Da Ancona a Loreto ci sono appena 30 chilometri di strada, ma con le giuste tappe questo percorso può trasformarsi in un viaggio nella natura, tra storia, poesia e spiritualità.
La breve strada tra Ancona e Loreto si apre su uno dei tratti di costa più belli delle Marche: la Riviera del Conero, dove il monte scende direttamente sull’Adriatico tra falesie bianche, spiagge incontaminate e borghi medievali arroccati sulle alture. Meno di 30 chilometri in linea d’aria che possono diventare un itinerario ricco per il cuore e per lo spirito.
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Alla scoperta del Conero da Ancona a Loreto
In questo articolo ti proponiamo tre soste lungo la Riviera del Conero, prima di scendere verso Loreto, in un itinerario breve ma intenso, tra mare cristallino, colline leopardiane e borghi panoramici, fino uno dei santuari mariani più visitati al mondo.
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Portonovo, la baia ai piedi del Conero
La prima sosta è a pochi minuti da Ancona, scendendo verso il mare attraverso il Parco del Conero: Portonovo è una baia incastonata tra il monte e l’Adriatico che ha tutto quello che si può desiderare: acqua trasparente e turchese, spiagge di ghiaia bianca, natura fitta e intatta e una stratificazione storica incredibile.
L’attrazione più antica e suggestiva della baia è la Chiesetta romanica di Santa Maria di Portonovo, costruita nell’XI secolo dai monaci benedettini direttamente sulla riva del mare. Leopardi la conobbe, e Dante la citò nella Divina Commedia: di tale portata è la forza evocativa di questo luogo. L’esterno in pietra bianca del Conero, l’interno a tre navate, i laghetti salmastri che la circondano: tutto qui ha un’atmosfera sospesa, lontana dal tempo.
A protezione della costa si ergono due strutture storiche di carattere opposto: la Torre Clementina settecentesca, che ospitò anche Gabriele D’Annunzio, e il Fortino Napoleonico, costruito agli inizi dell’Ottocento e oggi convertito in struttura ricettiva, visitabile fronte mare con una vista incantevole sulla baia. Qui il mare è tra i più puliti della Costa Adriatica.
Sirolo, il balcone sul Conero
Risalendo verso le alture si arriva a Sirolo, uno dei borghi medievali più belli delle Marche, arroccato sul promontorio calcareo e pieno di vicoli in pietra, gerani ai balconi e terrazze panoramiche che si affacciano sul Monte Conero e sulla costa sottostante. Il belvedere di Piazzale Marino regala un panorama con il mare azzurro che si stende fino all’orizzonte e le falesie bianche che scendono a picco fino alle calette.
Dal centro del borgo partono diversi sentieri che scendono attraverso il bosco del Parco del Conero fino alle spiagge della riviera: la Spiaggia di San Michele, la Spiaggia dei Sassi Neri – così chiamata per il colore scuro dei ciottoli di selce – e, la più esclusiva, la Spiaggia delle Due Sorelle, “segreta” perché raggiungibile solo via mare.
Nel centro del borgo, la Chiesa del Santissimo Sacramento conserva un rilievo quattrocentesco con la Madonna col Bambino di notevole delicatezza. Poco distante, il Teatro Cortesi, gioiellino ottocentesco a pianta ovale con i palchi sovrapposti tipici del teatro all’italiana, è uno degli spazi culturali più eleganti e meno conosciuti di questa costa.
Recanati, il colle dell’Infinito
Lasciata la costa e salendo verso l’entroterra, a una ventina di minuti da Sirolo e a dieci da Loreto, si raggiunge Recanati, la città che ha dato i natali a Giacomo Leopardi e che conserva, come poche altre città italiane, un rapporto indissolubile tra i luoghi e la poesia che li ha resi immortali.
Visita Casa Leopardi, il settecentesco palazzo di famiglia ancora abitato dai discendenti del poeta: la biblioteca dove il giovane Giacomo studiò ininterrottamente per anni, che conserva oltre 20.000 volumi, è uno degli ambienti più intensi, capace di far capire come si è formato il genio. Il museo annesso conserva manoscritti autografi, oggetti personali e documenti che raccontano una vita breve e straordinaria.
Da lì, un breve percorso segnalato porta al Monte Tabor, più conosciuto come il Colle dell’Infinito, il rilievo dal quale Leopardi compose la celebre poesia nel 1819, con la vista sulla campagna marchigiana che scende verso il mare. Prima di lasciare Recanati, fai ancora una sosta alla Pinacoteca Civica di Villa Colloredo Mels, che custodisce una raccolta di dipinti di Lorenzo Lotto tra le più significative d’Italia.
Loreto, la Santa Casa
La meta finale del percorso è Loreto dove si trova la Basilica della Santa Casa, uno dei santuari mariani più visitati e venerati al mondo, costruita a partire dal 1469 per custodire quelle che la tradizione cristiana identifica come le pareti della casa di Nazareth in cui nacque e visse la Vergine Maria, e dove ricevette l’Annunciazione.
La struttura esterna è una basilica-fortezza con camminamenti di ronda, torrioni e corpi di guardia: i papi del Rinascimento vollero proteggerla come una rocca e dall’esterno si capisce quanto fosse considerata preziosa. All’interno, la Santa Casa è racchiusa da un sontuoso rivestimento marmoreo progettato da Bramante su commissione di papa Giulio II e completato da Jacopo Sansovino. È uno dei capolavori della scultura rinascimentale italiana, con formelle, statue e rilievi che avvolgono le mura di pietra in un involucro di straordinaria eleganza.
Attorno alla basilica si sviluppa il borgo di Loreto, con la bella Piazza della Madonna chiusa su tre lati dalla chiesa, dal Palazzo Apostolico, che ospita il Museo dell’Antico Tesoro con opere di Lotto, Signorelli e Guercino, e dalla loggia cinquecentesca.
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Rossella Rocco Corallini
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