Ci siamo: manca ormai poco all’inizio dei Mondiali 2026. In questa guida ecco un riepilogo di tutte le informazioni più importanti, per arrivare preparati all’appuntamenti calcistico più atteso.
Terminata la stagione calcistica dei club, adesso la palla passa alle Nazionali: i Mondiali 2026 stanno per iniziare. La competizione più attesa da quattro anni a questa parte farà capolino nell’estate, accompagnandoci per tutto il mese di giugno e luglio. Purtroppo senza l’Italia, che ha rovinosamente perduto l’opportunità di partecipare alla manifestazione per la terza volta consecutiva. Ad ogni modo, il road to Mondiali 2026 sta per finire: le 48 compagini che si sfideranno in USA, Canada e Messico sono pronte.
Di seguito ecco una pratica guida con tutte le date, i gironi, gli stadi e dove vedere i Mondiali.
Mondiali 2026: le date e i gironi
I Mondiali 2026 saranno ospitati da tre Paesi diversi – Stati Uniti, Canada e Messico – e accompagneranno gli appassionati di calcio dall’11 giugno al 19 luglio. Per la terza volta consecutiva l’Italia non prenderà parte alla competizione, dopo la sconfitta nello spareggio contro la Bosnia che ha negato agli azzurri la qualificazione.
A completare il quadro delle nazionali partecipanti sono state Iraq e Repubblica Democratica del Congo. La partita inaugurale allo stadio Azteca sarà Messico-Sudafrica, mentre la fase a eliminazione diretta scatterà il 28 giugno. La finale è prevista domenica 19 luglio 2026 al MetLife Stadium alle ore 21 italiane.
Ecco nel dettaglio i gironi con le relative partite:
- Gruppo A: Messico, Sudafrica, Corea del Sud, Repubblica Ceca;
- Gruppo B: Canada, Qatar, Svizzera, Bosnia;
- Gruppo C: Brasile, Marocco, Haiti, Scozia;
- Gruppo D: Usa, Paraguay, Australia, Turchia;
- Gruppo E: Germania, Curacao, Costa d’Avorio, Ecuador;
- Gruppo F: Olanda, Giappone, Svezia, Tunisia;
- Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda;
- Gruppo H: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay;
- Gruppo I: Francia, Senegal, Iraq, Norvegia;
- Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria, Giordania;
- Gruppo K: Portogallo, RD Congo, Uzbekistan, Colombia;
- Gruppo L: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama.
Il programma della fase finale sarà così articolato:
- Sedicesimi di finale dal 28 giugno al 3 luglio;
- Ottavi dal 4 al 7 luglio;
- Quarti dal 9 all’11 luglio;
- Semifinali il 14 e 15 luglio;
- Finale terzo posto il 18 luglio;
- Finalissima il 19 luglio.
Gli stadi dei Mondiali 2026: impianti e curiosità
Ad Atlanta si giocherà al Mercedes-Benz Stadium, stadio inaugurato nel 2017 da 75mila posti. Ha già ospitato il Super Bowl vinto dai Patriots di Tom Brady e anche una sfida tra la Juventus e le stelle della MLS. Il suo tetto retrattile circolare è stato ispirato al Pantheon di Roma.
Boston ospiterà le gare al Gillette Stadium, impianto da 65mila spettatori che in passato ha accolto i Mondiali femminili e diverse Gold Cup. Sorge nell’area dove un tempo si trovava il Foxboro Stadium, teatro delle storiche doppiette di Roberto Baggio ai Mondiali 1994.
Il più capiente del torneo sarà l’AT&T Stadium di Dallas, con 94mila posti. Casa dei Dallas Cowboys in NFL, è stato teatro dell’All Star Game NBA del 2010 davanti a oltre 108mila persone e ha ospitato concerti di Paul McCartney, U2 e Taylor Swift.
In Messico verranno utilizzati tre stadi. A Guadalajara si giocherà all’Estadio Akron, inaugurato nel 2010 e aperto con un’amichevole del Manchester United di Ferguson. Monterrey ospiterà le partite all’Estadio BBVA, soprannominato “Gigante de Acero” e celebre per la vista sul Cerro de la Silla. A Città del Messico ci sarà invece lo storico Estadio Azteca, unico impianto ad aver ospitato tre diverse edizioni dei Mondiali. Qui si disputarono Italia-Germania 4-3 e il celebre gol di Maradona contro l’Inghilterra.
Houston ospiterà le gare all’NRG Stadium, primo stadio NFL con tetto retrattile, mentre Kansas City utilizzerà l’Arrowhead Stadium, noto per detenere il record Guinness di stadio più rumoroso del mondo con oltre 142 decibel registrati durante una partita NFL.
A Los Angeles si giocherà nel modernissimo SoFi Stadium, costato circa 5 miliardi di dollari e scelto anche per le Olimpiadi 2028 al posto del Rose Bowl di Pasadena, sede della finale Italia-Brasile del 1994.
Miami ospiterà le gare all’Hard Rock Stadium, impianto già teatro di sei Super Bowl e di un Clásico tra Real Madrid e Barcellona. Qui furono girate anche alcune scene di Ace Ventura con Jim Carrey.
A Philadelphia si giocherà al Lincoln Financial Field, stadio ecosostenibile dotato di migliaia di pannelli solari e micro turbine eoliche. San Francisco/Bay Area utilizzerà il Levi’s Stadium, nel cuore della Silicon Valley e tra gli impianti più tecnologici del torneo.
Seattle ospiterà le gare al Lumen Field, casa dei Seattle Sounders e sede di grandi eventi sportivi e musicali. In Canada saranno protagonisti il BMO Field, ex casa di Lorenzo Insigne e Sebastian Giovinco, e il BC Place, famoso per il tetto retrattile che può aprirsi in appena venti minuti.
Dove vedere i Mondiali 2026 in Italia
La FIFA World Cup 2026 sarà trasmessa in Italia da DAZN e Rai. DAZN avrà i diritti completi dell’intera manifestazione e trasmetterà tutte le 104 partite in diretta con commento in italiano. La piattaforma proporrà inoltre una copertura quotidiana con oltre 16 ore live al giorno, highlights dedicati, approfondimenti e contenuti originali.
Per il torneo verranno lanciati anche tre nuovi programmi: “Wake Cup”, dedicato ai risultati e alle analisi della notte; “Copa Mundial”, realizzato dall’Adidas Brand Center di Milano; e “Times Square – L’Ora del Mondiale”, show serale dagli Stati Uniti.
La Rai trasmetterà invece 35 partite in chiaro su Rai 1 e RaiPlay, comprese le cerimonie ufficiali di apertura e chiusura. Previsti anche highlights quotidiani, radiocronache integrali su Rai Radio 1 e programmi dedicati come “Notti Mondiali”, “Dribbling Mondiali” e “Italia chiama Usa”.
Tra le novità editoriali della tv pubblica ci saranno inoltre “Hot Gol”, con Gabriele Corsi e Andrea Lo Cicero, e “Percorsi”, format narrativo affidato a Lele Adani.
Fonte foto: Sito Ufficiale FIFA
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Edoardo D’Amato
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