“Bruxelles prende atto che il caro energia rappresenta una priorità strategica”


 

L’eurodeputato Carlo Ciccioli, membro della commissione TRANS e PESC, è un esponente di peso del partito della premier fin dalla sua costituzione, ed è molto impegnato a Bruxelles nel difendere le istanze di imprese e famiglie italiane. Ma allo stesso tempo in qualità di coordinatore provinciale ad Ancona del partito, può festeggiare per l’ottimo risultato conseguito alle ultime amministrative da Fdi.

Onorevole Ciccioli, l’Europa ha concesso deroga al Patto come aveva chiesto l’Italia, è un grande successo per il nostro Paese e per Giorgia Meloni?

Assolutamente sì. È il riconoscimento della credibilità e del peso che l’Italia ha riconquistato in Europa grazie al governo Meloni. Per anni ci è stato detto che certe richieste erano impossibili; oggi Bruxelles prende atto che il caro energia rappresenta una priorità strategica, al pari delle spese per la difesa, e che servono strumenti straordinari per sostenere la competitività del sistema produttivo europeo.

Rimane ancora la clausola secondo la quale questi fondi dovrebbero essere usati per investimenti nel green e non per esempio nel taglio delle accise.

È vero, esistono ancora dei vincoli che avremmo preferito fossero più flessibili. Tuttavia ritengo positivo che l’Europa abbia iniziato ad abbandonare un approccio ideologico e riconosca la necessità di investire sulla sicurezza energetica. Ora la sfida è utilizzare queste risorse per ridurre i costi strutturali dell’energia per famiglie e imprese, attraverso la cosiddetta neutralità tecnologica. Nessun pregiudizio verso le varie scelte.

Lei pensa che da qui in avanti si possa aprire una nuova stagione con un’Europa forse un po’ meno miope verso le esigenze di imprese e famiglie?

Credo di sì. I risultati delle ultime elezioni europee hanno mandato un messaggio chiaro: i cittadini chiedono più pragmatismo e meno burocrazia. Le istituzioni europee stanno iniziando a comprendere che competitività, industria, lavoro e sicurezza energetica devono tornare al centro dell’agenda politica, improntando il tutto a uno spirito fattivo e non animato da furore ideologico che, come nel caso del green deal, ha provocato danni enormi.

 I popolari spesso sui temi legati ai flussi migratori e alle regole del Green Deal votano con voi. Si può creare anche a Bruxelles una maggioranza “Giorgia” come quella che appoggia il governo in Italia?

Le differenze tra i gruppi politici restano, ma su molti temi strategici vediamo convergenze sempre più frequenti tra Conservatori, Popolari e altre forze responsabili. Più che una “maggioranza Giorgia”, vedo la nascita di una maggioranza del buonsenso che mette al primo posto gli interessi dei cittadini europei. Magari a seguito delle elezioni in Francia e, spero presto, anche in Spagna, l’asse europeo potrà spostarsi ulteriormente su un binario che vedrà l’Europa essere più incline al pragmatismo.

A proposito di ciò, il sì alla flessibilità per l’energia rappresenta la seconda “vittoria” del governo in Europa, dopo quella sui migranti e sui rimpatri. Sta cambiando il vento in Europa?

I fatti parlano chiaro. Sul tema migratorio l’Europa sta adottando strumenti che fino a pochi anni fa venivano contestati e che oggi vengono considerati necessari per governare i flussi e rendere effettivi i rimpatri. È il segno che molte delle posizioni sostenute dall’Italia stanno diventando patrimonio comune europeo. L’Italia, il che ne dica la sinistra, ha tracciato una linea e l’Europa la sta percorrendo. Questo è un fatto incontrovertibile, agli altri lasciamo le parole vuote e campate in aria.

 Parliamo delle Marche. Lei dieci giorni fa al Forum EUSAIR di Skopje ha annunciato la nascita del gruppo Macroregione Adriatico-Ionico al Parlamento europeo. Di cosa si tratta?
Si tratta di un nuovo gruppo di lavoro che riunisce quaranta eurodeputati di diversi Paesi e famiglie politiche con l’obiettivo di dare maggiore peso all’area Adriatico-Ionica nelle politiche europee. Vogliamo trasformare questa macroregione da periferia a piattaforma strategica per infrastrutture, energia, sviluppo economico, turismo e integrazione dei Balcani occidentali. E in questo ambito, Ancona e le Marche possono e devono recitare un ruolo di assoluto protagonismo.

 Anche le ultime amministrative sono andate molto bene per Fratelli d’Italia. Il trend delle Regionali prosegue: qual è il segreto?

Non esistono segreti, ma lavoro, presenza sul territorio e coerenza politica. Fratelli d’Italia è cresciuta perché ha saputo interpretare le esigenze dei cittadini senza cambiare posizione a seconda delle convenienze. Nelle Marche il buon governo del centrodestra e il radicamento dei nostri amministratori stanno dando risultati concreti.

 Lei ha proposto la possibilità di utilizzare anche per i privati proprietari di dimore storiche i fondi di coesione. Ci spiega il senso di questa proposta?

Le dimore storiche non rappresentano soltanto un patrimonio privato, ma una parte fondamentale dell’identità culturale europea. Se adeguatamente valorizzate, generano turismo, occupazione e sviluppo economico. L’obiettivo è consentire interventi di recupero e conservazione che producano benefici per l’intera collettività, non soltanto per i proprietari. In tal senso, sono stato promotore, quando ricoprivo il ruolo di capogruppo di Fdi consiglio regionale di un’apposita legge regionale approvata e che rappresenta un tassello importante per il conseguimento dell’obiettivo.

 

Un bilancio di questo primo anno e mezzo a Bruxelles, sia per lei che per il gruppo di Fratelli d’Italia?Il bilancio è certamente positivo. Fratelli d’Italia e il gruppo dei Conservatori hanno accresciuto il proprio peso politico e oggi incidono concretamente nei principali dossier europei. Personalmente ho lavorato per portare all’attenzione dell’Europa le esigenze delle Marche, della macroregione Adriatico-Ionica e delle nostre imprese, anche e soprattutto nel settore della pesca, contribuendo a rafforzare il peso specifico dell’Italia nelle istituzioni europee. Ancora c’è tanto da fare, ma confido in un’ulteriore accelerazione nel corso di quest’anno.

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 Vincenzo Caccioppoli

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