Lo Spirito del Guerriero
Il lato meno esplorato dell’Archetipo in questione è quello rappresentato dal suo indossare un’armatura al di sotto delle vesti regali.
L’aspetto del guerriero è ciò di cui voglio parlare stavolta in relazione all’Arcano IV e voglio farlo partendo dal concetto di protezione. Per definizione. infatti, il guerriero è colui che protegge e accorre in soccorso della sua Patria e delle persone più deboli e/o in difficoltà.
Ciò che spesso si trascura è il meno evidente bisogno di proteggere anzitutto l’integrità fisica, mentale e spirituale dello stesso guerriero.
Ogni cultura ha avuto la sua espressione di questa funzione necessaria da sempre alla conservazione della società e che, spesso, purtroppo, assume i connotati ascrivibili a un Imperatore al rovescio, quindi eccessiva rigidità e un’imposizione coercitiva e fatta di forza bruta mal disposta a ragionare.
Questo non è essere guerrieri, questo non è proteggere. Questo è solo dare sfogo a un’energia maschile ineducata, malata, che deturpa e rende colpevole la Forza, la Benevolenza, la Compassione, la Misura e il Controllo tipici di chi il cammino del guerriero lo vive quotidianamente, come missione, come scelta.
In questo frangente è d’uopo prendere in prestito la più profonda spiegazione del Kanji ‘nin’, ideogramma che troviamo all’interno della parola ninja. Il termine in sé, composto dall’ideogramma ‘nin’ e dall’ideogramma ‘ja’, a una lettura superficiale, vuol dire semplicemente uomo abile nel portare a termine un determinato compito.
A una comprensione più approfondita, però, quest’individuo a cui fa riferimento il termine, è abile, poiché paziente, perseverante e resistente, anche di fronte alle condizioni più avverse e negative che si possano immaginare.
Come si giunge a questa visione più completa? Attraverso l’analisi del primo kanji. Nin, infatti, a sua volta si presenta composto da due caratteri, uno al di sopra, che si leggerà ‘to’, che vuol dire lama, e un carattere inferiore ‘shin’ che vuol dire cuore.
Il ninja, dunque, come modello di guerriero sarà quell’uomo abile poiché resistente, perseverante ma, soprattutto, paziente, anche nel momento in cui si troverà con la lama puntata di fronte al cuore. Per riuscire in quest’arduo compito è necessario che il guerriero sia in grado di proteggere la sua integrità e, per far ciò ha a disposizione un concetto conosciuto con il nome di ‘Ninniku Yoroi’, ovvero l’armatura della perseveranza.
L’armatura dell’Imperatore, come quella del Ninja, non è sempre visibile, è nascosta sotto le vesti, questo perché deve rappresentare uno scudo invisibile contro tutte le avversità, le offese e i pericoli a cui si sottopone volontariamente chi decide di ergersi a protezione di un ideale, di un popolo o anche solo della sua famiglia, della donna o dell’uomo che ama, di una singola persona sconosciuta ma che in quel momento ha bisogno del nostro aiuto.
Aiuto che non sempre deve manifestarsi attraverso opere eroiche. Talvolta basta un sorriso, altre volte una carezza.
In questo mondo è atto di coraggio essere gentili e diviene atto eroico il vivere con semplicità e fermezza i propri ideali, mantenendo e difendendo un’integrità che ormai è sempre più un miraggio, dato che questi concetti vengono universalmente utilizzati per manipolare e sottomettere nelle maniere più brutali intere popolazioni.
Confesso di avere un grande sogno, che mai si realizzerà, ma se qualcuno legge queste parole e vuole ispirarsi a tale invito alla riflessione, sarò ben lieto di avere fortificato le dimensioni del mio pensiero fino a renderlo roccaforte di chi la pensa come il sottoscritto.
Ebbene, il mio più grande desiderio è vedere che tutti coloro i quali sono impegnati in qualunque percorso Iniziatico, si sveglino e comprendano che non è più tempo di fare finta di non vedere certe situazioni e, a prescindere da Riti, Obbedienze, Ordini o altro, unirsi sotto un unico vessillo che si erga a protezione dei bambini.
Sì, i bambini.
Il Tempio più puro e, allo stesso tempo, il più deturpato, derubato e distrutto dei simboli del sacro e del divino sulla faccia della terra. Recentemente il mondo ha appreso in maniera confusa e sommessa che esiste un sistema al di sopra di ogni forma di giustizia che si muove nel marcio e si alimenta dell’innocenza dei minori, oscurandola, rendendola un incubo.
