Netto no alla patrimoniale, difesa dell’identità italiana, sostegno alla natalità, sì alla transizione verde ma senza approccio dogmatico e spinta all’intelligenza artificiale.
Il discorso di Giorgia Meloni davanti all’Assemblea di Confcommercio a Roma, presso l’Auditorium della Conciliazione, è un vero e proprio manifesto politico, in cui non sono mancate stoccate all’opposizione.
Il discorso di Meloni presso Confcommercio
Meloni è partita dalla difesa del commercio di vicinato, che si traduce nel
difendere relazioni, identità, qualità della vita per le nostre comunità.
Il Governo, ha ricordato a questo proposito la premier, ha istituito l’Albo nazionale dell’attività commerciali, le botteghe artigiane ed esercizi pubblici storici, con l’obiettivo di tutelare il settore contro gli abusi.
Il tutto anche nell’ottica di tutelare quel “sense of Italy” che permea le attività storiche, il loro valore culturale, commerciale e sociale:
Sostenere le imprese del terziario di mercato significa in buona sostanza difendere noi stessi, custodire quello che ci identifica, che ci caratterizza, che racconta al mondo cosa significhi essere italiani.
Meloni ha rivendicato l’azione di un Governo che fa da volano al mondo produttivo con le sue iniziative:
Sgravi per le assunzioni di under 35 a tempo indeterminato, la detassazione delle mance e dei turni notturni e festivi, le staff house per il personale, gli strumenti studiati per le piccole e medie imprese per migliorare le strutture, misure per combattere l’abusivismo, difendere chi lavora onestamente e paga le tasse.
E ancora:
L’innalzamento a 85mila euro di fatturato della soglia per accedere al regime forfettario, l’estensione del concordato preventivo biennale alle piccole e medie imprese e alle partite Iva, il contrasto al fenomeno odioso delle attività apri e chiudi.
Sull’ultimo punto, la premier ha puntato il dito in particolare sulle attività
Molto spesso gestite da extracomunitari, che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse poi chiudendo e riaprendo sotto un altro nome. Finora ne abbiamo chiuse d’ufficio 24.000.
Poi l’elenco delle iniziative messe in atto per sostenere chi intende realmente mettersi in gioco rimboccandosi le maniche come la
Zona Economica Speciale unica per il Sud, che sta dando ottimi risultati e che oggi valutiamo di estendere a tutto il territorio nazionale almeno per la parte di semplificazione che è fondamentale.
Meloni ha poi citato anche la super deduzione del costo del lavoro, l’iperammortamento e l’estensione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali alle operazioni di acquisizione di imprese della filiera in difficoltà da parte di aziende titolari di marchi storici.
Ma la premier ha inoltre assicurato che il Governo intende dare nuove garanzie e introdurre strumenti concreti affinché l’accesso al credito, soprattutto per le piccole e medie imprese non sia più un percorso a ostacoli.
Obiettivo staffetta generazionale
Al fine di
Preservare quel patrimonio di conoscenze che ci rende unici e che noi non possiamo permettere vada disperso
il Governo ha poi previsto incentivi per promuovere il ricambio generazionale e la trasmissione delle competenze da una generazione all’altra con i lavoratori prossimi alla pensione che possono beneficiare di un esonero contributivo e di un’integrazione del reddito se l’azienda in cui lavorano assume giovani under 34.
Il lavoro femminile
Un tema particolarmente caro a Meloni è quello delle mamme lavoratrici
Perché il messaggio che abbiamo tentato di dare è che i figli non sono un ostacolo all’affermazione, e che la vera libertà per una donna risiede nel non dover scegliere tra mettere al mondo un bambino e poter avere una carriera come la sogna e come la merita.
Da qui la citazione del lavoro fatto su congedi parentali, asili nido, decontribuzione delle mamme lavoratrici.
La riforma fiscale
Per rafforzare il sistema Paese, Meloni rivendica di avere agito su più fronti,
Il primo dei quali è stato il taglio delle tasse [e] del costo del lavoro [e nel suo complesso la] riforma fiscale, provvedimento che era atteso da qualche decennio e che noi abbiamo finalmente portato a compimento con la riduzione delle aliquote Irpef, l’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito, il taglio del cuneo, con questi provvedimenti solamente ogni anno noi rimettiamo nelle tasche degli italiani, dei lavoratori, 21 miliardi di euro.
L’obiettivo per il prossimo futuro, avverte la premier, è quello di alleggerire il carico fiscale sul ceto medio.
Poi la stoccata alle sinistre:
Perché il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi di questo Governo, per intenderci altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrifici.
Il rinnovo dei contratti
La premier ha poi ricordato come il Governo abbia stanziato 20 miliardi di euro per il rinnovo dei contratti.
