Pubblicati nella sezione del sito GSE, dedicata al Conto Termico 3.0, i cataloghi degli apparecchi prequalificati, passaggio atteso dagli operatori perché rende disponibile l’elenco dei prodotti già verificati ai fini dell’accesso semplificato agli incentivi.
I cataloghi riguardano le principali categorie interessate dagli interventi incentivabili sul fronte della produzione di energia termica da fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica degli impianti: pompe di calore (III.A), sistemi ibridi (III.B), caldaie a biomassa (III.C), sistemi solari termici (III.D) e scaldacqua a pompa di calore (III.E).
La novità si inserisce nel quadro già ridefinito nei giorni scorsi con la riapertura del PortalTermico 3.0 per la presentazione delle domande da parte di privati, imprese, Enti del Terzo Settore e Pubbliche Amministrazioni, ma solo in accesso diretto, e con la rimodulazione dei limiti di spesa annua per il 2026 disposta dal decreto direttoriale n. 72 del 10 aprile 2026 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Rimane invece chiusa la procedura della prenotazione, riservata alle sole PA.
Per le imprese è inoltre disponibile nel portale la funzionalità per la presentazione della domanda di valutazione preliminare, ed è stata prevista la proroga dei termini per l’invio delle istanze la cui scadenza ricadeva nel periodo di sospensione.
Cosa cambia con il catalogo degli apparecchi prequalificati
La pubblicazione del catalogo ha un rilievo pratico soprattutto sul piano procedurale.
Nelle FAQ di assistenza, il GSE spiega che le istanze relative ad apparecchi inseriti nel catalogo sono sottoposte a iter semplificato: il Soggetto Responsabile non deve caricare sul PortalTermico i dati tecnici dell’apparecchio installato, perché vengono acquisiti automaticamente dal sistema sulla base del prodotto selezionato. Inoltre, non deve essere inviata la documentazione del produttore o di ente terzo relativa alla conformità del prodotto, né, per i generatori a biomassa, la certificazione ambientale già in possesso del GSE.
Secondo il GSE, il catalogo è un elenco pubblico aggiornato periodicamente che contiene apparecchi, macchine e sistemi identificati per marca e modello e conformi ai requisiti tecnici previsti. Per gli apparecchi domestici sono compresi, tra gli altri, i prodotti con potenza termica utile nominale fino a 35 kW e i sistemi solari con superficie lorda fino a 50 mq.
La riapertura del PortalTermico
La pubblicazione dei cataloghi segue la riapertura del PortaTermico 3.0 del 13 aprile, dopo la sospensione temporanea comunicata dal GSE il 3 marzo 2026 a causa dell’elevato numero di richieste pervenute nei primi giorni di apertura del portale.
Ricordiamo che il PortalTermico 3.0 è la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) attraverso cui è possibile presentare le richieste di accesso agli incentivi previsti dal Conto Termico 3.0, aperta il 2 febbraio 2026.
Al 3 marzo 2026, aveva fatto sapere il GSE, le richieste pervenute complessivamente ammontavano a circa 1,3 miliardi di euro, cifra di gran lunga superiore rispetto alla dotazione del Conto Termico 3.0, pari a 900 milioni di euro annui.
La sospensione, spiegava il GSE, era stata adottata in via prudenziale per consentire al Gestore di completare l’istruttoria e la verifica delle istanze già trasmesse, nel rispetto dei limiti annuali di spesa previsti dal DM 7 agosto 2025 e per garantire la sostenibilità degli impegni finanziari.
Dopo le dovute verifiche il portale è stato quindi riammesso all’operatività, ma soltanto per le domande relative alla procedura di accesso diretto.
Ricordiamo, a tal proposito, che il DM Conto Termico prevede che gli incentivi concessi tramite prenotazione non possono superare i 200 milioni di euro e che il GSE accetta richieste fino a 60 giorni dopo il raggiungimento di questo limite.
La nuova ripartizione delle risorse
Proprio alla luce dell’andamento delle istanze, il MASE, con il decreto direttoriale del 10 aprile 2026, ha disposto la rimodulazione dei limiti di spesa annua cumulata per il 2026, ripartendo le risorse in 450 milioni di euro (erano 400 milioni) per le Pubbliche Amministrazioni e 450 milioni di euro (erano 500 milioni) per i soggetti privati.
La modifica è arrivata a seguito del rapido incremento delle domande registrato nelle prime settimane di operatività del portale da parte delle amministrazioni pubbliche.
La viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, infatti, aveva affermato:
“Sono pervenute oltre 2.200 richieste: in particolare, è stata premiata dai piccoli Comuni la possibilità di finanziare al 100% la ristrutturazione e l’efficientamento energetico di edifici pubblici come scuole e sedi comunali, interventi che rappresentano l’85% delle domande pervenute”.
Come funziona il Conto Termico 3.0
Come detto, il PortalTermico 3.0 attraverso cui è possibile presentare le richieste di accesso agli incentivi previsti dal Conto Termico 3.0 per la riqualificazione energetica degli edifici e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili con impianti di piccola taglia, è stato aperto il 2 febbraio 2026.
I criteri di accesso, nonché l’entità delle agevolazioni e le modalità di presentazione delle richieste, sono regolamentati dal Decreto del 7 agosto 2025 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 ed entrato in vigore lo scorso 25 dicembre.
Il Conto Termico 3.0 è il nuovo sistema di contributi per gli impianti di piccole dimensioni, con potenza termica inferiore a 2MW e, nel caso del solare termico, per quelli con superficie inferiore a 2.500 metri quadri. Il nuovo decreto aggiorna il precedente Conto Termico (DM 16 febbraio 2016) e ammette ai benefici:
1. le amministrazioni pubbliche;
2. i soggetti privati;
3. gli enti del terzo settore;
4. le configurazioni di autoconsumo collettivo e le comunità energetiche rinnovabili.
