Il rapporto Summer Outlook 2026, redatto dal network europeo dei gestori dei sistemi di trasmissione dell’energia elettrica Entso-E, con un focus sull’estate, delinea un quadro macroeconomico e infrastrutturale a doppia velocità. A livello globale ed europeo, l’analisi evidenzia una stabilità generale del sistema elettrico interconnesso, trainata da una crescita costante della capacità di generazione da fonti rinnovabili che riduce la dipendenza dai combustibili fossili e consolida i margini di adeguatezza nella maggior parte dei Paesi membri. Nonostante le ondate di calore attese e l’incremento strutturale dei consumi legati al raffrescamento estivo, la rete di trasmissione transfrontaliera europea si mostra resiliente, supportata da una cooperazione regionale sempre più stringente e da mercati della capacità che garantiscono la disponibilità di riserve strategiche per far fronte a repentini sbalzi termici o a indisponibilità impreviste degli impianti.

Spostando il focus sul panorama italiano, i country comments allegati al rapporto confermano che il sistema nazionale si trova in una condizione di sostanziale sicurezza strutturale, del tutto analoga a quella registrata nella precedente stagione estiva. Gli esperti stimano che il rischio per l’adeguatezza complessiva rientri pienamente nei parametri standard. Tuttavia, proprio le specificità della penisola mettono in luce un marcato sbilanciamento interno. Nelle ore di massimo irraggiamento solare, la rete sperimenta una forte abbondanza di energia a costo zero, ma l’adeguatezza del sistema durante le ore critiche del tardo pomeriggio e della sera dipende ancora in modo significativo dalla capacità di importazione dalle frontiere settentrionali, soprattutto qualora si verifichino contemporaneamente ondate di calore prolungate, cali nei flussi dai Paesi vicini o guasti imprevisti alle centrali termiche nazionali. Per mitigare tali rischi, Terna ha previsto il ricorso a contromisure mirate, tra cui la rimodulazione delle manutenzioni, interventi normativi sul mercato e programmi di flessibilità della domanda.
Rinnovabili e criticità della regolazione interna
I dati quantitativi raccolti nel documento ufficiale mostrano una trasformazione profonda del parco la cui capacità di generazione pulita (eolico, solare e idroelettrico) ha raggiunto circa 79 GW complessivi, registrando un incremento netto di ben 6,1 GW rispetto all’inizio dell’estate del 2025. Questo volume ha superato stabilmente la capacità termica totale del Paese, che si attesta invece a 62 GW, rimanendo in linea con l’anno precedente a causa della compensazione tra la dismissione di vecchi impianti obsoleti e l’entrata in funzione di nuove unità più efficienti.
Questo boom della transizione energetica espone però l’Italia al complesso problema della regolazione verso il basso (downward regulation). Entso-E rileva che le settimane centrali di agosto, insieme ai periodi di inizio e fine estate nei mesi di giugno e settembre, saranno le più sfidanti. In queste finestre temporali, l’elevata produzione da rinnovabili non programmabili coinciderà con una domanda industriale ridotta, costringendo il gestore della rete ad attuare azioni correttive d’intesa con i partner europei, come il distacco forzato della generazione inflessibile e limitazioni mirate sulla capacità di trasporto.
Sicilia: situazione critica e ruolo del Capacity Market
Le analisi interne mettono in guardia anche sulle fragilità regionali, con particolare riferimento alla Sicilia. Nell’isola, le situazioni critiche potrebbero essere inasprite da perdite di capacità termica dovute alle temperature eccezionalmente elevate delle acque marine utilizzate per il raffreddamento delle centrali, o da improvvisi distacchi delle linee di interconnessione.
Sullo sfondo si innesta anche il ruolo del Capacity Market, il meccanismo di remunerazione della capacità produttiva che ha storicamente sostenuto i margini di sicurezza italiani: il rapporto sottolinea che una sua eventuale mancata estensione futura potrebbe causare una contrazione della capacità termica flessibile, con pesanti ripercussioni sulla stabilità generale sul lungo periodo.
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Estate 2026: ultimo miglio e sfida della flessibilità strutturale
I dati del Summer Outlook 2026 confermano chiaramente come l’Italia non sia tra i Paesi con un problema di carenza strutturale di energia per l’estate: la produzione c’è, ma è distribuita male rispetto ai consumi. Se da un lato si rischiano black out ripetuti nel tardo pomeriggio e nelle ore serali di picco di consumi, durante la giornata in molte fasce orarie c’è una grande abbondanza di rinnovabili e di energia a costo zero che spesso va sprecata a causa della distribuzione. Questa fotografia della realtà italiana evidenzia come il fulcro della vulnerabilità si sia spostato dalle grandi infrastrutture di trasporto alla rete capillare urbana.
A commento di questa complessa situazione, Giorgio Tomassetti, ceo di Octopus Energy Italia, in una nota stampa commenta che il problema dei black out estivi non risiede affatto nella scarsità di energia prodotta nel Paese, indicando il vero punto debole nell’ultimo miglio, ossia nella rete di distribuzione cittadina. Il manager ha sottolineato come l’anacronismo principale consista nel gestire una rete moderna applicando criteri concepiti nel secolo scorso, strutturati per un modello energetico centralizzato, rigido e unidirezionale.
Tomasetti (Octopus): “Consumatore non deve subire le criticità”
Oggi lo scenario è radicalmente mutato e, come evidenzia lo stesso Tomassetti, si hanno a disposizione tecnologie e strumenti avanzati, basati sulla flessibilità della domanda e su algoritmi intelligenti, in grado di far adattare il sistema in tempo reale ai picchi di consumi. Il ceo della divisione italiana ha ricordato i risultati concreti ottenuti attraverso programmi dedicati alla flessibilità, con cui le persone vengono invitate a spostare o a concentrare i propri consumi di elettricità in determinate fasce orarie strategiche, riducendo lo stress infrastrutturale e ottenendo benefici diretti in bolletta.
I riscontri hanno registrato una partecipazione straordinaria, a dimostrazione del fatto che, secondo Tomassetti, “il consumatore non deve limitarsi a subire le criticità di un sistema obsoleto, ma può diventare parte attiva e integrante di un nuovo paradigma energetico, e può essere pagato per farlo”.
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