«Colpite basi Usa in Kuwait, Bahrein e Giordania»



Prese di mira aree nei pressi dello Stretto di Hormuz. Per il Pentagono sono un atto di «diplomazia coercitiva» per contenere concessioni dall’Iran. Intanto la delegazione qatariota impegnata nella mediazione ha lasciato Teheran senza aver registrato alcun progresso nei colloqui

Alle 17.15 ora di New York, 23.15 ora italiana, gli Stati Uniti hanno di nuovo attaccato l’Iran, colpendo diverse zone nel sud del paese come la città portuale iraniana di Bandar Abbas, Qeshm e Hengam, in prossimità dello Stretto di Hormuz. Gli attacchi all’Iran sono un atto di «diplomazia coercitiva» che punta a ottenere concessioni, ha affermato il Pentagono, riporta il Wall Street Journal, secondo cui la nuova ondata di missili ha preso di mira sistemi di difesa aerea e posizioni radar vicine a Hormuz. 

Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto a tutto il traffico navale, comprese petroliere e navi commerciali, precisando che «qualsiasi nave che transiti sarà presa di mira». Gli Usa, tramite Centcom, hanno però sostenuto che le navi commerciali continuano a transitare in entrata e in uscita.

Le prospettive di una svolta diplomatica sono ulteriormente affievolite, dopo che una delegazione qatariota impegnata nella mediazione ha lasciato Teheran senza aver registrato alcun progresso nei colloqui, riferisce il New York Times.

PUNTI CHIAVE

06:53

Trump: «49 Tomahawk usati per colpire target in Iran»

06:45

Pentagono: «Nuovi attacchi sono un atto di diplomazia coercitiva»

06:35

Teheran, i militari annunciano la chiusura totale di Hormuz

08:35

Il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha dichiarato che rendere insicuro lo Stretto di Hormuz non resterà impunito. “Rendete insicuro il sacro Stretto di Hormuz?! Faremo di questa regione un inferno per voi, da tutto l’Iran”, ha scritto il generale di brigata Seyed Majid Mousavi in un post sui social media citato da Tasnim.

“Questa è la risposta all’audacia degli americani nella regione, se Dio vuole.” L’avvertimento è giunto dopo che l’esercito statunitense ha compiuto un nuovo atto di aggressione contro l’Iran, scrive Tasnim, prendendo di mira diverse città nel sud del Paese. In risposta, l’alto comando militare iraniano ha annunciato la chiusura completa dello Stretto di Hormuz, un punto strategico vitale attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale.

In una dichiarazione separata, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha avvertito che qualsiasi imbarcazione si avvicinerà allo stretto sarà ‘soggetta a provvedimenti decisivi’. Ha inoltre avvertito tutte le petroliere e le navi commerciali attualmente operanti nel Golfo Persico e nel Mar d’Oman di non lasciare le proprie zone di ancoraggio. Nel frattempo, in risposta all’ultima aggressione, le divisioni aerospaziali e navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno condotto attacchi coordinati contro 18 obiettivi militari americani in tutta la regione. 

08:00

Ventidue paesi tra cui Stati Uniti, Australia e diverse nazioni europee hanno chiesto all’Iran di cessare gli attacchi contro individui “nei loro territori”, secondo una dichiarazione congiunta diffusa giovedì. Questi paesi “condannano i tentati omicidi e le altre azioni malvagie compiute in Europa, Nord America e Australia” da entità statali iraniane. “La Repubblica islamica dell’Iran deve cessare immediatamente questi atti”, hanno scritto, secondo il testo pubblicato in francese dal Ministero degli Affari esteri di Parigi. 

07:30

L’analisi di immagini satellitari e video suggerisce che ci siano stati attacchi Usa di precisione su un impianto idrico di acqua potabile sulla costa meridionale dell’Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times, precisando che non è chiaro se gli Usa abbiano colpito intenzionalmente l’impianto né se fossero a conoscenza della sua natura. Prendere di mira deliberatamente infrastrutture civili potrebbe costituire un crimine di guerra, sottolinea il New York Times.

