Primo Piano d’Azione Nazionale dell’Italia su Giovani, Pace e Sicurezza (2026-2029): istituzionalizzare la partecipazione giovanile nel consolidamento della pace e nella politica estera


Il Piano d’Azione Nazionale 2026-2029 dell’Italia su Giovani, Pace e Sicurezza istituzionalizza il ruolo dei giovani nella prevenzione dei conflitti, affrontando i temi della partecipazione, della protezione e delle sinergie intergenerazionali nella politica nazionale ed estera.

Introduzione 

La transizione dell’Agenda Giovani, Pace e Sicurezza (YPS – Youth, Peace and Security) da un insieme di linee guida internazionali a una politica interna attuabile rappresenta un passo cruciale nella governance multilivello dei diritti umani. Adottato dall’Italia per garantire un impegno mirato a livello nazionale, locale, regionale e internazionale, il Primo Piano d’Azione Nazionale sull’Agenda YPS (1° PAN YPS) traduce il mandato globale delle Nazioni Unite in un documento strategico-programmatico nazionale. La premessa del piano è fondamentale: non può esserci futuro senza sicurezza, e non vi è sicurezza senza pace e dialogo. Coinvolgendo le giovani generazioni nei processi decisionali, nella gestione delle crisi e nella ricostruzione post-conflitto, il governo italiano riconosce che investire sui giovani è intrinsecamente legato all’investimento nella sicurezza di domani. Il Piano opera in uno scenario internazionale complesso, mirando a rafforzare la dimensione giovanile nelle politiche nazionali e nell’azione di politica estera attraverso l’Europa, l’ONU e il G7. Essendo il secondo piano di questo tipo in Europa, segna un cambiamento istituzionale che si allontana dalla concezione della demografia giovanile esclusivamente come fattore di vulnerabilità nelle zone di conflitto, posizionando invece i giovani come agenti fondamentali di cambiamento.

Informazioni di Base 

Il quadro giuridico e programmatico delle Nazioni Unite per l’Agenda YPS è stato istituito con l’adozione della Risoluzione 2250 del Consiglio di Sicurezza il 9 dicembre 2015. Per la prima volta, tale risoluzione ha posto i giovani al centro degli scenari di prevenzione dei conflitti, di risoluzione e di ricostruzione post-conflitto. Il quadro si fonda su cinque pilastri fondamentali: partecipazione, protezione, prevenzione, partenariati, e smobilitazione e reintegrazione. Le successive Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ad esempio la 2419 (2018), la 2535 (2020) e la 2807 (2025), hanno ulteriormente consolidato questi pilastri, sottolineando la necessità di un coinvolgimento attivo dei giovani nei processi di pace, la protezione degli spazi pubblici per il dibattito civico e la creazione di piani d’azione nazionali da parte degli Stati Membri. In linea con questi mandati internazionali, l’Italia ha formalizzato il proprio impegno attraverso l’adozione del suo 1° PAN YPS per il periodo 2026-2029.

Figura 1 – I 5 Pilastri del 1° PAN YPS dell’Italia (si veda il testo del piano e della S/RES/2250 (2015)). 

Metodologia e Consapevolezza sull’Agenda YPS in Italia 

La traiettoria di sviluppo del PAN YPS dell’Italia si è radicata nel dialogo interistituzionale e nella consultazione pubblica. Il processo ha avuto inizio nel 2024 attraverso un Gruppo di Lavoro coordinato dalla Direzione Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza (DGAP) del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Questo gruppo ha promosso approcci condivisi tra attori istituzionali, società civile, mondo accademico e reti guidate dai giovani. Per verificare la consapevolezza di base, il Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG) ha condotto un sondaggio pubblico nel marzo 2025 coinvolgendo un campione rappresentativo della popolazione italiana. I dati hanno rivelato un divario significativo: mentre la conoscenza delle Nazioni Unite era diffusa, la consapevolezza dell’Agenda YPS e dei Corpi Civili di Pace nazionali era fortemente limitata. Inoltre, il sondaggio ha evidenziato che i giovani attribuiscono grande importanza alla protezione e alla prevenzione, ma percepiscono le componenti partecipative e il disarmo come meno rilevanti. Un dato critico emerso è stata la limitata fiducia che i giovani ripongono nell’impatto della loro partecipazione ai processi decisionali, derivante da una percepita mancanza di fiducia da parte degli attori istituzionali e da una scarsità di risorse finanziarie in grado di abilitare una partecipazione attiva. 

