concreta e consapevole del mondo, ma senza gli strumenti per affrontarlo


Roma, 19 giugno 2026 – Basta con gli stereotipi sulla Gen Z: la generazione che in questi anni si sta diplomando, laureando e sta entrando nel mondo del lavoro è pragmatica, con un altissimo livello ‘alfabetizzazione tecnologica’ e ben consapevole delle dinamiche del mercato del lavoro.

A chiarirlo è dettagliata indagine condotta dalla community di Studenti (media brand leader di Mondadori Digital nell’educational digitale) in collaborazione con l’Istituto di ricerca Sylla. Non è un caso che i risultati siano stati pubblicati a ridosso degli esami di Maturità: il campione è stato composto non solo dalla community di Studenti, ma anche da un gruppo rappresentativo di maturandi selezionato tramite panel nazionale online con metodo Cawi (Computer Assisted Web Interviewing).

Quindi, da cosa deriva la diffusa percezione che si tratti di una generazione ‘persa’ e disorientata? Guardando alla fotografia scattata dallo studio risulta evidente che a mancare siano quegli strumenti un tempo ‘sicuri’ e ‘scontati’ – fondamentali per affrontare le sfide della vita e la semplice quotidianità.

Esame di maturità

Il tramonto della laurea come valore assoluto

A crollare è stata, ad esempio, la percezione del titolo di studio accademico come passaporto per una vita lavorativa agiata, ricca di prospettive e ben pagata. Per decenni il percorso universitario è stato infatti considerato la via maestra, sicura e indiscutibile, per l’ascesa sociale e professionale. Oggi non è più così: solo il 28,8% dei maturandi intervistati vede ancora nella laurea il percorso più solido per costruire il proprio futuro professionale.

Al contrario, ben 6 ragazzi su 10 ritengono che il valore effettivo dell’università sia strettamente legato alla facoltà scelta: un percorso di studi viene percepito come valido solo se è in grado di garantire un inserimento immediato nel mondo del lavoro, mentre molte facoltà vengono ormai considerate poco spendibili.

La Gen Z dei paradossi: concreta e consapevole del mondo, ma senza gli strumenti per affrontarlo

“Hanno capito in anticipo le logiche del mercato”

Non si tratta di un rifiuto della cultura o dello studio, bensì di una forte richiesta di concretezza e di un calcolo ponderato sul ‘ritorno dell’investimento’ formativo. Tanto che una minoranza cosciente di giovani comincia a preferire strade alternative: il 5,5% guarda agli Its e ai percorsi professionalizzanti, il 4,1% punta all’ingresso immediato nel mondo del lavoro e l’1,4% scommette sull’imprenditorialità. “I dati restituiscono una generazione che ha interiorizzato la logica del mercato molto prima di averlo mai davvero incontrato” spiega Alfonso Brunetti, direttore di ricerca di Sylla. “Non è cinismo: è una risposta adattiva a un contesto in cui l’incertezza è strutturale. La sfida per il sistema formativo è produrre non solo competenze tecniche, ma capacità di orientarsi nel cambiamento”.

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La rivoluzione dell’AI e l’ombra della Fobo

Se da un lato i giovani padroneggiano senza problemi le nuove tecnologie – il 64% dei maturandi ammette di aver utilizzato l’intelligenza artificiale come supporto per prepararsi all’esame – dall’altro l’automazione genera una profonda inquietudine per via della velocità con cui evolve il mercato.

A confermarlo sono i dati della community WhatsApp di Studenti: 8 ragazzi su 10 si dichiarano preoccupati dal rischio che l’automazione e l’AI rendano obsolete competenze oggi considerate centrali. Al contrario, solo il 20% del campione adotta una visione totalmente ottimistica, ritenendo che la tecnologia porterà prevalentemente nuove opportunità per chi saprà utilizzarla al meglio. Dietro questa spaccatura emerge la Fobo (Fear of becoming obsolete). Per questo la Gen Z guarda allo studio con crescente pragmatismo, privilegiando percorsi capaci di garantire aggiornamento continuo, adattabilità e occupabilità reale.

Il paradosso: istruiti, ma non pronti alla ‘vita reale’

Il dato forse più paradossale dell’indagine riguarda l’autonomia quotidiana. L’80% degli studenti ammette di non sentirsi pronto ad affrontare la vita adulta. Solo un ristretto 20% si dichiara pienamente autonomo nel gestire gli aspetti concreti della burocrazia: compilare documenti, comprendere contratti o affrontare un colloquio di lavoro. Tra il restante 80% che si sente smarrito, il 48% si definisce solo parzialmente autonomo, il 26,7% accusa esplicitamente la scuola di non aver fornito alcuna preparazione pratica e il 5,3% preferisce delegare interamente le responsabilità ai genitori.

La soluzione dovrebbe partire dai banchi di scuola: secondo i maturandi, sarebbero necessari insegnamenti su educazione finanziaria e gestione del denaro, sul funzionamento della burocrazia e su psicologia ed educazione emotiva.

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La soluzione Studenti

Proprio per rispondere alle esigenze di una generazione iper-digitale che affronta l’esame in un’epoca di transizione, Studenti ha annunciato il lancio della nuova area personale Studenti. Si tratta di uno spazio pensato per aiutare i giovani a organizzare lo studio e a ripassare in modo più semplice ed efficace. Sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale, la piattaforma permette agli utenti di caricare i propri appunti e materiali didattici per trasformarli istantaneamente in strumenti interattivi e personalizzati: sintesi, mappe concettuali, flashcard, quiz e sessioni di domande e risposte, tutto racchiuso in un unico ambiente digitale a portata di clic.

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