Educazione sessuo-affettiva, a Milano l’ultima tappa del progetto “Tok Tok. Chi è?” di Una Nessuna Centomila


Quando le leggi faticano a rispondere, le risposte arrivano dal basso. In Italia non esiste una legge organica che renda l’educazione sessuo-affettiva una materia scolastica obbligatoria e strutturata. Il dibattito normativo è regolato dal ddl Valditara, che impone il consenso informato preventivo dei genitori per trattare tematiche legate all’affettività e alla sessualità. Un obbligo che non ferma la necessità di conoscere delle giovani generazioni: come registra l’indagine “L’educazione affettiva e sessuale in adolescenza: a che punto siamo?”, realizzata da Save the Children in collaborazione con Ipsos, la principale fonte di informazione dei ragazzi e delle ragazze su temi legati alle sessualità è il web. Il 47% degli intervistati sceglie siti e articoli online per informarsi sulle pratiche sessuali e il 57% per approfondire il tema delle infezioni sessualmente trasmissibili.

Ma i giovani non posso essere lasciati soli e la scuola dev’essere un luogo sicuro di conoscenza e consapevolezza: è la battaglia che, dalla sua nascita, porta avanti la Fondazione Una Nessuna Centomila. A Milano, lo scorso 28 maggio, si è tenuta l’ultima tappa di un percorso che ha messo centro il dialogo con le nuove generazioni: gli studenti della scuola secondaria Mauri hanno accolto con affetto Fiorella Mannoia e Marisa Passera oltre che Giulia Minoli e Celeste Costantino – rispettivamente presidente e vicepresidente di Una Nessuna Centomila – Simona Frassone, Presidentessa di ScuolAttiva ETS e Chiara Soldano, Ceo di AXA Italia. L’occasione era una mattinata di sensibilizzazione degli studenti – che l’anno scorso erano stati coinvolti nel ciclo di incontri “La fatica di essere medie” – al tema dell’educazione sessuo-affettiva con il progetto “Tok Tok – Chi è?” realizzato dalla Fondazione Una Nessuna Centomila insieme con AXA Italia in collaborazione con ScuolAttiva, ente del Terzo Settore che da oltre vent’anni realizza programmi educativi gratuiti nelle scuole italiane.

Creare uno spazio di ascolto e confronto

“Tok Tok – Chi è?” è un progetto sviluppato nel corso dell’anno scolastico 2025/2026 con l’obiettivo di offrire agli studenti della scuola secondaria di primo grado uno spazio di ascolto e confronto dedicato ai temi dell’affettività e delle relazioni: una fase della crescita segnata da cambiamenti emotivi, fisici e relazionali profondi, in cui i ragazzi e le ragazze hanno spesso più domande che risposte. L’iniziativa si inserisce in un percorso avviato nel 2024 dalla Fondazione Una Nessuna Centomila insieme a ScuolAttiva e Axa Italia per portare l’educazione affettiva nelle scuole di tutta Italia, con la volontà di costruire un modello educativo scalabile, capace di prevenire e contrastare la violenza di genere. «Dopo tre anni di attività sul campo, ci appare sempre più evidente la necessità di portare questi progetti nelle scuole secondarie di primo grado – spiega Così Celeste Costantino, vicepresidente di Una Nessuna Centomila – Sono gli stessi studenti e le stesse studentesse a esprimere questo bisogno: una forte esigenza di raccontarsi e di condividere con le nostre educatrici i problemi che li attraversano. Spesso gli adulti tendono a banalizzare i loro vissuti, che invece rappresentano già fonte di sofferenza e fragilità in grado di condizionarne le scelte future».

