Fiastrapalooza, intervista a Bunna degli Africa Unite: ‘Bisogna prendere posizione per cambiare il mondo’


Africa Unite

Oggi, sabato 27 giugno, gli Africa Unite presentano il nuovo ep “Nero su Nero – Manca il Fiato” al Fiastrapalooza sul Lago di Fiastra, il festival diffuso di musica, natura, cinema e avventura in corso dal 26 al 28 giugno nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il live parte al tramonto alla Lake Arena/Campo dei Pini con il jazz-funk di Bassolino, prosegue con lo storico reggae degli Africa Unite e si chiude a notte fonda con il dub set di Madaski (membro degli Africa Unite). Nati nel 1981, nel 2026 gli Africa Unite compiono quarantacinque anni e sono il duo reggae più longevo della musica italiana. Il loro nuovo disco, uscito da poco, “Nero su Nero – Manca il Fiato”, riflette sui conflitti, sulla disinformazione e sulle tensioni sociali nella società contemporanea. L’invito che Bunna (Vitale Bonino) e Madaski (Francesco Caudullo) rivolgono ai propri ascoltatori è quello di prendere posizione per cercare di dare una svolta alla preoccupante china discendente che sta attraversando il mondo attuale. Cinque canzoni che parlano di silenzi assordanti, autoritarismo, resistenza antifascista. Degna di nota “Colla a caldo”, canzone in collaborazione con i Circus Punk, duo punk rock brianzolo composto da Arianna Muttoni e Antonio Squillante, che denuncia lo stordimento delle masse e il pericolo di avere “zero vie di uscita”. “Il Silenzio dell’Assenso” richiama l’immagine di una rete “rassicurante” che protegge e, al contempo, imprigiona. È il simbolo di un sistema che promette ordine mentre svuota i diritti, che rassicura mentre impone, che osserva mentre cancella le differenze. In questo scenario, la violenza diventa abitudine, e il silenzio complicità. Presente anche una canzone d’amore, la vivace “Dritto nel cuore”.
La band salirà sul palco con una formazione nuova e con il ritorno di alcuni membri del passato.

Siete mai stati al Lago di Fiastra, dove si terrà il Fiastrapalooza, e cosa ne pensate del festival?
Non ci siamo mai stati come Africa Unite, ma io nel 2017 sono venuto a fare un dj set da quelle parti insieme ad un mio amico di Civitanova Marche, che fa parte della crew Rasta Skull Sound. In passato siamo andati spesso al Barfly di Ancona (ora definitivamente chiuso, ndr). Il festival mi sembra interessante. Portare la cultura oggi in posti decentrati non è facile, con tutto quello che comporta organizzare un concerto. Tanto di cappello agli organizzatori del festival. Mi sembra una bella location, ben sfruttata, che propone anche una musica di un certo tipo. Questo mi fa molto piacere.

Quali sono i membri della nuova formazione e quelli provenienti dal passato di Africa Unite che torneranno sul palco?
Sono tornati dei musicisti che in passato suonavano con noi e che sono usciti dalla band per un periodo per portare avanti i loro progetti. Si tratta del chitarrista, Marco Gentile, e il bassista, Marco Catania. Fondamentalmente, con gli Africa Unite abbiamo sempre avuto una panchina lunga, come si dice nel calcio. Abbiamo sempre avuto un sacco di musicisti che entravano e uscivano, quindi siamo contenti che siano tornati con noi, perché sono bravissimi e sicuramente aggiungono valore musicale al concerto.

Oltre alle canzoni del nuovo ep, suonerete alcuni dei vostri grandi successi?
Il concerto racconta la storia degli Africa Unite che quest’anno compiono quarantacinque anni. Ci saranno pezzi più vecchi, evergreen, più nuovi, nuovi militanti di Nero su Nero. Ascoltando questo concerto si può avere una visione abbastanza globale di quello che è stato il nostro percorso musicale. Sicuramente suoneremo ‘Il Partigiano John’ e ‘Ruggine’, quest’ultima un pezzo degli anni Novanta che la gente apprezza molto. Poi forse una canzone d’amore ‘Scegli’, che ha sempre riscosso parecchio consenso.

‘Nero su Nero’ è un richiamo all’attualità e agli estremismi europei che portano la Terra a fare mancare il fiato o è un viaggio solo mio?
Certo. Già il sottotitolo ‘Manca il fiato’ dovrebbe far pensare a una situazione di ansia e preoccupazione. Abbiamo sentito l’urgenza di realizzare un disco monotematico per parlare di questo periodo complicato di guerra e controllo mondiale, in cui è difficile vedere una luce in fondo al tunnel. L’importanza dell’essere umano è messa in secondo piano a favore di dinamiche dettate dal denaro. È molto preoccupante quando si spendono miliardi per acquistare armi, mentre nel nostro Paese l’istruzione e la sanità sono in un baratro, senza risorse. L’essere umano perde di valore rispetto alle cose che il sistema politico ritiene più importanti, come il finanziamento delle lobby delle armi. Siamo assoggettati a poteri deleteri come quelli degli Stati Uniti e di Israele, e il nostro governo li sostiene. L’orrore dell’olocausto è accaduto perché non se ne sapeva nulla fino alla scoperta, alla fine della guerra. Oggi la situazione in Palestina, assieme ad altre guerre e ingiustizie, è visibile in tempo reale, ma purtroppo, il più delle volte, si tende a girare la testa dall’altra parte e a non prendere posizione. Secondo noi, sarebbe importante esprimere la propria opinione e fare qualcosa, ognuno con le proprie possibilità, per cercare di cambiare situazioni ormai allucinanti.

