Le associazioni ambientaliste chiedono di spostare i concerti “No Borders” dai Laghi di Fusine. Troppo impattanti – Friulisera


Si è svolta questa mattina la prevista conferenza stampa per dire Basta ai concerti ai laghi di Fusine. Purtroppo non si può tacere che la stampa locale, che ha certamente dato ampio rilievo pubblicitario non certo disinteressato alla manifestazione oggetto del contendere, era quasi del tutto assente.  Durante l’incontro, sigle storiche dell’ambientalismo, come Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness e WWF hanno espresso profonda preoccupazione per l’impatto ambientale della manifestazione che come è noto, è in pieno svolgimento, fatto questo che rende la protesta certamente opportuna ma tardiva nei possibili effetti, almeno per quanto riguarda questa edizione 2026. Al centro della contestazione c’è l’utilizzo della Conca dei Laghi di Fusine, un’area protetta inserita nella rete europea della Zone speciali di conservazione (Zsc Rete Natura 2000). Chiari i punti critici emersi nella conferenza stampa, in estrema sintesi vi sarebbe un danno all’ecosistema, infatti la trasformazione di un’area alpina estremamente fragile a palcoscenico per migliaia di spettatori causa disturbo allarmante per la fauna selvatica. C’è poi la questione delle presunte irregolarità autorizzative, le associazioni contestano le procedure autorizzative del 2025 e del 2026, denunciando la mancanza di pareri obbligatori della Soprintendenza nel passato e l’uso di uno screening semplificato quest’anno, che ha azzerato di fatto i tempi per le osservazioni dei cittadini. Per non parlare degli errori di natura tecnica, evidenziati presunti errori di calcolo nello studio acustico presentato dall’organizzazione del festival.
“Anno dopo anno, edizione dopo edizione, hanno detto gli ambientalisti la scelta di trasformare, per alcune settimane, uno straordinario ambiente naturale nel cuore delle Alpi Giulie in “sfondo” per musica ad alto volume dagli altoparlanti a migliaia di “appassionati”, si dimostra una scelta quanto mai assurda e controproducente. Questo luogo, è stato aggiunto, rappresenta uno degli ambienti più delicati delle Alpi Giulie, caratterizzato da scarsa antropizzazione stanziale, elevata biodiversità e un equilibrio ecologico che richiede massima attenzione. In particolare negli ultimi anni l’area attorno al Lago Superiore è stata occupata per una ventina di giorni da palchi, impianti di amplificazione, generatori, mezzi meccanici e invasa da migliaia di spettatori. Si tratta di un impatto significativo, incompatibile con la fragilità dell’ecosistema e con le finalità di tutela del sito. Episodi documentati – rifiuti abbandonati, in particolare mozziconi di sigaretta, danneggiamento del prato, installazioni sceniche in acqua – confermano che la pressione antropica generata dai concerti è eccessiva, così come lo “stress” e il disturbo per la fauna selvatica”.

Come accennato in apertura, le associazioni, manifestano inoltre forti perplessità sulle autorizzazioni rilasciate in quanto vengono ignorati parametri cardine, quali: La riduzione della superficie e l’alterazione dell’habitat: manca la stima del degrado fisico dell’area protetta (riduzione di specie target e di pregio, alterazione del suolo dovuto a eccessivo calpestio, ingressione di specie ruderali e esotiche invasive e non); L’alterazione delle funzioni ecologiche e della connettività: la Conca di Fusine è un corridoio transfrontaliero fondamentale per grandi carnivori come l’Orso bruno e il Lupo. Le fortissime vibrazioni dei subwoofer minacciano anche la microfauna (micromammiferi, anfibi, invertebrati);
Disturbo alle specie target: è assente la valutazione della riduzione della densità di popolazione o del disturbo in fasi biologiche sensibili dovuta a  onde sonore a bassa frequenza (50-100 Hz) che penetrano nella foresta demaniale; Effetto cumulo: fa difetto la valutazione dell’impatto dei concerti congiuntamente al turismo estivo e ai tagli boschivi già programmati.

Nel 2025 il Servizio VIA ha rilasciato un parere favorevole di Valutazione d’Incidenza (VIncA) privo dei pareri obbligatori della Soprintendenza e del Reparto Carabinieri Biodiversità. Nel 2026 le autorità hanno applicato una procedura semplificata di Screening per prorogare l’atto precedente, azzerando di fatto la finestra di 30 giorni per le osservazioni e le opposizioni dei cittadini sul portale VIA. Inoltre lo studio acustico manifesta evidenti errori di calcolo, violazioni di norme UNI e manchevolezze.

