I “Conquistadores” della Remigrazione arrivano in Parlamento: depositate 150mila firme


Roma, 30 giu Alla fine le firme sono arrivate dove dovevano arrivare: alla Camera dei deputati. Il Comitato Remigrazione e Riconquista ha depositato oggi la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione, sostenuta da 150mila sottoscrizioni. Nessun assalto, nessuna tensione, nessuna scena di disordine pubblico: soltanto la consegna dei faldoni in una sede della Camera, secondo l’iter istituzionale previsto.

Dopo il corteo romano del 14 giugno, con oltre 10mila persone in piazza, la parola remigrazione compie così un ulteriore passaggio politico. Non più soltanto parola d’ordine, non più soltanto tema metapolitico o slogan da manifestazione, ma proposta di legge depositata formalmente in Parlamento. È questo il dato che resta della giornata, al netto delle polemiche e delle ricostruzioni dell’opposizione.

Il Comitato Remigrazione e riconquista depositano 150mila firme alla Camera

A rivendicarlo è stato Luca Marsella, portavoce del Comitato Remigrazione e Riconquista. “I parlamentari del Pd non ci sono”, ha dichiarato, aggiungendo: “Mi auguro che abbiano capito che non possono fermare la volontà del popolo italiano: non so se ieri era festa e stanno ancora a casa o perché fa troppo caldo. Non ci interessa, l’importante è che non ci stanno, hanno rinunciato a questa battaglia in nome di questo stantio antifascismo”. Il riferimento è chiaro: il 30 gennaio scorso la presentazione della proposta venne impedita da alcuni esponenti delle opposizioni, che occuparono la sala stampa della Camera per bloccare la conferenza del Comitato. Oggi, invece, la proposta è stata depositata. “Oggi entriamo in Parlamento, ci entriamo con le nostre facce, con 150mila firme. Nessuno ce lo poteva impedire, lo avevamo detto e oggi entriamo in Parlamento. Questa è la rivincita verso quelli che ci hanno impedito di farci fare la conferenza stampa il 30 gennaio”, ha detto Marsella.

Poi l’affondo, ancora più diretto, raccolto dall’Ansa: “Non c’erano neanche quelli del Pd, non c’era Fratoianni, non c’era Orfini, non c’era il Movimento 5 Stelle, si sono arresi. Oggi decretiamo la sconfitta dell’antifascismo. Siamo entrati in Parlamento, abbiamo portato le legge, la nostra proposta di legge e l’antifascismo oggi muore, finalmente! Ci siamo tolti dalle palle, dai coglioni l’antifascismo”.

La Remigrazione ora entra nell’iter parlamentare

Il passaggio parlamentare apre ora una questione politica precisa: chi, tra i partiti che parlano di immigrazione, sicurezza e identità, è disposto a sostenere davvero la proposta? Il Comitato non nasconde il bersaglio polemico: Roberto Vannacci, che sul tema della remigrazione ha costruito una parte crescente della propria comunicazione politica. “Affinità con Vannacci? Noi non crediamo ai salvatori della patria, ai generali, noi crediamo al popolo”, ha dichiarato Marsella. “Noi vogliamo essere una forza di popolo, avanguardia di questo popolo italiano che si sta svegliando e vuole rialzare la testa. Quindi chiunque poi prenda questa proposta di legge e la porti avanti per noi va bene. Però non siamo più abituati a credere alle parole”. A rincarare la dose è stato Salvatore Ferrara, vicepresidente del Comitato: “Visto che fa parole, oggi alle 12 noi stiamo servendo a Vannacci su un piatto d’argento una proposta di legge. La prenda, la discuta e la faccia approvare”. Marsella ha poi ricordato che Vannacci “al corteo a Roma non è venuto e la proposta di legge non mi pare l’abbia firmata”.

Ferrara ha liquidato anche l’annuncio di un libro del generale sul tema: “Ma chi se ne frega dei libri, gli italiani hanno paura a prendere i treni. È finito il tempo di parlare e di fare conferenze. Ormai il termine remigrazione è sulla bocca di tutti, è l’unica soluzione per risolvere questo urgentissimo problema, perché il problema più urgente che ha l’Italia oggi in questo momento è la sicurezza e l’immigrazione”. La formula di Marsella è secca: “Vannacci quindi è un bluff? Vedremo. Se prende domani la nostra proposta di legge, la tramuta in realtà non è un bluff, altrimenti lo è”. Il Comitato, ha precisato, non punta a “una poltrona o una carriera” e non è interessato “alle dinamiche del centrodestra, alle scissioni, eccetera”. L’obiettivo era portare la parola remigrazione nel dibattito pubblico e politico: “Ci siamo riusciti. Ora a noi interessa semplicemente che venga discussa la nostra proposta di legge”.

La reazione memorabile del Partito Democratico

Marsella ha poi chiarito che il Comitato non ha “interlocuzione con questo governo, né con alcun partito”, ma è pronto a parlare con chiunque voglia sostenere il testo senza snaturarlo. Anche “uno del Pd che casca dal letto la notte, sbatte la testa e si risveglia e capisce quali sono i problemi degli italiani”. Più realisticamente, ha indicato Fratelli d’Italia, Lega, il nuovo partito di Vannacci e Forza Italia, “se la smette di parlare di Ius soli”. La reazione del Pd non si è fatta attendere. Ouidad Bakkali ha replicato a Marsella rivendicando la presenza dei democratici in Parlamento e provando a ribaltare la narrazione della giornata: “No Marsella, c’eravamo eccome! Siete voi che non ci avete visto perché in Parlamento semplicemente non siete potuti entrare”. Poi l’attacco: “Noi eravamo in Parlamento a discutere di sicurezza sul lavoro, tema caro a milioni di italiani, mentre voi eravate gestiti dentro un recinto presidiato dalla polizia e dentro al quale avete potuto chiudere la pratica, consegnare i faldoni e tornare a casa al fresco”.

Bakkali ha ringraziato le forze dell’ordine e il servizio di sicurezza della Camera, sostenendo che il passaggio sia stato gestito “in modo ordinato e senza che si avvicinassero all’entrata di Montecitorio”. Poi l’epiteto destinato a restare: “conquistadores remigrazionisti”. Secondo la deputata dem, i promotori della proposta avrebbero usato le regole democratiche della “Costituzione antifascista” pur non riconoscendole. “C’è antifascismo anche laddove non pensate, ovunque, perché è nelle radici di questo Paese. Quindi no, non siete entrati nemmeno stavolta”, ha concluso.

Ora portare la Remigrazione in aula

Ma la replica del Pd conferma proprio il nervo scoperto. Dopo aver tentato di impedire la conferenza stampa di gennaio, oggi l’antifascismo parlamentare si consola raccontando il deposito di una proposta di legge come se fosse una pratica chiusa “al fresco” dentro un recinto. Il punto, però, resta un altro: 150mila firme sono state raccolte, la proposta è stata depositata e la remigrazione è entrata formalmente nel percorso istituzionale. I “conquistadores remigrazionisti”, come li chiama Bakkali, hanno ottenuto ciò che volevano: costringere tutti a prendere posizione. Da oggi la domanda non è più se si possa parlare di remigrazione. La domanda è chi avrà il coraggio politico di discuterla, sostenerla e portarla fino in fondo.

Vincenzo Monti




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