Com’è stato lavorare con Circus Punk per ‘Colla a Caldo’?
È stato un bellissimo incontro. Ci siamo conosciuti per caso a un concerto e ci hanno fatto ascoltare questo pezzo scritto da loro due. Conoscevano gli Africa Unite da tempo e c’era molta stima nei nostri confronti. A noi la canzone ci è sembrata molto bella sin dall’inizio. Dato che proviene dal mondo punk rock, abbiamo cercato di portarlo un po’ dalla nostra parte costruendoci sopra una che andasse nella direzione del reggae. Pensiamo che sia un brano molto riuscito.

Nel pezzo definite l’intelligenza artificiale come ‘superficiale’, perché?
Tutto ciò che è generato da una macchina manca di anima. Se tu ascolti un brano fatto con l’intelligenza artificiale, è assolutamente credibile dal punto di vista musicale e, a volte, anche dal punto di vista testuale, però capisci che è freddo. Manca quella vibrazione che ti tocca davvero. Magari poi si arriverà a un punto in cui l’intelligenza artificiale potrà, in qualche modo, sviluppare una sorta di emotività, così da suscitare anche emozioni. Ci spaventa il fatto di dover delegare qualcosa. La creatività deve essere una cosa che viene da dentro, nasce dal proprio vissuto, dal proprio sentire, dalla propria passione ed emozione. Non può essere delegata a un computer che, analizzando degli algoritmi, va a pescare sul web ciò che gli stai chiedendo.

Bunna e Madaski live. Foto: Sabrina Ferro

‘Giù il manganello e via la frusta’ cantate, la violenza sta diventando la prassi in un mondo sempre più sordo alle esigenze sociali. Qual è la direzione che dovremo prendere per invertire la rotta?
Bisogna essere tutti quanti consapevoli che la direzione che il mondo sta prendendo è quella della repressione e del controllo. Innanzitutto, è necessario prendere coscienza di ciò che sta succedendo e poi cercare in tutti i modi di porsi in modo antagonista, frequentando le manifestazioni e i cortei, che per la maggior parte delle volte sono pacifici, ma vengono strumentalizzati, sostenendo che siano finalizzati alla violenza. È importante che tutti quanti, insomma, prendano una posizione. Come diciamo in ‘Il Silenzio dell’Assenso’, non dire nulla significa anche un po’ essere colpevoli di ciò che ci circonda. Bisogna fare ciò che ci è permesso fare per tornare all’autodeterminazione e alla libertà personale, che sono cose assolutamente fondamentali.

Il ruolo del reggae nella società odierna è quindi quello di protestare.
Sì, prendere posizione per fare la differenza. Le masse sono fatte di individui ed è importante cominciare da se stessi per provare a cambiare le cose che non vanno. Contagiare il tuo amico spiegando cose che magari a lui non sono mai state spiegate e che non sono così chiare, e quindi cercare, con l’informazione e anche con l’attivismo, di cambiare una situazione molto pesante che stiamo vivendo sulla nostra pelle.

Cosa significa essere artisti schierati in un Paese che tende a oscurare o a criticare pesantemente la categoria?
Il sistema tende a oscurare e a non considerare gli artisti che portano avanti un discorso sociale, se non vogliamo dire politico. La musica, soprattutto negli ultimi anni, è sempre più vuota di contenuti e leggera, per ottenere un prodotto nazionalpopolare di notevole successo. La gente, il più delle volte, non vuole pensare e questo è un motivo in più per cercare di mantenere un’attitudine come la nostra. Noi abbiamo imparato da Bob Marley: nella sua musica cercava sempre di far passare messaggi, e noi cerchiamo di continuare a farlo. È importante schierarsi, perché è inutile fare del qualunquismo. Non porta da nessuna parte e ci fa sentire schiacciati e oppressi da una situazione più grande di noi.

Servono a qualcosa i live a sostegno di cause sociali?
Dipende dalla trasparenza degli organizzatori e bisogna informarsi bene su dove andranno a finire i soldi dei biglietti. Noi da anni supportiamo Music for Peace a Genova, un’organizzazione umanitaria che organizza due festival all’anno, in cui il biglietto viene pagato con beni di prima necessità. Il pubblico porta medicinali, alimenti e beni di prima necessità, che Music for Peace imballa in container e invia dove servono. In questo momento, sono in Cisgiordania e stanno distribuendo questi pacchi alla popolazione intorno a Gaza, perché nella città non è permesso entrare. Iniziative come queste vanno frequentate e supportate.

Di cosa parla Brand New Jacket, il brano in inglese di Nero su Nero?
Brand New Jacket racconta il fascismo che sta tornando in Italia e in Europa con tutte queste destre che, bene o male, stanno vincendo un po’ dappertutto. È semplicemente un fascismo che ha messo una giacca nuova per distogliere l’attenzione da ciò che è realmente. Bisogna stare attenti alle maschere che ci propongono e capire che non è quello che sembra.

Avete altri concerti in programma oltre a quello del Fiastrapalooza e a Pineto il 9 agosto?
A metà luglio arriverà il calendario aggiornato dei prossimi live.

Donatella Rosetti


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 redazione ascoli

Source link

Di