In un tempo in cui la Chiesa è chiamata a confrontarsi con sfide sempre più complesse, dalla crisi delle vocazioni alle nuove povertà, fino alle difficoltà vissute da molte comunità cristiane nei Paesi segnati da guerre e instabilità, la Fondazione Vaticana Cardinale Salvatore De Giorgi rappresenta un esempio concreto di come la carità possa trasformarsi in progetto, sostegno e speranza.
Voluta nel 2011 dal cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo e tra le figure più autorevoli dell’episcopato italiano degli ultimi decenni, la Fondazione nasce con un obiettivo preciso: promuovere la pastorale vocazionale, la cultura e la solidarietà nella Chiesa universale, mantenendo al tempo stesso un forte legame con le comunità che hanno segnato la vita del porporato, in particolare Vernole e la parrocchia di Santa Maria delle Grazie nel quartiere Santa Rosa di Lecce.
L’ispirazione dell’opera affonda le proprie radici nella biografia dello stesso cardinale. Nato nel 1930 a Vernole, in provincia di Lecce, De Giorgi ha sempre ricordato gli anni della formazione seminaristica, vissuti in una famiglia modesta che affrontò sacrifici economici per consentirgli di seguire la vocazione sacerdotale. Da questa esperienza personale è maturata la convinzione che molti giovani chiamati al ministero non debbano essere costretti a rinunciare al proprio cammino per mancanza di mezzi economici.
Per questo la Fondazione ha posto al centro della propria attività il sostegno ai seminaristi, attraverso borse di studio e aiuti destinati a diocesi particolarmente bisognose. Nel corso degli anni il raggio d’azione si è progressivamente ampliato, raggiungendo realtà ecclesiali dell’Albania, della Terra Santa, della Siria, del Madagascar e dell’Iraq, territori nei quali la presenza cristiana continua a rappresentare un presidio di pace e dialogo spesso in contesti segnati da tensioni e conflitti.
Ma l’impegno della Fondazione non si esaurisce nella promozione delle vocazioni sacerdotali. Un’attenzione particolare viene riservata anche agli studenti meritevoli, alle famiglie in difficoltà e alle opere caritative delle comunità locali. Ogni anno vengono assegnate borse di studio a giovani studenti e universitari, mentre contributi specifici vengono destinati alle attività delle Caritas parrocchiali, affinché possano rispondere alle esigenze delle persone più fragili.
La visione che anima l’iniziativa riflette il lungo ministero ecclesiale del cardinale De Giorgi, caratterizzato da una costante attenzione alla formazione delle nuove generazioni e alla promozione della cultura come strumento di crescita umana e spirituale. Nel corso della sua vita pastorale, dall’esperienza nelle diocesi pugliesi fino alla guida dell’arcidiocesi di Palermo e alla creazione cardinalizia voluta da san Giovanni Paolo II nel 1998, De Giorgi ha sempre insistito sulla necessità di investire nell’educazione e nella formazione delle coscienze.
In questo senso la Fondazione rappresenta quasi il testamento spirituale di una vita interamente dedicata al servizio della Chiesa. Non una semplice istituzione benefica, ma uno strumento attraverso il quale continuare a sostenere giovani, seminaristi, studenti e famiglie, affinché possano guardare al futuro con fiducia.
In un contesto internazionale attraversato da guerre, crisi economiche e crescenti disuguaglianze, l’opera della Fondazione Cardinale De Giorgi testimonia come la solidarietà possa assumere una dimensione concreta e duratura. Una missione che unisce formazione, carità e promozione della persona umana, nel solco di quella tradizione ecclesiale che vede nella cura delle vocazioni e nell’attenzione agli ultimi due pilastri essenziali per costruire una società più giusta e una Chiesa sempre più vicina alle persone.