Un gioco di carte per stimolare le riflessioni

Al cuore del percorso c’è un dispositivo tanto semplice quanto potente: un gioco di carte ideato dalla Fondazione per stimolare riflessioni su identità, emozioni e modelli di riferimento. Attraverso parole chiave, associazioni e figure simboliche – reali o immaginarie – gli studenti hanno costruito contenuti e immaginari, sviluppando una rielaborazione personale e collettiva dei temi affrontati. Gli incontri, aperti alle famiglie e alla comunità scolastica, hanno rappresentato un momento di confronto intergenerazionale: la voce dei giovani al centro, per restituire il loro sguardo sul mondo affettivo e relazionale. «Gli studenti e le studentesse hanno un disperato bisogno di figure adulte di riferimento capaci di accompagnarli nelle complessità della preadolescenza – aggiunge Costantino – Come Fondazione facciamo il massimo per abitare queste periferie dell’anima, ma siamo consapevoli che nel nostro Paese servirebbe un impegno strutturale molto più profondo che riguarda tutti».

Fiorella Mannoia e Chiara Soldano, ceo Axa Italia

Un lavoro sinergico per educare e prevenire

Un impegno strutturale che passa anche dal mondo privato. AXA Italia ha scelto di affiancare la Fondazione non come semplice sponsor, ma come partner convinto di una missione educativa e preventiva. «La protezione è il mestiere di Axa Italia, che significa anche saper leggere i rischi che attraversano la società per provare ad anticiparli – sottolinea Chiara Soldano, ceo di Axa Italia – Tra questi rischi, purtroppo c’è anche la violenza: fisica, verbale, psicologica, e in particolare quella contro le donne, che è importante contrastare attraverso un investimento sulle nuove generazioni. Da questa consapevolezza è nata la collaborazione con la Fondazione Unc e con ScuolAttiva, confluita quest’anno in un percorso di accompagnamento e in un dialogo più profondo, rendendo protagonisti non solo gli studenti, ma anche gli insegnanti e le famiglie, nella consapevolezza che costruire comunità più inclusive e più sicure è una responsabilità di tutti che parte dall’ascolto di sé stessi e degli altri».

Fiorella Mannoia agli studenti: «Aiutate chi rimane indietro, siate liberi»

A dare voce e forza al messaggio, nella mattinata del 28 maggio alla scuola Mauri, è stata anche Fiorella Mannoia. La cantautrice si è rivolta direttamente ai ragazzi e alle ragazze, partendo da un invito alla solidarietà: «Io dico sempre, anche a voi: aiutate chi rimane indietro, non fate branco, anche se i vostri amici fanno i furbi. Non vi scagliate contro chi è diverso, chi ha un altro colore della pelle, o solo perché è una ragazza. Aiutate chi rimane indietro, siate liberi. Perché, ripeto, ognuno di voi ha la propria specificità, per cui abbiate il coraggio di aiutarvi». Un messaggio che si è fatto ancora più urgente quando ha messo a fuoco il momento che i ragazzi stanno attraversando: «Siete in un momento chiamato la linea d’ombra: non siete più bambini, ma non siete neanche adulti. In questa linea d’ombra che state vivendo si forma la vostra personalità. E se non lo fate adesso, non lo farete più, neanche quando sarete grandi. Da grandi sarete vigliacchi e, quando vedrete qualcuno in difficoltà, girerete la testa dall’altra parte. Invece è adesso che dovete dimostrare di non essere vigliacchi e di aiutare chi rimane indietro, chi ha dei problemi. Questa sarà poi la traccia della vostra vita. Per cui siate ribelli, disobbedite».

A quel punto ha rivolto un appello diretto ai ragazzi: «Se vedete che le ragazze sono in difficoltà, voi maschi aiutatele, perché è così che si forma una nuova società.» E dal palco della vita, come da quello dei suoi concerti, Mannoia ha concluso ribadendo che «la musica ha un grande privilegio, come nessun’altra forma d’arte, di radunare tantissime persone. Nessuna forma d’arte ha questa capacità di aggregazione. Io dico sempre dal palco: insegnate ai vostri figli, per cui anche a voi, che il rifiuto di una donna non è un insulto alla virilità dell’uomo. Quando una donna dice no è no, perché il sesso senza consenso è stupro».

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 Nicoletta Labarile

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