Chi ricorda la polemica sul salario minimo sa che la premier ha sempre sostenuto che sia nella contrattazione collettiva che si difendono i diritti dei lavoratori. E nel suo discorso di fronte a Confcommercio, Meloni ha ribadito il concetto:
Perché è nella contrattazione di qualità che si tutelano davvero i lavoratori settore per settore. Cioè non vogliamo essere portatori di una politica che pretende di imporre tutto dall’alto. Noi vogliamo essere portatori di una politica che si fida della responsabilità dei corpi intermedi e che chiede una alleanza ai corpi intermedi per risolvere i problemi. Perché nessuno può risolvere i problemi da solo.
Poi un accenno al salario giusto:
Col salario giusto noi diamo attuazione a un principio rimasto per anni sulla carta che sarà decisivo per rafforzare le retribuzioni ma anche per contrastare il dumping contrattuale, cioè quella odiosa forma di concorrenza sleale che, come veniva ricordato, riduce la qualità dell’occupazione e frena la crescita.
Il Piano Casa
Meloni ha poi citato
L’impoverimento comunitario dei territori, lo spopolamento dei borghi, dei piccoli comuni, delle aree interne, fenomeni che nei decenni sono cresciuti a tal punto da diventare sostanzialmente strutturali
ed anche le
Grandi aree metropolitane dove si moltiplicano un po’ ovunque questi quartieri dormitori senza servizi, senza negozi, senza luoghi di aggregazione nei quali tutto è anonimo, indistinto, privo di identità, di storia, di relazioni sociali, spazi urbani che l’antropologo francese Marc Augé ha efficacemente definito come “non luoghi”.
Il Piano Casa spinto da Meloni punta anche a permettere alle persone di riappropriarsi di spazi di identità e cultura:
Proviamo a riappropriarci di quello che siamo, della nostra tradizione, della nostra storia, trasferendolo nelle nostre città, nei nostri quartieri, nei nostri borghi. Immaginiamo insieme un nuovo modello di sviluppo urbano che sappia rimettere al centro le persone, l’economia di prossimità, i luoghi aggregativi, gli spazi per le famiglie, le strutture per chi è più fragile, che dia un centro a ciascuna periferia, che consideri i luoghi fondamentali della vita e dell’aggregazione importanti tanto quanto la casa stessa e abbiamo uno strumento a portata di mano per farlo insieme, che è il Piano Casa.
Sostenibilità senza dogmi
Parlando di sostenibilità, Meloni ha poi esaltato
Un approccio pragmatico e non ideologico alla transizione ecologica. Il lavoro che stiamo facendo in Europa sui tanti dossier sta lì a dimostrarlo, la richiesta ad esempio pressante che stiamo portando avanti per rivedere il sistema Ets, per diminuire l’impatto sul trasporto pesante, per rivedere l’Ets marittimo che rischia di penalizzare enormemente i nostri porti a vantaggio dei porti del Nord Africa, senza alcun beneficio, tra l’altro, in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo.
Intelligenza artificiale
Per Meloni, l’intelligenza artificiale è sia una sfida che un pericolo, se gestita male e senza lungimiranza. I rischi prospettati:
Noi rischiamo oggettivamente un mondo nel quale sempre più persone non saranno necessarie, un mondo nel quale la ricchezza si concentra e si verticalizza ancora di più, qualcosa che abbiamo già visto accadere con la globalizzazione. Non si può governare solo a livello nazionale, va governato a livello globale, a livello internazionale.
Ma c’è anche un altro rischio, quello che le fake news divengano la norma:
Andiamo verso un mondo nel quale diventa difficile distinguere quello che è vero da quello che non lo è. La capacità per i cittadini di discernere, di scegliere, di decidere, di votare quando non sanno che cosa è vero e cosa non lo è, è qualcosa con cui dobbiamo confrontarci, è qualcosa con cui dobbiamo confrontarci. Anche qui, va governato.
La proposta di Meloni:
Quando tu vedi qualcosa che è prodotto dall’intelligenza artificiale deve essere scritto in sovraimpressione, è prodotto dall’intelligenza artificiale.
Poi il riferimento a un fatto che l’ha colpita in prima persona:
Se vedi la Meloni in camicia da notte sul letto mezza nuda, non pubblicare la foto dicendo: si può un Presidente del Consiglio dei Ministri presentare così. Perché ci sarà scritto la Meloni è nuda perché è stato fatto con l’intelligenza artificiale, altrimenti abbiamo un problema.
Meloni rivendica l’agire del Governo
Meloni ha poi passato in rassegna i meriti del suo Governo:
L’occupazione continua a registrare numeri record, l’export tricolore è stato più forte dei dazi, la produzione industriale inizia a mostrare segnali di ripresa, la rinnovata credibilità dell’Italia spinge e rilancia gli investimenti esteri. Possiamo fare meglio? No, dobbiamo fare meglio, dobbiamo fare molto meglio.
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