26/06/2026 – “Serve una metodologia unica”. È questo il punto rilanciato da ANCE nel confronto sulle Tipologie Omogenee di Lavorazioni, le TOL, e sul nuovo sistema di revisione prezzi negli appalti pubblici.
Il tema si inteccia con il prezzario nazionale per i lavori pubblici, atteso entro il 30 giugno. L’esigenza è rendere coerenti prezzari regionali, prezzari speciali, TOL e indici Istat, con criteri comuni per costruire, aggiornare e motivare i listini.
Durante il webinar del 24 giugno, tenuto da ANCE, si è affrontato il quadro normativo, l’applicazione concreta e le ricadute per imprese e stazioni appaltanti, evidenziando come la revisione prezzi richieda un collegamento leggibile tra voci di prezzario, lavorazioni omogenee e indici di costo.
TOL, cosa è emerso durante il confronto
Il confronto si inserisce nel percorso avviato con i nuovi indici per la revisione prezzi elaborati dall’Istat e adottati dal MIT con il Decreto direttoriale 743/2026. Il provvedimento ha reso operativo il sistema delle TOL per le procedure di affidamento avviate dopo la sua pubblicazione.
La presidente ANCE, Federica Brancaccio, ha indicato le TOL come l’avvio di una nuova fase per il settore dei lavori pubblici, evidenziando però che il sistema dovrà essere accompagnato da un monitoraggio permanente, perché l’applicazione concreta potrà far emergere criticità, dubbi interpretativi e necessità di correzione.
Prezzari e TOL, criteri comuni per i listini
Dal confronto sulle TOL è emersa la richiesta di un sistema di prezzari fondato su criteri omogenei.
Per ANCE, il tema riguarda il metodo di costruzione dei listini. Il riferimento nazionale dovrebbe servire a definire regole comuni per formare, aggiornare e leggere i prezzari, evitando differenze prive di una motivazione tecnica.
I prezzi potranno continuare a variare tra territori, in base a materiali, trasporti, manodopera, condizioni di cantiere e caratteristiche locali. Gli scostamenti dovranno però essere tracciabili e motivati.
Il tema si colloca in un mercato europeo ancora segnato dagli aumenti degli ultimi anni. Secondo Eurostat, tra il 2015 e il 2025 i prezzi alla produzione per la costruzione di nuovi edifici residenziali sono cresciuti del 48,2% nell’Ue, con gli incrementi più marcati nel triennio 2021-2023.
In Italia l’aumento si è fermato al 17%, il dato più basso tra i Paesi Ue rilevati, davanti a Grecia e Finlandia. Il confronto conferma la necessità di listini costruiti con criteri confrontabili, capaci di leggere le differenze territoriali senza perdere il raccordo con gli indici ufficiali.
Il tema è già visibile negli aggiornamenti dei prezzari 2026. I listini regionali stanno iniziando a misurarsi con la necessità di collegare le lavorazioni alle TOL e agli indici per la revisione prezzi, rendendo più stretto il rapporto tra elenco prezzi, computo metrico e gestione del contratto.
Il prezzario nazionale nel nuovo sistema dei costi
Il prezzario nazionale dei lavori pubblici, previsto dalla Legge di Bilancio 2026, si inserisce in questo percorso come riferimento di coordinamento tra i diversi listini.
La norma prevede un sistema aggiornato ogni anno, costruito in coerenza con i criteri dell’Allegato I.14 del Codice dei contratti pubblici. L’obiettivo è rendere più confrontabili i dati utilizzati nei diversi territori.
In questa prospettiva, il prezziario nazionale dovrà dialogare con i prezzari regionali e con i prezzari speciali, compresi quelli adottati in contesti con esigenze particolari, come il Prezzario unico del cratere 2026 per la ricostruzione post-sisma.
Il collegamento tra TOL, prezzari e revisione prezzi
Le TOL collegano le lavorazioni agli indici di costo elaborati dall’Istat.