Figura 2 – Consapevolezza e Priorità YPS tra i Giovani Italiani (si veda il testo del piano, pp.7-8). 

Queste analisi qualitative, corroborate dai dati sul disagio giovanile tratti dal Rapporto Giovani 2025 redatto dall’EU.R.E.S., hanno sottolineato la necessità di una dimensione educativa e di riforme strutturali mirate per colmare il divario tra l’attivismo giovanile e la formulazione delle politiche istituzionali.

Pilastro I: Partecipazione Significativa e Corpi Civili di Pace 

Il primo pilastro dell’Agenda si concentra sul coinvolgimento intenzionale e autentico dei giovani nei processi decisionali, affrontando la carenza di spazi strutturati in cui essi possano influenzare le politiche pubbliche. Una pietra miliare della declinazione operativa di questo pilastro in Italia è la stabilizzazione e l’impiego dei Corpi Civili di Pace (CCP). I CCP rappresentano una dimensione collettiva dell’impegno giovanile, mobilitando volontari in aree di conflitto o a rischio per promuovere i diritti umani e la nonviolenza. L’Azione 1 del PAN mira a valorizzare il ruolo degli operatori di pace senior, estendere i progetti junior a tre anni e ampliare l’età di partecipazione fino ai 35 anni. Assicura inoltre risorse finanziarie dedicate (2 milioni di euro annui per il periodo 2025-2027) per garantire la fattibilità degli interventi sul campo. Per eliminare gli ostacoli economici e istituzionali, l’Azione 2 dispone l’integrazione della rappresentanza giovanile nelle delegazioni ufficiali italiane per i processi di pace multilaterali e stabilisce una linea di finanziamento dedicata presso il MAECI per sostenere i rappresentanti giovanili a livello internazionale. Inoltre, l’Azione 3 istituzionalizza il discorso sulle disuguaglianze strutturali costituendo un organo dedicato presso il CNG per studiare e discutere di giustizia sociale e pace, garantendo la presenza di rappresentanti giovanili esperti in questi settori. L’Azione 4 espande tale approccio alla diplomazia giovanile, attivando un Forum Giovanile permanente sulle politiche estere e incrementando il numero di Giovani Delegati Italiani presso le Nazioni Unite.

Pilastro II: Protezione dei Giovani Vulnerabili 

La dimensione protettiva dell’Agenda YPS riconosce le specifiche vulnerabilità che i giovani affrontano in contesti di crisi. Nello scenario nazionale, la precedente mancanza di linee guida specifiche lasciava i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni inadeguatamente tutelati nei meccanismi di protezione. L’Azione 7 si rivolge a un sottogruppo altamente vulnerabile: giovani obiettori di coscienza, disertori e renitenti alla leva provenienti da paesi colpiti da conflitti. Il PAN istituisce un meccanismo dedicato per la loro identificazione e protezione, sostenendo l’accesso a procedure di asilo semplificate e il riconoscimento dell’obiezione di coscienza come motivo valido per la protezione internazionale. Parallelamente, l’Azione 9 si concentra sul rafforzamento dell’impegno internazionale dell’Italia per la protezione dei minori coinvolti direttamente e indirettamente nelle ostilità. Questo si allinea ai quadri normativi internazionali, come il Protocollo Opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia, richiedendo una solida raccolta di dati e interventi multilaterali coordinati. Il PAN mira anche a potenziare il Servizio Civile Universale all’estero come strumento di pace, lanciando nuove iniziative in territori di conflitto e post-conflitto supportate da risorse finanziarie ad hoc.

