Perché il “caso Foggia” suona il requiem al Campo largo



Veti interni, i ritardi nel cronoprogramma e il buco nella sanità: a Foggia flop della coalizione del Campo largo guidata da Maria Aida Episcopo. Un fallimento che rischia di scatenare un effetto domino in vista delle elezioni 2027


Maria Aida Episcopo (anche detta Marida) prima sindaco donna di Foggia, lo scorso lunedì sera, dopo una giornata di riflessioni e ripensamenti, ha rassegnato le sue dimissioni e ne ha dato comunicazione con un video postato sui suoi canali social. A questa brutta notizia per i progressisti se ne aggiunge un’altra: l’indagine per presunta concussione a carico dell’assessora al Turismo della Regione Puglia Grazia Maria Starace (originaria di Vieste, in provincia di Foggia).

LA MAGGIORANZA ABBANDONA LA SINDACA EPISCOPO

La decisione di Episcopo è arrivata nell’ambito di una seduta per le votazioni del Bilancio nella quale la sindaca si è trovata quasi da sola, senza buona parte dei suoi consiglieri maggioranza, in Consiglio comunale. Mancava in aula Movimento 5 Stelle e il Partito Socialista. Il PSI, tra l’altro, era appena entrato in giunta con l’avvocato Luigi Iorio, scelto la domenica sera per sostituire Daniela Patano, ex assessore con deleghe al Personale e logistica comunale, servizi demografici ed elettorali, Polizia locale e amministrativa Protezione civile, Mobilità e traffico, in quota Azione. Presenti in aula i consiglieri del PD, con i quali la sindaca aveva trovato un accordo nella serata precedente, e Paolo Frattulino, in quota Azione.

IL RUGGITO DEL GAROFALO SOCIALISTA 

La scelta dell’avvocato Iorio, coordinatore della segreteria nazionale del Psi e attuale componente del Consiglio di Amministrazione di Ataf, non sarebbe avvenuta in accordo con i socialisti presenti o attivi in consiglio (che infatti si sono assentati). La mossa è fallita. Iorio, sostenuto politicamente dall’avvocato Giulio Scapato (con il quale condivide anche la collaborazione professionale), vicepresidente della prima Commissione consiliare permanente Bilancio e programmazione del Consiglio regionale della Puglia, non sarebbe stato gradito ai socialisti ed ex socialisti presenti in Consiglio come Stefania Rignanese (ora indipendente) e Mino Di Chiara.

IL NODO DELLA TECNOSTRUTTURA

Tra le ragioni che hanno portato a questo infausto epilogo ci sarebbe proprio l’assenza di amalgama e di spazio di azione politica tra tutte le forze che compongono il variopinto fronte progressista. Non a caso l’amministrazione Episcopo ha suscitato malumori per la gestione della tecnostruttura comunale, l’insieme di esperti, tecnici e dirigenti (di nomina o di carriera) che danno vita all’apparato burocratico del Comune. Il M5S, come scrive la Gazzetta del Mezzogiorno, avrebbe voluto una rivisitazione della tecnostruttura con la nomina di un direttore generale esterno che facesse da “collante” tra l’intera dirigenza.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E IL PUG 

Altri nodi critici risiedono nel mancato rispetto del cronoprogramma. Particolarmente contestata la gestione del piano industriale con AMIU ereditato dai commissari e il flop logistico dei cassonetti intelligenti. Quest’ultimi avrebbero generato scostamenti di bilancio dovuti a errori nel calcolo della raccolta differenziata e ai costi di trasferimento dei rifiuti indifferenziati a Taranto. A questo si aggiunge il mancato varo del Piano Urbanistico Generale (PUG) il documento che avrebbe dovuto imporre regole certe e perimetri definiti alla tecnostruttura, eliminando la discrezionalità politica e le tentazioni clientelari.

IL FLOP DELLA SANITÀ PUGLIESE: IL BUCO DA 350 MILIONI DI EURO

Infine, pesa sulla città anche la salute instabile del sistema sanitario regionale. Un deficit da 350 milioni di euro (che per Asl di Foggia vale 78 milioni di euro) che ha costretto il Presidente Antonio Decaro ad alzare l’Irpef dei contribuenti per ripianare l’ammanco e provare a evitare il commissariamento. Decisione annunciata con un coraggioso video nel quale si rivolge direttamente alla cittadinanza. Il commissariamento è un’ipotesi che, se dovesse concretizzarsi, indebolirebbe la posizione di Raffaele Piemontese, attuale assessore alle infrastrutture e la mobilità della Regione Puglia. Piemontese è stato vicepresidente della Regione quando a guidarla c’era Michele Emiliano, il 26 ottobre 2024, a circa un anno dall’inizio della campagna elettorale per le elezioni regionali, gli viene ufficializzata la delega alla sanità. Il 4 agosto 2025 arriva la conferma alla del dott. Antonio Giuseppe Nigri a Direttore Generale dell’ASL (già in carica dal 2023), atto firmato da Raffaele Piemontese in quanto allora presidente della Giunta. Il buco da 78 milioni non è certo esclusiva responsabilità dell’ultima amministrazione ma, certamente, non è un risultato capace di avvalorare le ambizioni nazionali proprio in vista delle elezioni del 2027.

LA FINE DEL “MODELLO FOGGIA”

Termina così, con l’abbandono della prima cittadina, l’esperimento della prima sindaca del Campo larghissimo. Foggia rappresentava uno dei laboratori più importanti in Puglia per testare la solidità dell’idea del “Campo Larghissimo” (PD, M5S, Azione, Civiche vicine a Michele Emiliano e Socialisti). Il crollo del Comune potrebbe avere un effetto domino immediato sugli equilibri regionali e sulle coalizioni per le elezioni politiche nazionali del 2027. Il fallimento della giunta Episcopo ha reso evidente la fragilità delle liste civiche nate dal vecchio bacino democristiano e centrista (come CON dell’ex presidente della Regione Puglia Michele Emiliano), incapaci di strutturare un’azione amministrativa di lungo periodo.

L’ORIZZONTE DELLE ELEZIONI NAZIONALI

Non dobbiamo dimenticare che nel 2027 si terranno elezioni nazionali. Aprire o esasperare una crisi a livello comunale, in un laboratorio politico per i progressisti, potrebbe essere utile ai leader locali per mandare un segnale chiaro a Roma. Chi destabilizza, infatti, può chiedere garanzie precise sui listini elettorali della Camera o del Senato in cambio della ricostituzione dell’ordine. Dall’altro lato della barricata politica, la caduta di Foggia per mano degli stessi consiglieri di maggioranza sul Bilancio (e non per un attacco delle opposizioni) offre un argomento molto spendibile al centrodestra nazionale. Dimostra l’estrema instabilità di una coalizione che riunisce tutte le forze profressiste. Se il Campo Largo non riesce a governare un capoluogo di provincia del Sud, come può proporsi come alternativa credibile per il governo del Paese nel 2027?




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 Maria Scopece

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