Piazza Clavarino resta chiusa, i cantieri accumulano mesi di ritardo, il tavolo delle trattative definitivamente saltato dei ristori per residenti e attività, legato ai danni causati dai lavori del ribaltamento a mare di Fincantieri, (finito in uno scontro aperto tra Autorità Portuale e associazioni dei consumatori). In tutto questo, sullo sfondo resta anche il nodo del secondo lotto, quello che dovrebbe comprendere lo spostamento della ferrovia a mare e le opere di compensazione per il quartiere, su cui non ci sono ancora certezze. A Sestri Ponente il malumore per le ricadute delle grandi opere in corso nella delegazione torna così al centro della discussione, questa volta (e non è la prima) con una presa di posizione netta del presidente del Municipio Medio Ponente, Fabio Ceraudo, che chiede trasparenza, tempi certi e un confronto istituzionale urgente.
A far scattare la nuova denuncia, come “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, è una relazione tecnica sullo stato dei lavori del cantiere legato alla risoluzione delle interferenze degli oleodotti e ai microtunnel necessari all’adeguamento idraulico del rio Molinassi. Nel dettaglio, come scritto da La Voce di Genova, all’origine del problema tecnico ci sarebbe una talpa bloccata nel sottosuolo, a oltre sei metri di profondità e sotto falda, proprio tratto di realizzazione del microtunnel che deve passare sotto la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. Un documento che, secondo il Municipio, racconta mesi di blocchi, autorizzazioni, macchinari fermi e ritardi, ma non risponde alle domande fondamentali del territorio: quando finiranno i lavori, chi si assumerà la responsabilità dei disagi e quali risorse sono previste per le opere successive.
Il punto più critico riguarda, appunto, il relativo Microtunnel 1. Il macchinario si è bloccato il 9 novembre 2025. Per estrarlo erano necessarie pompe da 1.000 litri al secondo e un’Autorizzazione unica ambientale, arrivata soltanto l’8 maggio 2026. La ripresa dello scavo è prevista per fine giugno, mentre la conclusione dell’intervento non è attesa prima dell’estate 2027.
“Parliamo di oltre otto mesi di ritardo già accumulati, con un cantiere che resta chiuso, attività in difficoltà e residenti esasperati”, denuncia Ceraudo. “E tutto questo senza un cronoprogramma pubblico, senza un piano di mitigazione, senza un confronto istituzionale”.
La protesta del Municipio si inserisce in un clima già tesissimo. Nei giorni scorsi, come scritto, è infatti saltato il tavolo sui ristori chiesti dai cittadini di Sestri Ponente per i danni materiali e i disagi subiti durante alcune delle lavorazioni più impattanti del cantiere per il ribaltamento a mare di Fincantieri. Le operazioni di palificazione nel sottosuolo del porto avevano provocato vibrazioni continuative e disagi in diverse strade della delegazione. Dopo mesi di incontri, il confronto tra associazioni dei consumatori e Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale si è trasformato in uno scontro aperto, con accuse reciproche e la prospettiva di centinaia di contenziosi civili. Secondo quanto emerso, si era parlato di una cifra di 300mila euro da distribuire ai nuclei familiari coinvolti, ma il percorso conciliativo si è arenato.
Proprio su questo fronte il Municipio chiede ora di essere coinvolto. Il percorso dei ristori, spiega Ceraudo, non riguarda soltanto famiglie e attività economiche, ma anche strutture comunali e municipali che avrebbero subito danni e disagi. “Il Municipio ha chiesto di essere inserito nel percorso dei ristori per i danni alle strutture pubbliche, ma non è arrivata alcuna convocazione”, sottolinea il presidente.
“Questo silenzio istituzionale è inaccettabile”, prosegue Ceraudo. “Non si può chiedere ai cittadini di sopportare tutto senza riconoscere nulla. Famiglie, attività e perfino strutture comunali e municipali subiscono danni e disagi quotidiani, senza alcuna risposta”.
Nel mirino del presidente del Municipio c’è anche il rapporto con la Struttura commissariale, responsabile del coordinamento delle opere. Secondo Ceraudo, il Municipio non viene convocato, non riceve aggiornamenti adeguati e non ha chiarimenti sulle risorse disponibili per il secondo lotto né sulle opere di compensazione attese dal quartiere. “La Struttura Commissariale continua a non convocare il Municipio, non fornisce aggiornamenti, non chiarisce le risorse disponibili per il secondo lotto e non affronta il tema delle opere di compensazione”, attacca il presidente. “Un atteggiamento che mina la fiducia dei cittadini e delle istituzioni locali. Chi gestisce opere finanziate con soldi pubblici deve garantire trasparenza, rispetto e partecipazione. Non può lasciare un territorio in sospeso per anni”.
Resta infatti aperto il nodo del secondo lotto, quello che dovrebbe comprendere lo spostamento della ferrovia a mare, il restyling urbano e le opere di compensazione per Sestri Ponente. Una fase considerata decisiva per trasformare i sacrifici imposti al quartiere in benefici concreti. Ma, secondo il Municipio, oggi mancano ancora un progetto esecutivo condiviso, un cronoprogramma e una definizione chiara delle risorse. “Il secondo lotto è completamente bloccato”, insiste Ceraudo. “Non c’è un progetto esecutivo condiviso, non c’è un cronoprogramma, non c’è una definizione delle risorse. E questo mentre piazza Clavarino resta chiusa e il quartiere vive una situazione di sofferenza evidente”.
Da qui le richieste del Municipio: un cronoprogramma chiaro e verificabile, un incontro urgente con Struttura commissariale, Lavori pubblici e Mobilità, la ripresa del percorso dei ristori anche per i danni alle strutture comunali, chiarezza sulle risorse e sulle tempistiche del secondo lotto, misure di mitigazione per residenti e attività e tempi certi e pubblici per la riapertura di piazza Clavarino.
“Sestri Ponente ha dimostrato pazienza e senso civico”, conclude Ceraudo. “Ora è il momento che chi ha responsabilità dimostri altrettanto. Il Municipio continuerà a chiedere trasparenza, rispetto e risposte. Perché qui non si parla solo di un cantiere: si parla di dignità, di diritti e del futuro del quartiere”.
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Federico Antonopulo
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