Roma, 29 maggio 2026 – L’impatto dell’Intelligenza artificiale sul lavoro “merita particolare attenzione. Per la prima volta, una tecnologia può svolgere compiti a elevato contenuto cognitivo, finora considerati al riparo dall’automazione. Non è nuovo che il progresso tecnico trasformi la domanda di lavoro; nuova è l’ampiezza delle attività potenzialmente interessate. L’esperienza storica mostra tuttavia che le grandi innovazioni non si limitano a rendere obsolete alcune professioni: ne generano di nuove”. Lo afferma il governatore di Bankitalia Fabio Panetta nelle considerazioni finali in occasione della Relazione annuale.
Il governatore annota che, “riducendo costi e prezzi, l’aumento di produttività indotto dall’intelligenza artificiale potrebbe espandere la domanda, sostenere l’attività economica e favorire l’occupazione. Il contenuto del lavoro cambierà, anche se non è ancora possibile prevederne pienamente gli sviluppi. In alcuni casi l’intelligenza artificiale affiancherà le persone, consentendo loro di concentrarsi sulle attività a maggior valore aggiunto; in altri, il contributo umano si ridefinirà attorno a ciò che l’automazione non può sostituire: interpretare i risultati, esercitare giudizio, garantire l’affidabilità dei processi”.
Panetta analizza: “La transizione non sarà priva di costi. Non tutti i lavoratori potranno spostarsi agevolmente dalle attività rese obsolete verso quelle nuove; i benefici potrebbero concentrarsi su chi possiede competenze più elevate, accentuando le disuguaglianze. Perché l’intelligenza artificiale diventi una leva di crescita diffusa, occorre favorirne l’adozione nelle imprese – incluse quelle piccole e medie – e investire nella formazione delle persone”.
L’intelligenza artificiale e la produttività
“Il contributo potenziale” dell’IA alla crescita dell’economia italiana “e’ rilevante. La produttività del lavoro potrebbe aumentare di 0,2 punti percentuali all’anno in uno scenario di adozione lenta, e di oltre 1 punto in caso di diffusione rapida e pervasiva. Nello scenario più favorevole, questi guadagni potrebbero piu’ che compensare il calo del prodotto potenziale dovuto alla contrazione della popolazione in eta’ da lavoro”, ha affermato il governatore di Bankitalia Fabio Panetta nelle considerazioni finali in occasione della Relazione annuale. “L’intelligenza artificiale – aggiunge – può divenire una leva decisiva per rilanciare la produttività dell’economia italiana. Il potenziale, tuttavia, non si realizzerà automaticamente: dipenderà dal grado di diffusione tra le imprese – a partire da quelle piccole e medie – e dalla capacita’ di integrarla nei processi produttivi”.
Panetta sottolinea che “la quota di aziende che fa ricorso all’intelligenza artificiale negli ultimi anniè’ cresciuta – sottolinea – al 30 per cento. Tuttavia, appena il 5 per cento ne fa un uso intensivo. Nella maggior parte dei casi l’impiego resta confinato ad applicazioni semplici, che accrescono la produttività individuale ma non trasformano in profondità i processi aziendali. Nel confronto internazionale, la diffusione rimane contenuta”.
Spazio per aggregazione banche
L’elevata dotazione patrimoniale del sistema bancario «apre spazio a nuove aggregazioni, nazionali e transfrontaliere. Entrambe possono contribuire a rafforzare il mercato bancario europeo”, ha detto Panetta. “In Italia, operazioni ben disegnate possono avvicinare la struttura del mercato creditizio a quella degli altri principali paesi europei, rendere le banche più competitive e favorire una maggiore diversificazione dei ricavi”, ha aggiunto.
Dazi, 90% ricaduto su consumatori e imprese americani
“Le politiche protezionistiche non hanno ridotto gli squilibri che intendevano correggere. Il disavanzo degli Stati Uniti nel commercio di beni è rimasto invariato in rapporto al Pil, in presenza di fattori che hanno continuato ad alimentare la dinamica delle importazioni; il 90 per cento dell’onere dei dazi è ricaduto su consumatori e imprese americani. Parallelamente, la Cina ha rafforzato la propria presenza commerciale su scala globale, conseguendo avanzi molto ampi”, ha spiegato Panetta. “Un ritorno all’assetto precedente non è realistico. Occorre però preservare i benefici dell’apertura – ha detto – correggendone le distorsioni ed evitando che l’interdipendenza si trasformi in una fonte permanente di vulnerabilità. Vanno rafforzati i legami con i paesi che riconoscono il valore di relazioni fondate su regole comuni”.
Energia, misure temporanee mirate per famiglie e imprese
Sugli aumenti dei prezzi dell’energia “misure mirate e temporanee di sostegno a famiglie e imprese possono essere necessarie nelle fasi critiche per attenuare l’impatto dei rincari. Vanno affiancate da interventi strutturali volti ad affrontare la vulnerabilità energetica“, ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. “Solo accelerando la transizione potremo ridurre stabilmente la dipendenza dall’estero – ha detto – ed evitare che nuovi shock tornino a colpire duramente redditi, competitività e crescita”.