Pilastro III: Prevenzione attraverso l’Educazione e la Mediazione 

La prevenzione richiede una valutazione avanzata dei fattori che contribuiscono alla vulnerabilità giovanile e la creazione proattiva di ambienti che favoriscano la pace e la stabilità. Riconoscendo che l’educazione alla pace è attualmente poco presente nei programmi scolastici, il PAN pone la riforma educativa come priorità. L’Azione 11 richiede l’inclusione di percorsi di educazione alla pace a partire dall’istruzione primaria, coprendo temi quali la gestione nonviolenta dei conflitti, la giustizia riparativa, i diritti umani e la diversità. Accanto all’istruzione formale, il piano rende operativa la prevenzione a livello comunitario attraverso l’Azione 10, che prevede la creazione di Unità Nazionali di Mediazione Giovanile. In quanto organo permanente all’interno della Rete Italiana per la Mediazione Internazionale (RIMI), queste unità saranno composte da mediatori formati e certificati di età inferiore ai 35 anni, operanti nelle scuole e nei territori fragili, istituzionalizzando ufficialmente il ruolo dei Giovani Mediatori.

Pilastri IV & V: Partenariati, Smobilitazione e Reintegrazione 

Un consolidamento della pace efficace si fonda su partenariati misti e multisettoriali dotati di risorse finanziarie accessibili. L’Azione 12 mira a rafforzare le organizzazioni giovanili italiane promuovendo azioni di advocacy transnazionale e il fare rete con enti giovanili delle comunità della diaspora, colmando la distanza tra cooperazione interna e internazionale. L’Azione 14 facilita ulteriormente questo aspetto attuando un processo di mappatura nazionale per consolidare le reti tra le organizzazioni giovanili attive nel peacebuilding. Per quanto concerne la smobilitazione e la reintegrazione, il contesto nazionale richiede percorsi per i giovani a rischio di devianza, criminalità o radicalizzazione, nonché per i giovani migranti e rifugiati privi di un supporto strutturato. L’Azione 15 promuove fortemente programmi di giustizia riparativa basati sulla responsabilizzazione e sul dialogo comunitario. Il piano delinea misure per valutare l’applicazione della giustizia riparativa nei centri di detenzione, fornire formazione professionale e offrire percorsi di mentoring post-rilascio per facilitare il reinserimento sociale e comunitario multidimensionale.

Temi Trasversali: Clima, Digitalizzazione e il Nesso WPS 

Il PAN adotta un approccio olistico e intersettoriale definendo punti critici di “connessione” (nesso) che si intersecano con tutti i pilastri YPS.

  • Nesso Ambiente-Clima-Pace: L’impatto combinato delle crisi ambientali e dei conflitti colpisce in modo sproporzionato le giovani generazioni. Il piano evidenzia la necessità di integrare i principi YPS nei piani climatici nazionali e di finanziare iniziative per il clima guidate dai giovani, avvalendosi fortemente di piattaforme come l’iniziativa Youth4Climate co-guidata dall’Italia.
  • Sfide Digitali: Riconoscendo l’importanza dello spazio digitale, il piano pone l’accento sulla protezione dei giovani dalla violenza e dalla disinformazione online, promuovendo l’alfabetizzazione digitale e finanziando lo sviluppo di tecnologie guidate dai giovani per la prevenzione dei conflitti.
  • Sinergie WPS/YPS: Aspetto cruciale, il piano riconosce la profonda interconnessione dell’Agenda Giovani, Pace e Sicurezza con l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza (WPS – Women, Peace and Security). Pur essendo distinte, entrambe le agende mirano a emancipare i gruppi storicamente emarginati all’interno dei processi di pace. Il PAN impone un approccio intersezionale per cogliere le dinamiche basate in modo incrociato su età e genere. L’Azione 13 traduce operativamente questo principio costruendo spazi di governance condivisa tra organizzazioni giovanili e organizzazioni femminili, con l’obiettivo di garantire un’efficace sinergia incentrata sul co-sviluppo e sull’empowerment femminile.
Figura 3 – Intersezionalità nel Consolidamento della Pace. Il diagramma di Venn illustra gli obiettivi complementari delle Agende Donne, Pace e Sicurezza (WPS) e Giovani, Pace e Sicurezza (YPS), evidenziando gli obiettivi di governance condivisa e co-sviluppo delineati nell’Azione 13 (si veda il testo del piano, pp. 30-31). 

