«Educazione e salute non sono mondi separati»


ROMA «La prevenzione è forse la politica più difficile da raccontare, perché i suoi risultati non si vedono subito. Si vedono dopo, nella vita concreta delle persone. L’educazione alla salute è un investimento che non cerca il consenso immediato. Cerca il futuro». Lo ha detto il senatore di Forza Italia, Mario Occhiuto, intervenendo in dichiarazione di voto in rappresentanza del gruppo Fi sul Ddl “salute nelle scuole”. «Parliamo di prevenzione. Un tema di cui oggi, fortunatamente, si discute molto e che merita di essere posto al centro dell’agenda pubblica.  Per anni – ha agigunto Occhiuto – abbiamo identificato la tutela della salute soprattutto con ospedali, farmaci, terapie e interventi. Strumenti indispensabili, naturalmente, ma oggi sappiamo che il benessere delle persone si costruisce molto prima. Comincia nelle abitudini quotidiane. In famiglia. A scuola. Nel quartiere in cui viviamo. Nel modo in cui ci alimentiamo, ci spostiamo, utilizziamo gli strumenti digitali, costruiamo relazioni.  La prevenzione, infatti, non è soltanto una politica sanitaria, ma una scelta culturale, educativa e sociale che coinvolge l’intera comunità. Significa insegnare a un bambino a mangiare bene. Stimolare un ragazzo a praticare attività fisica. Renderlo consapevole dei rischi delle dipendenze. Trasmettergli il rispetto per il proprio corpo e per la propria mente. In altre parole, la salute prende forma nei luoghi ordinari della vita. Questo provvedimento – ha sostenuto ancora il senatore di Forza Italia – prova proprio a spostare lo sguardo un po’ più a monte. A investire sui giovani prima che il disagio o la malattia si manifestino. Per questo giudichiamo positivamente un provvedimento che sceglie la strada della collaborazione e della responsabilità condivisa, coinvolgendo scuola, famiglie, sistema sanitario, enti territoriali e Terzo settore. Educare alla salute significa anche educare al discernimento. Viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni. Per questo diventa fondamentale aiutare i giovani a distinguere ciò che è fondato da ciò che non lo è».

«Educazione e salute non sono mondi separati»

Secondo Mario Occhiuto poi «è molto importante l’attenzione che il testo dedica al benessere psicofisico dei giovani. Viviamo un tempo nel quale crescono fragilità, ansie, difficoltà relazionali e forme di isolamento che coinvolgono molti ragazzi. Oggi prevenzione significa anche aiutare i giovani a costruire un rapporto equilibrato con il mondo digitale, contrastando quelle forme di dipendenza e di solitudine che talvolta si nascondono dietro l’iperconnessione. Per questa ragione ritengo che il percorso avviato da questo provvedimento debba essere accompagnato da ulteriori strumenti di ascolto e di prevenzione. Come Forza Italia continuiamo a sostenere la proposta dello psicologo scolastico. Non come strumento per medicalizzare la scuola, ma come presidio strutturale di ascolto, di orientamento e di prevenzione. È una proposta sulla quale il Ministro Valditara ha manifestato attenzione, sottolineando i risultati incoraggianti delle sperimentazioni già avviate e la necessità di proseguire su questa strada. Gli antichi greci usavano una parola molto bella: paideia. Non indicava soltanto l’istruzione. Indicava qualcosa di più ampio: la formazione della persona. Educare significava prendersi cura dell’intelligenza, certo, ma anche del carattere, delle relazioni, del corpo. Forse oggi stiamo riscoprendo proprio questo. Che salute ed educazione non sono mondi separati. In fondo, questo disegno di legge ci invita a recuperare una visione unitaria della persona, nella quale conoscenza, salute, equilibrio psicologico e qualità delle relazioni fanno parte dello stesso percorso di crescita. C’è poi un altro aspetto sul quale vorrei soffermarmi. Da architetto ho sempre pensato che esista una profonda somiglianza tra la formazione delle persone e la costruzione delle città. Entrambe sono opere che richiedono tempo. Entrambe nascono da una visione. Entrambe hanno bisogno di cura costante. Una persona non si forma in un giorno. Così come una città non si costruisce in un giorno. E forse la prevenzione, nel suo significato più profondo, consiste proprio in questo: prendersi cura di questi processi di costruzione prima che emergano le fragilità. Per questo la cultura della prevenzione non può fermarsi tra le mura delle aule scolastiche. Deve estendersi agli ambienti nei quali le persone vivono ogni giorno, a partire dalle nostre città. Le città parlano alle persone, anche quando sembrano silenziose. Possono invitarci a camminare oppure a restare fermi. Possono favorire gli incontri oppure l’isolamento. Possono incoraggiare stili di vita sani oppure scoraggiarli. E questo vale ancora di più in molte aree del Mezzogiorno, dove convivono straordinarie risorse ambientali, paesaggistiche e culturali ma anche dati spesso allarmanti sull’obesità infantile o sulla sedentarietà, che ci ricordano quanto sia necessario investire di più nella prevenzione, nell’attività fisica, nella corretta alimentazione e nella qualità degli spazi pubblici».  

«La prevenzione è forse la politica più difficile da raccontare»

«Da sindaco – ha poi concluso il senatore Occhiuto – ho imparato una cosa.  Un parco urbano, una pista ciclabile, un’area pedonale o uno spazio pubblico restituito ai cittadini non sono soltanto opere pubbliche.  Sono politiche sanitarie fatte con gli strumenti dell’urbanistica. Producono salute. Talvolta senza che ce ne accorgiamo. E la visione che abbiamo cercato di sviluppare anche nel disegno di legge sulla Rinascenza urbana, da me presentato in Senato, nel quale proponiamo la figura dell’Health City Manager: una sorta di ‘medico della città’, chiamato a misurare e promuovere il benessere delle comunità attraverso la qualità degli spazi, dei servizi, dell’ambiente e degli stili di vita. Ed è la stessa visione che anima l’Intergruppo parlamentare per la Qualità della Vita nelle Città, che ho promosso insieme a colleghi appartenenti a diverse sensibilità politiche. La migliore politica sanitaria resta quella che riesce ad arrivare prima. Prima che una cattiva abitudine diventi malattia. Prima che una dipendenza diventi schiavitù. Prima che una fragilità si trasformi in esclusione, solitudine o -peggio ancora- patologia.  Per tutte queste ragioni salutiamo con favore anche l’istituzione della Giornata nazionale dedicata alla prevenzione e alla promozione della salute in memoria di Umberto Veronesi, che ha contribuito come pochi altri a diffondere nel nostro Paese la cultura della prevenzione e della responsabilità. La prevenzione è forse la politica più difficile da raccontare, perché i suoi risultati non si vedono subito. Si vedono dopo, nella vita concreta delle persone. L’educazione alla salute è un investimento che non cerca il consenso immediato. Cerca il futuro. Ed è per questo futuro che il Gruppo di Forza Italia voterà convintamente a favore».

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione Corriere

Source link

Di