07:21

Nella seconda ondata di attacchi statunitensi avvenuta alle prime ore di questa mattina sono state udite esplosioni in gran parte dell’Iran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani. Deflagrazioni sono state registrate in diverse città vicino alla capitale Teheran, tra cui Abyek, Qarchak, Minab, Nazarabad e Karaj. Altre località si trovano più a sud, vicino allo Stretto di Hormuz, tra cui Sirik, Bandar Abbas, Qeshm e l’isola di Kharg, importante snodo petrolifero nel Golfo Persico. Esplosioni sono state udite anche nella città di Shiraz, nella provincia di Fars. La precedente ondata di attacchi statunitensi nella notte ha colpito le strutture dei Pasdaran, gli avamposti costieri e l’area circostante l’aeroporto di Bandar Abbas, vicino allo Stretto di Hormuz, ha riferito lo stesso Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane. 

06:58

Sono stati usati 49 missili Tomahawks per colpire obiettivi in Iran. È quanto ha riferito il presidente americano, Donald Trump, a Fox News. Trump ha anche detto che i bombardamenti saranno sospesi a brevi ma se l’Iran non firmera’ un accordo domani riprenderanno. 

06:55

“Il Medio Oriente viene trascinato sempre più in profondità nella crisi e le conseguenze si estendono ben oltre la regione. Questa settimana ha portato attacchi più ampi e un ulteriore deterioramento dove il cessate il fuoco è più simile a un fuoco ridotto”. Il segretario Onu Antonio Guterres torna ad avvertire sui rischi di una escalation dopo la nuova notte di fuoco nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. “Tutte le parti – scrive in un post su X – devono lavorare per una soluzione diplomatica. Basta attacchi. Basta scuse”. 

06:53

Gli Stati Uniti hanno usato 49 missili Tomahawks per colpire target all’interno Iran, alcuni dei quali a 65 chilometri da Teheran. Lo ha detto il presidente Donald Trump a Fox. “I jet americani stanno operando nello spazio aereo iraniano”, ha aggiunto Trump.

06:53

Gli attacchi all’Iran finiranno presto. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Fox, riferendo che i funzionari di Teheran gli hanno chiesto di fermare i bombardamenti. Trump ha spiegato di aver parlato direttamente con gli iraniani, che lo hanno chiamato mentre era nella Situation room. 

Ma Teheran smentisce Donald Trump. L’agenzia di stampa statale, citando un funzionario iraniano, afferma che non c’è stato alcun contatto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aggiungendo che l’Iran risponderà militarmente agli “attacchi in corso”. 

06:45

Il Pentagono ha inquadrato i nuovi attacchi contro l’Iran come un atto di diplomazia coercitiva per costringere Teheran a fare concessioni al tavolo dei negoziati. Lo riporta il Wall Street Journal

06:35

Nella notte il quartier generale centrale iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz a tutto il traffico navale, comprese petroliere e navi commerciali. Il comando generale unificato ha aggiunto che “qualsiasi imbarcazione tenti l’attraversamento dello Stretto sarà presa di mira”. 

06:20

“In seguito all’incursione di un caccia F-16 nemico nello spazio aereo del Golfo Persico e al lancio di un missile da parte di un sistema di difesa aerea delle Guardie Rivoluzionarie nei suoi confronti, il velivolo intruso si e’ allontanato dalla zona”, lo annunciano i Guardiani della Rivoluzione. 

06:15

Funzionari della sicurezza israeliana affermano che Israele non è coinvolto negli attacchi statunitensi contro l’Iran in questa fase, lo riferisce Kan News.

06:10

Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver utilizzato 12 missili balistici per colpire i caccia F-35, F-15 e F-16 dell’esercito statunitense, nonché infrastrutture chiave utilizzate dalle forze Usa presso la base aerea e il centro di controllo di Al-Azraq in Giordania. Lo riportano i media iraniani citati da Al Jazeera.

06:00

I media iraniani hanno riportato nella notte esplosioni nel sud del paese, vicino allo Stretto di Hormuz, dopo che Washington ha ammesso di aver condotto attacchi difensivi. Esplosioni sono state udite nella città portuale meridionale di Bandar Abbas, sull’isola di Qeshm e nelle città di Minab e Sirik. Fonti iraniane hanno riferito di colpi di “proiettili nemici” a Qeshm e nelle città di Kargan e Sirik.

05:49

Le forze armate iraniane hanno colpito delle basi statunitensi in Kuwait e Bahrein in risposta ai raid aerei Usa contro l’Iran, hanno reso noti i Guardiani della Rivoluzione iraniani. 

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