L’obiettivo è attrarre investimenti privati per aumentare la produzione nazionale da fonti rinnovabili e, allo stesso tempo, recuperare terreni pubblici inutilizzati attraverso interventi attenti alla qualità progettuale e alle ricadute sulle comunità locali.
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Rossella Calabrese
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