Il sindaco detta le sue condizioni alla famiglia De Laurentiis, chiede garanzie sul futuro del club e lascia aperta la porta a una soluzione che eviti lo scontro finale.
Rispetto per Bari
Dopo settimane di lettere, polemiche e tensioni crescenti tra Palazzo di Città e la SSC Bari, il sindaco Vito Leccese ha deciso di rompere il silenzio e spiegare pubblicamente le ragioni che hanno portato il Comune a non concedere ancora la lettera di disponibilità dello stadio San Nicola necessaria per completare l’iscrizione al prossimo campionato.
Una conferenza stampa lunga e articolata, nella quale il primo cittadino ha voluto chiarire che la sua posizione non nasce da sentimenti di rivalsa o da una visione da tifoso deluso, ma dal ruolo istituzionale che ricopre come rappresentante dell’intera comunità barese. Leccese ha ricordato di non essere mai stato un tifoso da curva, ma ha sottolineato come i colori biancorossi rappresentino un patrimonio identitario della città e come il suo compito sia quello di interpretare il sentimento collettivo dei baresi.
Per il sindaco il nodo della vicenda non è il San Nicola in sé. Il vero problema è il futuro del Bari dopo il 30 giugno 2028, data fissata dalle norme federali per la fine della multiproprietà. Una scadenza che non dipende dal Comune né dalla politica, ma da una precisa disposizione della Federazione Italiana Giuoco Calcio che la società dovrà rispettare.
Da qui nasce la richiesta di chiarezza. Secondo Leccese, Bari ha il diritto di sapere cosa accadrà alla propria squadra dopo quella data e quali siano le reali intenzioni della proprietà. Una richiesta che il sindaco considera non soltanto legittima, ma doverosa nei confronti di una città che negli ultimi anni ha visto crescere dubbi e interrogativi sul proprio futuro calcistico.
Le tre richieste
Su queste basi l’amministrazione comunale ha formulato tre richieste precise alla famiglia De Laurentiis.
La prima riguarda la presentazione di un piano industriale credibile che permetta di comprendere quale sarà il percorso del Bari da oggi fino al termine della multiproprietà. Un documento che indichi con chiarezza gli obiettivi societari, le strategie future e soprattutto le modalità attraverso cui si intende arrivare alla cessione del club entro il giugno del 2028.
La seconda richiesta riguarda il management. Per il sindaco il Bari dovrebbe dotarsi di una struttura dirigenziale orientata espressamente alla vendita della società, capace di accompagnare questa fase di transizione e di lavorare in funzione del passaggio di proprietà previsto dalle norme federali.
Il terzo punto è probabilmente quello più innovativo. Leccese propone infatti la costituzione di un comitato di personalità cittadine, una sorta di organismo di garanzia che possa essere costantemente informato sull’evoluzione del percorso. Non un soggetto destinato a interferire nelle scelte economiche della proprietà, ma uno strumento di trasparenza attraverso il quale la città possa essere aggiornata sui vari passaggi che accompagneranno il Bari fino alla scadenza del 2028.
Il sindaco ha chiarito di non voler entrare nel merito delle trattative, dei prezzi o dei possibili acquirenti. Non vuole sostituirsi agli imprenditori, agli advisor o ai professionisti incaricati. Chiede semplicemente che il percorso sia reale, verificabile e comunicato con chiarezza.
La trattativa
Nel corso della conferenza Leccese ha rivelato di aver avuto negli ultimi giorni interlocuzioni dirette con Luigi De Laurentiis, compresa una lunga telefonata e ulteriori confronti destinati a proseguire anche nel weekend. Un dialogo che, a suo dire, si è sviluppato con toni più distesi rispetto alle settimane precedenti.
Pur mantenendo una posizione molto ferma, il sindaco ha escluso di voler arrivare a uno scontro frontale con la proprietà. Ha ricordato di aver sempre avuto rapporti corretti con Luigi De Laurentiis e di voler affrontare la vicenda con spirito negoziale, senza retropensieri e senza volontà punitive.
Allo stesso tempo ha ribadito che la firma sulla disponibilità del San Nicola non rappresenta un atto dovuto. Il Comune, sostiene, ha il diritto di chiedere garanzie e di pretendere rispetto nei confronti della città prima di assumere una decisione che avrà conseguenze importanti sul futuro del club.
Particolarmente severo è stato invece il giudizio sulle recenti dichiarazioni dell’avvocato Mattia Grassani, considerate dal sindaco una provocazione in un momento già estremamente delicato. Leccese ha inoltre ricordato come alcuni impegni assunti dalla proprietà nel 2018 non abbiano trovato piena attuazione, alimentando oggi ulteriori richieste di trasparenza.
Nel frattempo il tempo continua a scorrere. I termini per completare l’iscrizione si avvicinano e la pressione aumenta di ora in ora. Lo stesso sindaco non ha nascosto la propria preoccupazione per le possibili conseguenze di una mancata soluzione.
Lo spiraglio
È però proprio nella parte finale della conferenza che emerge l’aspetto forse più interessante dell’intera vicenda.
Pur rivendicando con forza le richieste avanzate dal Comune, Leccese non è mai apparso orientato alla rottura definitiva. Al contrario, ha ripetuto più volte di non voler costruire un muro contro muro, di essere abituato ad affrontare una trattativa alla volta e di non aver ancora elaborato un vero piano alternativo nel caso in cui il negoziato dovesse fallire.
Una posizione che lascia intravedere una possibile apertura. Senza mai dichiararlo esplicitamente, il sindaco ha dato l’impressione di voler utilizzare queste ore per ottenere dalla proprietà garanzie politiche, istituzionali e morali sul futuro del Bari più che per impedire alla società di iscriversi al campionato.
Del resto, le conseguenze di un mancato accordo sarebbero pesantissime. In assenza delle condizioni necessarie per completare l’iscrizione, il Bari rischierebbe infatti di precipitare fuori dal calcio professionistico e di ritrovarsi costretto a ripartire dai campionati dilettantistici regionali, con un danno enorme per l’immagine della città e per la passione di migliaia di tifosi.
Per questo motivo la sensazione che trapela dalle parole del sindaco è che nessuno abbia davvero interesse a spingersi fino al punto di non ritorno. Leccese continua a chiedere risposte, garanzie e trasparenza, ma lascia intravedere la volontà di arrivare comunque a una soluzione condivisa.
Le prossime ore diranno se la famiglia De Laurentiis sarà disposta a fornire quelle rassicurazioni richieste da Palazzo di Città. Nel frattempo resta una certezza: per la prima volta dal 2018 il dibattito non riguarda soltanto il presente del Bari, ma il suo destino dopo la fine della multiproprietà. Ed è su questo terreno che si gioca una delle partite più importanti della storia recente del calcio barese.
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Massimo Longo
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