Mi sento in dovere di alzare la voce non solo come Uomo, non solo come Iniziato, ma anche e, soprattutto, come Guerriero. A cosa servono tutti i Giuramenti che pronunciamo, a cosa servono tutte le spade che con sacrale ritualità innalziamo al cielo, a cosa serve riempire la nostra bocca di bei discorsi, se poi abbiamo paura di agire su questo piano?
Questo è segno di una degenerazione serpeggiante e ormai radicata da decenni in molte delle Società Iniziatiche sia Occidentali che Orientali. Se i Costruttori di Templi e Cattedrali non si occupano di proteggere le nuove “pietre” dei futuri “Templi”, chi se ne deve occupare? Le Istituzioni? Che cercano sempre più di estinguere la Fratellanza, la Libertà, l’Uguaglianza, in una parola l’Umanità.
Siamo noi che dobbiamo prendere il coraggio per mano e riportarlo dentro ai nostri Templi che da sempre sono stati i luoghi in cui il pensiero non solo ha preso forma, ma ha assunto un peso specifico nella storia.
Molti siedono sul trono dell’Imperatore, pochi decidono di indossare l’armatura, a tutti piace lo scettro, a tutti piace la corona. Ma nessuno ricorda che il ciclo Arturiano ci pone all’erta circa il fatto che quel “seggio”, quello “scanno”, quel “trono” è periglioso.
E, allora, tutti ad azzuffarci, a separarci, a rincorrere lo sgabello più alto ma anche più a portata di mano, perché a tutti piace comandare. Ma se siamo tutti al comando, chi rimane tra le fila?
Chi è disposto a mettere la faccia, le risorse, il tempo, chi saprà davvero resistere anche con la spada puntata di fronte al cuore come un vero ninja, come un vero guerriero?
Ma davvero siamo ancora disposti a rimanere silenziosi di fronte al volto di un bambino che piange, o alle urla di un adolescente vittima di violenza, mentre siamo impegnati ad inseguire l’ennesimo grembiulino?
Avete mai provato a seguire l’Associazione Meter? Avete mai letto i report circa la quantità di bambini che spariscono nel nulla ogni anno? Non vi viene in mente che tra quelle cifre anonime un giorno potrebbero esserci i nostri figli, i nostri nipoti, i figli di qualche nostro conoscente?
E se anche e per fortuna non dovesse avvenire mai, quei numeri comunque parlano. Anzi, urlano.
Imperatori che mi leggete, usate ciò che è in nostro possesso per muovere passi contro un nemico invisibile ma che giunge fino alle vette più basse del male. Usiamo gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione per cercare di lottare contro quest’ignobile piaga.
Nel sorriso di una bambina si nasconde la prossima Imperatrice, nello sguardo di un bambino si cela il prossimo Imperatore.
Forse io sono solo un Don Chisciotte che non si è ancora arreso all’evidenza. Dei bambini non si interessa nessuno.
Qualcuno, leggendo questo articolo, potrebbe storcere il naso e pensare che io stia travalicando limiti insormontabili e che dovrei occuparmi di Tarocchi e basta, e io rispondo a tutti dicendo che nessuno può porre limiti all’elevazione del pensiero. I Tarocchi sono una stupenda macchina filosofica, usiamola adeguatamente.
Tutte le società hanno istituito la figura del guerriero per proteggere i deboli e gli indifesi, come dicevamo all’inizio, quindi, parlare di bambini, soprattutto in questo momento storico, è più che pertinente e in linea con questo specifico Arcano Maggiore, che, nel suo lato più nobile ed elevato, ha fatto della protezione un suo punto fondamentale.
Fratelli che m’intendete, noi siamo i Guardiani di un Antico Segreto, che si nasconde nel cuore dell’Umanità sin dalla culla, che non vi è che un solo Amore, quello dei vivi e quello dei morti, quello del Lavoro e quello della Bellezza, quello degli uomini e quello delle donne, quello della Natura e quello del Grande Architetto dell’Universo.
Lo abbiamo per caso dimenticato?
Eleviamo le nostre menti, Eleviamo i nostri cuori, Eleviamo le nostre spade e riprendiamo a combattere attraverso il libero pensiero, la cultura, l’esercizio della Temperanza, della Forza Spirituale, della Speranza, della Carità, dell’Educazione, della Gentilezza, del Rispetto…
… e del Silenzio
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Ercole H. Fiandro
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