Una vita a servizio del Vangelo
A rendere ancora più significativo il valore della Fondazione è la straordinaria vicenda ecclesiale del cardinale Salvatore De Giorgi, uno dei protagonisti della vita della Chiesa italiana nella seconda metà del Novecento e nei primi anni del nuovo millennio. Nato a Vernole, nel Salento, il 6 settembre 1930, De Giorgi è stato nominato da papa Paolo VI vescovo titolare di Tulana e vescovo ausiliare di Oria il 21 novembre 1973. Ricevette l’ordinazione episcopale nella cattedrale di Lecce il 27 dicembre dello stesso anno dalle mani del vescovo Francesco Minerva.
Il 29 novembre 1975 venne nominato vescovo coadiutore di Oria, succedendo alla guida della diocesi il 17 marzo 1978. Nel 1981 fu promosso arcivescovo di Foggia, alla quale erano unite in persona episcopi le diocesi di Troia e Bovino. Con la successiva riorganizzazione ecclesiastica divenne il primo arcivescovo di Foggia-Bovino il 30 settembre 1986. Durante il suo ministero pastorale accolse la visita apostolica di san Giovanni Paolo II, consolidando il ruolo della Chiesa locale nel Mezzogiorno.
Il 10 ottobre 1987 fu trasferito alla guida dell’arcidiocesi di Taranto, dove esercitò il ministero episcopale fino al 1990. Anche qui accolse Giovanni Paolo II, che nel 1989 celebrò una storica Messa nell’area dell’Italsider, ponendo al centro dell’attenzione il tema della dignità del lavoro e delle condizioni degli operai.
Nel 1990 il Pontefice polacco lo chiamò a Roma come assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana, affidandogli una delle più importanti associazioni ecclesiali del Paese. Sei anni più tardi, il 4 aprile 1996, fu nominato arcivescovo metropolita di Palermo e primate di Sicilia. L’ingresso solenne nell’arcidiocesi avvenne il 25 maggio dello stesso anno, segnando l’inizio di un episcopato caratterizzato dall’impegno per la legalità, il dialogo sociale e la testimonianza evangelica in una terra segnata dalla presenza della criminalità mafiosa.
Il 21 febbraio 1998 san Giovanni Paolo II lo creò cardinale, assegnandogli il titolo di Santa Maria in Ara Coeli. Nel 2005 partecipò al conclave che elesse papa Benedetto XVI. Durante gli anni trascorsi a Palermo si distinse per il sostegno agli ammalati e alle persone più fragili, impegno che gli valse nel 2003 il conferimento della Laurea honoris causa in Medicina e Chirurgia da parte dell’Università degli Studi di Palermo.
Raggiunti i limiti di età, il 19 dicembre 2006 lasciò il governo pastorale dell’arcidiocesi palermitana, che fu affidata all’arcivescovo Paolo Romeo. Pochi mesi dopo, il 31 gennaio 2007, la Conferenza Episcopale Italiana lo nominò presidente della Federazione Italiana Esercizi Spirituali, confermandone il ruolo di guida spirituale e di riferimento per la Chiesa italiana.
L’esperienza maturata in oltre mezzo secolo di ministero episcopale e cardinalizio costituisce il patrimonio umano e spirituale dal quale nasce la Fondazione Vaticana Cardinale Salvatore De Giorgi. Le iniziative a favore delle vocazioni sacerdotali, della formazione dei giovani, della cultura e della solidarietà internazionale rappresentano infatti il naturale prolungamento di una vita spesa al servizio della Chiesa, delle comunità locali e delle persone più fragili.
S.C.
Nella foto: Papa Leone XIV abbraccia il Cardinale Salvatore De Giorgi che ha istituito nel 2011 la Fondazione Vaticana “Cardinale Salvatore De Giorgi”, che ha come pilastro fondamentale l’aiuto ai poveri. L’ente sostiene i bisognosi in tutto il mondo collaborando attivamente con le diverse Caritas diocesane e con l’Elemosineria Apostolica.
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