Ampliare l’Approccio Intersezionale: Disarmo, Sicurezza Alimentare e Patrimonio Culturale 

Oltre al clima e alla digitalizzazione, il PAN amplia la portata dell’Agenda YPS integrando diversi temi trasversali inediti nella sua visione strategica. In primo luogo, il piano sottolinea il nesso critico tra sicurezza alimentare e pace. In contesti fragili, l’accesso all’agricoltura è fondamentale per la stabilità; pertanto, il documento sostiene gli investimenti a favore dei giovani nel settore agricolo e il supporto a iniziative alimentari a guida giovanile che promuovano la coesione sociale nelle aree post-conflitto. In secondo luogo, la tutela dei valori e dei diritti culturali è inquadrata come strumento per il consolidamento della pace. Il PAN incoraggia la partecipazione giovanile nella governance del patrimonio culturale e l’uso di strumenti digitali per proteggere il patrimonio culturale immateriale. Infine, il piano si allinea con l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari del Disarmo (UNODA) per promuovere l’educazione al disarmo. Sostenendo iniziative come Youth4Disarmament e la campagna #StepUp4Disarmament, il quadro italiano fornisce alle giovani generazioni gli strumenti per partecipare attivamente ai dialoghi sulla non proliferazione, dotandoli delle competenze di leadership necessarie per farsi promotori di una sicurezza sostenibile.

Governance, Monitoraggio e Valutazione 

Per garantire il passaggio da un indirizzo politico teorico a un’attuazione concreta, il PAN istituisce un solido sistema di governance nazionale. Sarà creato un Comitato Direttivo Nazionale sull’Agenda YPS, che fungerà da meccanismo multi-stakeholder comprensivo di amministrazioni istituzionali (tramite il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani, CIDU) e reti della società civile. A questo comitato è affidato il compito del monitoraggio e della valutazione continui nell’arco temporale 2026-2029. Le metriche di misurazione includeranno l’impatto dei progetti sul campo, il livello di coinvolgimento attivo dei giovani, la trasparenza nell’allocazione delle risorse finanziarie e la promozione del dialogo multilivello. Il processo richiede rigorosamente la pubblicazione di rapporti sequenziali per garantire la responsabilità istituzionale e per analizzare criticamente la traduzione degli impegni in risultati concreti.

Conclusione 

Il Primo Piano d’Azione Nazionale dell’Italia su Giovani, Pace e Sicurezza è uno strumento politico onnicomprensivo che riconosce ufficialmente i giovani come portatori di interessi essenziali nella governance multilivello e nei quadri normativi dei diritti umani. Affrontando i deficit strutturali legati alla partecipazione, istituzionalizzando l’educazione alla pace e la giustizia riparativa e creando meccanismi di finanziamento dedicati, il piano tenta di colmare il divario tra i decisori istituzionali e le giovani generazioni. Il successo finale del PAN dipenderà in larga misura dall’esecuzione rigorosa del suo meccanismo di governance multi-stakeholder e dall’impegno incrollabile nell’applicare una prospettiva intersezionale alla pace e alla sicurezza, sia nella politica interna che in quella estera.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Filippo Vaccari Orsini

Source link

Di