Le amministrazioni pubbliche possono realizzare interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e interventi di efficienza energetica sugli edifici di proprietà pubblica, cioè tutti gli interventi ammessi al beneficio dal Conto Termico 3.0.
I soggetti privati, ivi inclusi gli enti del terzo settore, possono realizzare:
– in ambito civile residenziale, solo interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza descritti nel seguito;
– in ambito civile non residenziale, interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e interventi di efficienza energetica negli edifici per il settore terziario, cioè tutti gli interventi ammessi al Conto Termico 3.0.
I soggetti pubblici e/o privati facenti parte delle configurazioni di autoconsumo nonché gli azionisti e/o i singoli soci membri delle Comunità Energetiche Rinnovabili possono presentare richiesta di accesso al Conto Termico 3.0 direttamente o, al pari delle ESCO, tramite i soggetti referenti delle configurazioni, come individuati dalle regole operative definite dal GSE.
Le novità del Conto Termico 3.0
Rispetto al Conto Termico del 2016, sono state introdotte alcune novità, tra cui:
– l’equiparazione degli enti del terzo settore alle amministrazioni pubbliche;
– la revisione dei massimali di spesa specifici e assoluti per tenere conto dell’evoluzione dei prezzi di mercato;
– l’estensione anche agli edifici non residenziali privati degli interventi di efficienza energetica, finora ammessi solo per gli edifici della Pubblica Amministrazione.
Interventi di efficientamento energetico incentivabili dal Conto Termico 3.0
Per amministrazioni pubbliche, enti del terzo settore, soggetti privati per interventi eseguiti su edifici dell’ambito terziario, il Conto Termico 3.0 incentiva uno o più dei seguenti interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti dotati di impianto di climatizzazione:
a) isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato, anche unitamente all’eventuale installazione di sistemi di ventilazione meccanica;
b) sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
c) installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solare esterni per chiusure trasparenti con esposizione da Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili; d) trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”;
d) trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero” (EEQZ);
e) sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni e delle pertinenze esterne degli edifici esistenti con sistemi efficienti di illuminazione;
f) installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici, ivi compresa l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore;
g) installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici, anche aperta al pubblico, presso l’edificio e le relative pertinenze, ovvero presso i parcheggi adiacenti, a condizione che l’intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche;
h) installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, presso l’edificio o nelle relative pertinenze, a condizione che l’intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche.
Interventi per la produzione di energia da rinnovabili incentivabili dal Conto Termico 3.0
Per amministrazioni pubbliche; enti del terzo settore; soggetti privati per interventi eseguiti su edifici appartenenti all’ambito terziario e all’ambito residenziale, il Conto Termico 3.0 incentiva uno o più dei seguenti interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza in edifici esistenti, in parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, dotati di impianto di climatizzazione:
a) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, unitamente all’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore per gli impianti con potenza termica utile superiore di 200 kW;
b) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi factory made o bivalenti, o installazione di una pompa di calore “add on”, unitamente all’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
c) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti o per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa, compresi i sistemi ibridi a pompa di calore, unitamente all’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
d) installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, o per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento. Nel caso di superfici del campo solare superiori a 100 m2 è richiesta l’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore;
e) sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
f) interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti;
g) sostituzione funzionale o sostituzione totale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti unità di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili.
Incentivi fino al 65% e fino al 100% per edifici pubblici
Il Conto Termico 3.0 prevede un incentivo massimo del 65% delle spese ammissibili. La percentuale è innalzata al 100% per gli interventi realizzati su edifici ad uso pubblico di proprietà di comuni con popolazione fino 15.000 abitanti e per gli interventi sugli edifici pubblici adibiti a uso scolastico e su edifici di strutture ospedaliere e di altre strutture sanitarie, incluse quelle residenziali, di assistenza, di cura o di ricovero del sistema sanitario nazionale, come previsto dal DL 104 del 14 agosto 2020.
I privati e le amministrazioni pubbliche potranno accedere agli incentivi anche mediante Comunità Energetiche Rinnovabili o configurazioni di autoconsumo di cui sono membri.
L’iter e i ritardi del Conto Termico 3.0
L’iter che ha portato alla definizione del Conto Termico 3.0 è stato lungo. Nel 2024 il Mase aveva predisposto un testo su cui si è svolta una consultazione pubblica.
A febbraio 2025 ha iniziato a circolare una bozza (datata 20 febbraio) che è stata poi confermata dalla Conferenza Unificata. Dopo l’entusiasmo iniziale e l’aspettativa di avere subito un nuovo pacchetto di incentivi, il testo è sparito dai radar.
Ad aprile 2025 l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ha scritto una lettera al Mase per chiedere notizie del Conto Termico 3.0 e a maggio 2025 la viceministra dell’Ambiente, Vannia Gava, rispondendo ad un’interrogazione del M5S, ha spiegato che il Mase era in attesa del parere tecnico del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il testo, approvato in Conferenza Unificata, è stato poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 ed è entrato in vigore il 25 dicembre 2025. Il GSE, soggetto responsabile della gestione degli incentivi del Conto Termico 3.0, ha definito le regole applicative per l’accesso alle misure di incentivazione.
Il 2 febbraio 2026 è stato attivato il Portale per le domande; il 3 marzo il GSE ha temporaneamente sospeso la presentazione di nuove richieste di incentivo perchè le domande hanno raggiunto un ammontare complessivo di 1,3 miliardi di euro, rendendo necessaria la verifica delle istanze. Il 10 aprile il GSE ha annunciato la riapertura del portale dal 13 aprile 2026 alle ore 12:00, esclusivamente in accesso diretto.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione Edilportale
Source link






