PESARO – Report Caritas, si allargano le fasce di povertà nella provincia di Pesaro Urbino. Sempre più giovani costretti a fare i conti con le difficoltà economiche.
Il report presenta i dati raccolti dai 29 Centri di Ascolto dell’Arcidiocesi di Pesaro relativi al periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2025. Nel 2025 sono state incontrate 1.761 persone. Il 56% degli utenti è di nazionalità straniera, il restante 41% di nazionalità italiana. L’età media complessiva è 49,4 anni, in calo rispetto agli anni precedenti, verosimilmente correlata al notevole aumento delle persone fra i 18 e i 34 anni che si sono rivolte a Caritas nel 2025.
Si osserva inoltre una correlazione tra età e cittadinanza: oltre metà delle persone straniere ha meno di 44 anni, mentre la maggioranza degli italiani supera i 45 anni. Complessivamente, attraverso i 1.761 casi individuali, la Caritas raggiunge 4.054 persone, includendo tutti i componenti dei nuclei familiari. Più di un terzo dei soggetti raggiunti sono minori, che beneficiano direttamente o indirettamente degli interventi Caritas, in linea con l’aumento della povertà infantile registrato a livello nazionale. Il leggero aumento dei nuclei unipersonali che si sono rivolti a Caritas mette in luce una povertà che non investe più solo le famiglie numerose.
I nuovi poveri e la fatica del ceto medio
Roberto Drago, direttore Caritas spiega: «La povertà, che stiamo cercando di emarginare nelle nostre periferie della mente e del territorio, è entrata nel tessuto urbano della normalità. Stanno crescendo i “nuovi poveri”, quelli che pur avendo un lavoro non ce la fanno, i ceti medi che faticano a gestire la quotidianità, chi si è affidato a “finanziarie” per poter rimanere un cittadino consumatore. Sono in aumento le persone che presentano più bisogni (multi-problematiche), si sta abbassando l’età di chi bussa alla Caritas e tra questi ci sono giovani con fragilità psicologiche. In una situazione così complessa e variegata, non possiamo più muoverci da soli, dobbiamo sentirci corresponsabili».
L’analisi dei bisogni espressi evidenzia la crescente complessità delle situazioni di fragilità presenti nel territorio. I principali bisogni riguardano le problematiche economiche (33%), abitative (21%) e lavorative (20%), che costituiscono complessivamente il 75% delle richieste. Seguono quelli relativi a salute, famiglia, ambito migratorio, istruzione, giustizia e dipendenze. Le persone che manifestano un solo bisogno sono diminuite rispetto agli anni precedenti (dal 58% al 48%, dal 2022 al 2025), mentre è aumentata la quota di chi presenta più bisogni contemporaneamente.
Pacchi viveri: dati in crescita

Nel 2025 i Centri d’Ascolto della Caritas di Pesaro hanno realizzato 17.084 interventi, in crescita rispetto agli anni precedenti (14.709 nel 2023 e 15.869 nel 2024). La maggior parte degli interventi riguarda la distribuzione di beni e servizi materiali, in particolare i pacchi viveri (10.799), che rappresentano l’87% della categoria. Dati in crescita: (9.223 nel 2023 e 10.155 nel 2024).
Per quanto riguarda l’alloggio, sono state garantite 1.066 notti in strutture ricettive o di prima accoglienza, dato in linea con l’anno precedente. Un ruolo centrale è svolto dalla mensa diocesana, che nel 2025 ha erogato 19.330 pasti a 450 persone (16.406 l’anno precedente). Numeri più alti degli ultimi 5 anni. L’accesso è integrato con i servizi territoriali ed è sostenuto dalla co-progettazione con il Comune di Pesaro, in qualità di ente capofila dei comuni dell’Ambito Territoriale sociale n. 1, denominata “Un pasto per tutti”. Particolarmente rilevante è la sfera sanitaria, con 947 interventi.
Una crisi profonda e sistemica
«Il Rapporto delinea il quadro di una crisi profonda e sistemica e mette in luce la centralità e l’impatto dei determinanti sociali della salute evidenziando come la precarietà occupazionale, l’instabilità abitativa, l’isolamento sociale e la vulnerabilità economica contribuiscano in modo significativo ad accrescere il rischio di disagio psichico. Al contempo gli stessi disturbi psichici possono di fatto favorire o aggravare condizioni di marginalità, causando la perdita del lavoro, dell’abitazione e delle relazioni sociali».
Le persone di cittadinanza non italiana incontrate nei diversi Centri d’Ascolto sono 986 e giungono da 66 diversi Paesi. Circa il 42% di esse proviene dal continente africano, il 28% da altri Paesi europei, il 15% da Paesi sudamericani e il restante 15% da Paesi asiatici. I primi dieci Paesi di origine risultano essere: Marocco, Perù, Ucraina, Tunisia, Sri Lanka, Romania, Moldavia, Pakistan, Nigeria e Algeria.
L’emergenza abitativa
I dati del 2025 evidenziano una forte emergenza abitativa tra le persone che si rivolgono al Centro d’Ascolto diocesano di Pesaro. Mentre nelle Caritas parrocchiali oltre il 90% delle persone dispone di una sistemazione stabile, quasi il 47% degli utenti del Centro diocesano si trova in condizioni di grave esclusione abitativa. La quota è aumentata del 4% rispetto all’anno precedente.
L’analisi mostra inoltre una crescente polarizzazione dell’emergenza abitativa. Da un lato, il 27% delle persone che hanno richiesto aiuti per affitto, bollette o altre spese legate alla casa ha meno di 45 anni. Un dato che evidenzia come precarietà lavorativa e aumento del costo della vita colpiscano soprattutto le fasce più giovani. Dall’altro, il 75% dei proprietari di casa senza mutuo che hanno chiesto sostegno economico ha più di 55 anni, a conferma del fatto che anche il possesso dell’abitazione non garantisce più sicurezza economica quando il reddito non è sufficiente a sostenere le spese di gestione.
Nel 2025 l’ISEE medio nazionale è di circa 17.600 euro. I dati raccolti dalla Caritas mostrano però una situazione di maggiore fragilità economica: l’84% circa dei nuclei assistiti ha un ISEE inferiore a 10.000 euro, con il 40,5% sotto i 5.000 euro e il 43,9% tra 5.000 e 9.999 euro. Solo una quota molto ridotta supera i 10.000 euro. Questi dati evidenziano una forte concentrazione di situazioni di povertà e vulnerabilità economica tra le persone che si rivolgono alla Caritas.
Nel 2025, il totale dei sussidi a beneficio delle persone e delle famiglie è stato pari a Euro 641.569,00. Per quanto riguarda la mensa, di cui abbiamo già indicato sopra i dati, il costo annuo di gestione è pari a Euro 118.684,00.
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Luigi Benelli
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