Ma i problemi non si fermano qui: lamentele arrivano da alcuni noti operatori turistici che, proprio a causa dei concerti, vedono ridursi la propria attività di ristorazione e proteste giungono anche dalla Slovenia, dove si vedono arrivare le auto degli spettatori parcheggiate fin dentro il Parco del Triglav.
Le associazioni ribadiscono che la musica e la cultura sono importanti, ma devono essere collocate in spazi idonei. Esistono alternative valide, come l’area di Tarvisio ai piedi del Monte Priesnig, facilmente raggiungibile, già antropizzata e logisticamente adatta a grandi eventi. Concerti minori, non certo per qualità ma per capienza, si possono svolgere all’interno delle comunità: da Tarvisio a Pontebba, promuovendo l’intera Val Canale e garantendo ricadute economiche distribuite.  Chiare le richieste delle associazioni: “chiediamo al consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo di non riproporre per l’anno venturo i Laghi di Fusine nella programmazione del “No Borders music Festival”. Lo stesso consorzio nel suo rapporto sulla sostenibilità denuncia pressioni elevate nei Laghi di Fusine e sovraffollamento stagionale. Traggano le conseguenze di ciò;
Alla Regione, qualora non ci fosse un ripensamento del Consorzio, di non reiterare le autorizzazioni, stante l’evidente contrasto di eventi di massa in luoghi protetti. La stessa Regione nel Piano Paesaggistico indicava come una “minaccia” per il sito un “turismo di massa incompatibile con la fragilità paesaggistica e ambientale dei luoghi” e un “ulteriore ampliamento dell’area a parco presso la sponda del Lago Superiore” (quella occupata dal Festival); Alle autorità preposte di effettuare controlli adeguati negli eventi in partenza”. Le associazioni si sono dette  disponibili ad avviare un confronto serio sulle sedi alternative, affinché la tutela della natura sia finalmente messa al centro delle strategie turistiche che si dichiarano sostenibili.


 

All’incontro era presente la Consigliera regionale di Avs Serena Pellegrino  che ritiene il  “No Borders Music Festival” ai Laghi di Fusine: un modello insostenibile per la tutela dell’ambiente montano.  Spiega Pellegrino: “Il ‘No Borders Music Festival’, pur celebrando la musica e l’aggregazione, si conferma un evento ad altissimo impatto per la Conca di Fusine. La trasformazione di un’area protetta della Rete Natura 2000 in un palcoscenico per migliaia di persone confligge gravemente con la conservazione di un ecosistema alpino estremamente fragile.” “Quello che emerge, e che è stato evidenziato, è che il disturbo della fauna selvatica assume toni estremamente allarmanti. L’area è habitat critico per specie protette, tra cui orsi e lupi, e ospita specie avifaunistiche le cui covate vengono minacciate dal forte inquinamento acustico causato dagli altoparlanti e da quello che risulta, non sono state fatte rilevazioni recenti da parte di ARPA FVG.”  E continua Pellegrino “Concentrare circa cinquemila persone ad evento in un ecosistema di estremo pregio genera un calpestio massiccio, un’alta densità di rifiuti e un disturbo generalizzato della quiete naturale. Promuovere il festival come ‘green’ è in palese contraddizione con la natura stessa di un mega-evento. Come sottolineato da Italia Nostra, Legambiente, LIPU, WWF e Mountain Wilderness, l’ambiente naturale finisce per essere subordinato a logiche di puro sfruttamento commerciale e intrattenimento. A destare forte preoccupazione – prosegue la Vice Presidente della Commissione Ambiente – sono inoltre le procedure di autorizzazione per manifestazioni così invasive, le quali sollevano pesanti dubbi su trasparenza e completezza all’interno di una Zona Speciale di Conservazione (ZSC). Alla luce dell’inestimabile valore naturalistico e paesaggistico dei Laghi di Fusine, si rinnova l’appello per un ripensamento radicale della manifestazione. È necessario – conclude Pellegrino – delocalizzare i grandi concerti in aree limitrofe maggiormente antropizzate e già predisposte ad accogliere flussi turistici massicci, preservando la Conca di Fusine come santuario della biodiversità e del silenzio.”

 


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