Ordine mondiale in crisi
Oggi l’ordine mondiale sorto nel dopoguerra “attraversa una crisi profonda. Gli squilibri macroeconomici persistenti, la distribuzione diseguale dei benefici della globalizzazione, il ritorno del protezionismo, l’uso strategico delle risorse economiche, finanziarie e tecnologiche ne hanno indebolito le fondamenta”. Ma “la risposta non può essere la chiusura”, ha affermato il Fabio Panetta. “Le tensioni geopolitiche si trasmettono rapidamente al sistema economico e al benessere dei cittadini. L’incertezza globale è ormai parte delle decisioni di famiglie, imprese, governi”. In questa situazione, secondo Panetta “riaffermare il valore della cooperazione non significa ignorare le fragilità dell’assetto precedente, né rinunciare alla sicurezza economica e all’autonomia strategica. Significa evitare che la ricerca di protezione si trasformi in isolamento; che l’interdipendenza, anziché motore di progresso, diventi fonte di divisione; che la frammentazione finisca per indebolire proprio ciò che si vorrebbe difendere – ha detto –: lavoro, sviluppo, benessere”. “In questo mondo instabile, l’Europa deve trovare in una maggiore unità la condizione della propria forza. Dispone di risparmio, capacità produttiva, competenze scientifiche, istituzioni e valori che restano un punto di riferimento nel mondo. Ha finalmente iniziato a reagire, definendo con chiarezza obiettivi e priorità. Deve ora mostrare rapidità di azione – ha detto il governatore trasformando quegli obiettivi e quelle priorità in decisioni, investimenti e risultati”.
Chiusura Ormuz e rischio sicurezza alimentare
Dopo che aveva mostrato “un vigore inatteso”, la situazione dell’economia mondiale “è stata drammaticamente modificata dal conflitto nel Golfo Persico. Il blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita abitualmente un quinto delle forniture mondiali di petrolio e di gas liquefatto, ha provocato carenze di offerta e forti rincari delle materie prime energetiche”, ha detto Panetta aggiungendo: “Il prezzo del petrolio è aumentato in tutte le aree geografiche, riflettendo l’integrazione delle catene produttive e distributive globali. Nel mercato del gas – ha proseguito – più frammentato, i prezzi hanno seguito traiettorie differenziate: sono cresciuti in Europa e in Asia, aree dipendenti dalle importazioni; sono rimasti stabili negli Stati Uniti, dove l’abbondanza della produzione interna e i vincoli infrastrutturali all’esportazione attenuano la trasmissione delle tensioni internazionali ai prezzi domestici”. “Le pressioni si sono estese anche a materie prime essenziali per molti settori – ha notato –. Particolare preoccupazione destano i forti rincari dei fertilizzanti. I loro effetti sui prezzi dei beni alimentari si manifesteranno appieno all’inizio del prossimo anno, una volta completati i cicli di semina e di raccolta”.
Panetta ha messo in guarda dal fatto che “ne deriverà un aggravamento dell’insicurezza alimentare, che potrebbe spingere decine di milioni di persone nei paesi a basso reddito verso condizioni di povertà estrema. Ovunque i prezzi al consumo e le aspettative di inflazione a breve termine sono in aumento. A pochi anni dallo shock inflazionistico successivo alla pandemia, l’attesa di una risposta tempestiva delle banche centrali sta accentuando il rialzo dei tassi di interesse su tutte le scadenze”.
Bene gli eurobond
“La strategia sull’Unione del risparmio e degli investimenti è un passo importante” ma “una vera integrazione finanziaria richiede un titolo sovrano europeo: uno strumento liquido e sicuro, in grado di offrire un riferimento ai mercati e di attrarre risorse dall’estero, rafforzando il ruolo internazionale dell’euro”. E’ l’invito che il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha lanciato nel corso delle sue Considerazioni finali. Un eurobond, ha indicato, “se fondato su un’adeguata capacità di bilancio comune, favorirebbe il finanziamento di investimenti di interesse europeo. Si eviterebbero le inefficienze di iniziative nazionali non coordinate e sarebbe più agevole mobilitare capitali privati su larga scala”, ha detto ancora Panetta. “Gli ostacoli giuridici e politici all’integrazione – ha quindi aggiunto – non possono più giustificare l’inazione. La sfiducia reciproca che ha segnato l’Europa a partire dalla crisi dei debiti sovrani è stata superata di fronte alla pandemia. Oggi le sfide non sono meno gravi: riguardano la sicurezza, l’energia, la tecnologia”.
Cibersecurity, aumentano i rischi informatici
Aumentano i rischi informatici sulla spinta dell’innovazione tecnologica che “sta modificando la natura, la frequenza e i canali di trasmissione” degli attacchi. E’ quanto ha avvertito il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nelle sue Considerazioni finali, nelle quali ha ricordato come “nel periodo 2023-25 gli incidenti che hanno coinvolto intermediari italiani sono aumentati dell’80% rispetto al triennio precedente; quelli di natura cibernetica sono raddoppiati. Sebbene non abbiano prodotto perdite rilevanti, segnalano vulnerabilità da non sottovalutare”. Secondo il governatore, “una risposta efficace richiede azioni sia delle autorità sia degli operatori. La Banca d’Italia ha stabilito contatti con le principali aziende globali del settore, con l’obiettivo di preparare un utilizzo appropriato dei nuovi modelli di intelligenza artificiale, una volta che saranno resi accessibili al pubblico, a difesa dei propri sistemi informatici e di quelli degli intermediari. Su questi stessi temi, nei giorni scorsi abbiamo avviato discussioni con le autorità nazionali, gli operatori finanziari e i loro fornitori di servizi informatici”, ha detto ancora Panetta.
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