Nei lavori pubblici, questi indici servono a calcolare la revisione prezzi prevista dall’articolo 60 del Codice dei contratti pubblici.
Per progettisti, Rup, direttori dei lavori, stazioni appaltanti e imprese diventa quindi importante associare correttamente le voci di prezzario alle TOL. Da questo collegamento dipende la coerenza tra computo metrico, quadro economico e adeguamenti dei prezzi.
Prezzari regionali e codifica TOL
Il raccordo tra prezzari e TOL è già entrato nella fase applicativa con i primi listini regionali organizzati secondo la nuova codifica, come nel caso della Puglia, che ha introdotto la codifica TOL per ogni lavorazione con il Prezzario regionale delle opere pubbliche 2026.
Il listino, efficace dal 1° luglio 2026, collega le voci dell’elenco prezzi alle Tipologie Omogenee di Lavorazioni e agli indici utilizzati per la revisione prezzi.
Per i progettisti, questo passaggio rende più lineare la costruzione dell’indice sintetico revisionale, mentre per le stazioni appaltanti, facilita la verifica della coerenza tra computo metrico estimativo, quadro economico e clausole di revisione prezzi.
La diffusione di prezzari regionali codificati può ridurre le incertezze applicative, a condizione che i criteri di aggiornamento siano confrontabili a livello nazionale.
Soglie territoriali e scostamenti da motivare
Il raccordo tra listini e riferimento nazionale riguarda anche le soglie di variazione territoriale dei prezzi.
Le soglie serviranno a valutare gli scostamenti dei prezzari regionali e dei prezzari speciali rispetto al riferimento nazionale.
Regioni, Province autonome, stazioni appaltanti ed enti concedenti dovranno motivare le differenze in sede di adozione o aggiornamento dei listini.
Il passaggio ha un effetto diretto sulla redazione dei progetti. I prezzi utilizzati nei computi dovranno risultare coerenti con i listini applicabili e con le eventuali motivazioni tecniche degli scostamenti.
La stessa esigenza di tracciabilità riguarda i prezzari destinati a contesti specifici. Nella ricostruzione post-sisma, ad esempio, la definizione dei costi deve tenere conto di condizioni tecniche, territoriali e procedurali peculiari, mantenendo il raccordo con il quadro generale dei prezzari pubblici.
Monitoraggio e tavolo tecnico permanente
Il monitoraggio è uno dei punti richiamati da ANCE nel confronto sulle TOL.
L’applicazione concreta potrà far emergere criticità legate alla classificazione delle lavorazioni, alla scelta degli indici, alla gestione dei contratti in corso e alla lettura degli scostamenti territoriali.
In questo quadro si colloca anche l’Osservatorio presso il MIT per il monitoraggio dei prezzari delle opere pubbliche, previsto dalla Legge di Bilancio. Il suo compito sarà raccogliere e confrontare i dati sui costi di prodotti, attrezzature e lavorazioni, seguire le dinamiche di mercato e favorire metodologie omogenee.
Secondo ANCE, il nuovo sistema dovrà essere verificato nella pratica attraverso un confronto stabile. Per questo l’associazione ha chiesto che il tavolo tecnico resti aperto e che siano previsti ulteriori momenti di confronto con progettisti, pubbliche amministrazioni, Rup e direttori dei lavori.
Le TOL sono pensate per gestire l’andamento ordinario dei prezzi e le variazioni fisiologiche del mercato. Per le emergenze eccezionali restano necessari strumenti specifici, come già previsto dal sistema della revisione prezzi automatica 2026 nei cantieri pubblici.
Il tema della revisione prezzi riguarda ormai l’intero sistema degli appalti. Nei lavori pubblici il riferimento è costituito dalle TOL e dagli indici collegati alle lavorazioni; negli appalti di servizi e forniture le Linee guida MIT hanno chiarito l’uso delle clausole revisionali, delle soglie e degli indici Istat nei contratti di durata.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Nicola Damato
Source link





