Monastero di Rila: guida al gioiello bulgaro


A circa 120 chilometri a sud di Sofia, nascosto tra i boschi di conifere e le vette della catena montuosa omonima, il Monastero di Rila è uno dei luoghi più straordinari che il sud-est europeo possa offrirti. Te lo raccontiamo in questo articolo.

Il Monastero di Rila è un enorme complesso religioso che nel tempo si è trasformato in uno dei simboli dell’identità bulgara, un luogo in cui arte, spiritualità e natura si riuniscono per creare, per chi lo visita, un’esperienza difficile da dimenticare.

Fondato nel X secolo e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1983, il monastero, tra i più incantevoli del globo, accoglie migliaia di visitatori, eppure riesce a conservare intatta l’atmosfera raccolta e spirituale. In questo articolo ti portiamo alla scoperta delle sue architetture, dei suoi affreschi, della sua storia e di tutto ciò che lo rende una tappa imperdibile durante un viaggio in Bulgaria.

Viaggio in Bulgaria: il Monastero di Rila

Il Monastero di Rila è il cardine della cultura e della fede ortodossa del Paese. Fondato dall’eremita Ivan di Rila – oggi patrono della Bulgaria – intorno al 927 d.C., il complesso ha attraversato secoli di storia, devastazioni e rinascite, fino a diventare il simbolo di resilienza e identità nazionale che è oggi.

Ecco cosa troverai esplorando le sue diverse aree.

La storia

Ivan di Rila, nato intorno all’anno 880, lasciò tutto per ritirarsi tra le montagne e vivere da eremita. La sua fama di uomo pio e saggio attirò presto molti discepoli e attorno alla sua figura nacque la prima comunità monastica. Dopo la sua morte, nel 946, i monaci iniziarono a costruire i primi edifici stabili, gettando le fondamenta di quello che sarebbe diventato il più importante monastero ortodosso bulgaro.

Nel corso dei secoli, il complesso subì incendi, saccheggi e crolli, ma fu sempre ricostruito grazie alle donazioni di nobili, zar e fedeli. La struttura attuale risale principalmente al XIX secolo, dopo l’incendio del 1833 che distrusse gran parte degli edifici medievali. La ricostruzione, completata intorno al 1860, fu un’impresa collettiva: artigiani, pittori e architetti da tutta la Bulgaria contribuirono a dar vita al monastero come lo vediamo oggi. Nel 1983 l’UNESCO ha riconosciuto il sito come Patrimonio dell’Umanità, decretandone il valore eccezionale.

L’architettura

Il complesso si sviluppa attorno a un cortile centrale porticato, delimitato da quattro ali di edifici su più piani. Le arcate dei portici sono decorate con affreschi policromi che coprono quasi ogni superficie disponibile: scene bibliche, santi, figure simboliche si alternano in una sequenza visiva ricchissima, che mescola influenze bizantine, ottomane e rinascimentali.

Al centro del cortile si erge la chiesa principale, la Cattedrale della Natività della Vergine, costruita tra il 1834 e il 1837. La facciata è un’esplosione di archi a strisce bianche e nere, logge sovrapposte e campanili slanciati, mentre l’interno custodisce un’iconostasi in legno dorato di straordinaria complessità, opera dei maestri intagliatori della scuola di Samokov. Da vicino puoi notare un universo di dettagli: figure umane, animali, motivi floreali e geometrici si intrecciano in un lavoro che ha richiesto anni di lavorazione.

La torre di Hrelyo, costruita nel 1335, è l’unica struttura medievale sopravvissuta intatta. Alta cinque piani, ospita al suo interno una piccola cappella affrescata e offre uno sguardo diretto su come doveva apparire il monastero prima delle grandi distruzioni e ricostruzioni.

Gli affreschi

Migliaia di figure dipinte, per la maggior parte del XIX secolo, ricoprono i soffitti e le pareti dei portici per raccontare le storie sacre con una vivacità cromatica sorprendente. Gli artisti che li realizzarono provenivano principalmente dalla scuola pittorica di Samokov e di Bansko, due centri artistici bulgari che durante il periodo della Rinascita Nazionale svilupparono uno stile originale, capace di fondere iconografia ortodossa e influenze occidentali.

Tra i soggetti più ricorrenti ci sono scene dell’Apocalisse, rappresentazioni del Giudizio Universale, episodi della vita di Cristo e dei santi, ma anche immagini più insolite, come le punizioni dell’inferno, dipinte con un realismo teatrale per colpire l’immaginazione dei fedeli.

Il museo

All’interno del complesso monastico si trova un museo che raccoglie una collezione straordinaria di oggetti sacri, documenti storici e opere d’arte accumulati nel corso di otto secoli. Tra i pezzi più significativi c’è la Croce di Raffaele, un capolavoro di intaglio del legno realizzato dal monaco Raffaele tra il 1790 e il 1802: vi sono incise oltre 1.500 figure minuscole e 104 scene bibliche, il tutto in uno spazio di appena 81 centimetri per 43. Per completarla, il monaco lavorò dodici anni e perse quasi completamente la vista. Oggi è uno degli esempi più straordinari di arte sacra in Bulgaria. Il museo conserva anche icone medievali, manoscritti miniati, arredi liturgici in argento e oro, abiti sacerdotali ricamati e documenti fondativi di grande valore storico.

Il museo è aperto il pubblico tutti i giorni dalle 8.30 alle 16.30 (da giugno a settembre l’orario p prolungato fino alle 19.30). Il biglietto di ingresso ha un costo di 12 euro e si può fare solo in loco.

Gli eremi e i metochi

Il Monastero di Rila non è isolato, ma fa parte di una rete più ampia di luoghi sacri legati alla sua storia. Nei dintorni si trovano diversi eremi, tra cui quello di Ivan di Rila, scavato nella roccia a poca distanza dal monastero, dove il santo trascorse gli ultimi anni della sua vita. Raggiungerlo a piedi richiede circa un’ora di cammino nel bosco.

Il monastero gestisce anche i cosiddetti metochi, ovvero proprietà e dipendenze disseminate in varie zone della Bulgaria. Alcune di queste hanno radici storiche profonde e testimoniano il ruolo centrale che il monastero ha svolto per secoli come centro culturale, economico e spirituale del Paese.

Come raggiungere il monastero

Il Monastero di Rila si trova a circa 120 chilometri da Sofia, dove puoi arrivare in aereo – sfruttando i servizi di fast track per saltare la coda ai controlli di sicurezza in aeroporto. Il complesso monumentale si trova in una posizione geografica suggestiva ma non facilissima da raggiungere con i mezzi pubblici. La soluzione più pratica è noleggiare un’auto all’aeroporto di Sofia. Il tragitto, che attraversa le strade panoramiche che percorrono la catena montuosa del Rila, è ben segnalato e non presenta difficoltà particolari nei mesi estivi, anche se in inverno è meglio verificare le condizioni delle strade di montagna prima di partire.

Articolo Modificato Il:11 Giugno 2026


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 Rossella Rocco Corallini

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