L’incontro tra il Magnifico Rettore Gianluigi Greco e il Presidente Giuseppe Riccardo Succurro rilancia il dialogo tra ricerca scientifica e patrimonio culturale, nel segno di una Calabria che riscopre la propria vocazione di terra di sapere e di civiltà.
Vi sono incontri che travalicano la dimensione della semplice visita istituzionale per assumere il valore di un segno dei tempi. È quanto accaduto nella mattina del 3 luglio all’Università della Calabria, dove il Magnifico Rettore, Professor Gianluigi Greco, ha ricevuto una delegazione del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti guidata dal Presidente, Professor Giuseppe Riccardo Succurro.
È stato l’incontro tra due istituzioni che rappresentano, ciascuna nel proprio ambito, autentiche eccellenze della Calabria. Da una parte l’Università della Calabria, uno dei più prestigiosi atenei del Mezzogiorno, riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la qualità della ricerca, della didattica e dell’innovazione. Dall’altra il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, punto di riferimento mondiale per gli studi su Gioacchino da Fiore, che da oltre quarant’anni promuove la ricerca scientifica, la pubblicazione delle fonti, il confronto internazionale e la diffusione del pensiero dell’abate florense.
Nel corso dell’incontro il professor Giuseppe Riccardo Succurro, accompagnato dai componenti dell’Assemblea Anna Loria, Giuseppe Barberio, Domenico Foglia e Francesco Oliverio, dopo aver portato i saluti del direttore del Comitato Scientifico, Professor Gian Luca Potestà, ha illustrato il lungo percorso del Centro Studi: la pubblicazione delle opere di e su Gioacchino da Fiore, l’organizzazione di congressi internazionali, seminari di studio e una costante attività di divulgazione rivolta alle scuole, alle associazioni e al territorio calabrese.
Il Magnifico Rettore Gianluigi Greco ha espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto dal Centro, riconoscendone il grande valore culturale e scientifico e manifestando piena disponibilità a costruire un rapporto ancora più organico tra l’Ateneo e il Centro Studi, nella prospettiva di future collaborazioni capaci di coniugare ricerca, alta formazione e valorizzazione del patrimonio culturale.
L’incontro appare quasi naturale se si osservano le finalità delle due istituzioni.
L’Università della Calabria è il luogo nel quale la conoscenza si rinnova quotidianamente attraverso la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e la formazione delle nuove generazioni. Il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, invece, custodisce e approfondisce il pensiero di Gioacchino da Fiore, una delle eredità intellettuali più feconde dell’Europa medievale, mantenendo vivo il dialogo con studiosi provenienti da tutto il mondo e facendo della memoria storica uno strumento di interpretazione del presente.
Le differenze, dunque, diventano complementarità. L’Università è naturalmente proiettata verso le frontiere del sapere contemporaneo; il Centro Studi custodisce una tradizione che continua ancora oggi a parlare al nostro tempo. Entrambe, tuttavia, condividono una medesima convinzione: che la conoscenza costituisca il principale motore dello sviluppo umano e civile.
È proprio questa comune vocazione che rende particolarmente significativo il dialogo avviato a Rende. Da una parte la ricerca che costruisce il futuro; dall’altra la memoria che dà profondità al presente. Due percorsi destinati a incontrarsi nella consapevolezza che innovazione e tradizione non sono realtà contrapposte, ma dimensioni che si alimentano reciprocamente.
L’incontro offre anche l’occasione per riflettere sul profilo dei suoi protagonisti.
Il Professor Gianluigi Greco rappresenta una delle personalità più autorevoli del panorama accademico italiano nel campo dell’informatica e dell’intelligenza artificiale. Alla guida dell’Università della Calabria ha consolidato il processo di internazionalizzazione dell’Ateneo, promuovendo una visione nella quale ricerca scientifica, innovazione e servizio al territorio costituiscono un unico progetto di crescita.
Il Professor Giuseppe Riccardo Succurro, storico e studioso, ha invece dedicato il proprio impegno alla valorizzazione del patrimonio gioachimita, contribuendo a rafforzare il prestigio internazionale del Centro Studi e a renderlo sempre più presente nella vita culturale della Calabria. Sotto la sua guida, il Centro ha saputo coniugare il rigore della ricerca con una intensa attività divulgativa, costruendo relazioni con università, istituzioni, scuole e associazioni.
Due percorsi differenti, ma accomunati dalla stessa idea di cultura: un patrimonio da conservare gelosamente e una realtà viva, da condividere, capace di generare crescita, responsabilità e speranza.
La visita si è conclusa con il dono, da parte del Presidente Succurro, di alcune pubblicazioni del Centro Studi al Magnifico Rettore. Un gesto semplice, ma altamente simbolico: il libro come ponte tra istituzioni, la ricerca come patrimonio comune, il sapere come linguaggio universale.
In un tempo in cui le università sono chiamate a dialogare sempre più intensamente con il territorio e le istituzioni culturali sono invitate ad aprirsi a nuove forme di collaborazione con il mondo della ricerca, l’incontro tra l’Università della Calabria e il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti assume un significato che va ben oltre la cronaca. Esso testimonia la possibilità di costruire una rete virtuosa tra chi produce nuova conoscenza e chi custodisce, interpreta e valorizza una delle più grandi eredità spirituali e culturali della storia europea.
La Calabria possiede un patrimonio umano, scientifico e culturale di straordinaria ricchezza. Troppo spesso questa ricchezza è rimasta in ombra, schiacciata da una narrazione che ha privilegiato le sue fragilità rispetto alle sue eccellenze. Eppure, quando istituzioni come l’Università della Calabria e il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti scelgono di incontrarsi, confrontarsi e progettare insieme, riaffiora l’immagine di una regione capace di essere protagonista del proprio destino.
La lezione di Gioacchino da Fiore insegna che la storia non è immobile, ma può aprirsi a stagioni nuove quando gli uomini sanno leggere il proprio tempo con intelligenza e speranza. È questo, forse, il messaggio più profondo che emerge dall’incontro di oggi: la convinzione che la conoscenza, la ricerca e la diffusione dei saperi siano gli strumenti più efficaci per costruire il futuro.
La speranza è che proprio dalla cultura, intesa come ricerca, educazione, memoria e innovazione, la Calabria possa trovare la forza di uscire definitivamente da quella condizione di marginalità che troppo spesso ne ha limitato le potenzialità, recuperando piena consapevolezza della propria identità e della propria vocazione storica. Perché questa terra è stata, nei secoli, una delle più feconde matrici di civiltà dell’intera Europa.
Nelle città della Magna Grecia fiorirono scuole filosofiche e scientifiche che segnarono il destino del pensiero occidentale. A Crotone Pitagora fondò una comunità destinata a rivoluzionare il modo di concepire il rapporto tra matematica, filosofia ed etica; a Locri Zaleuco diede vita a una delle più antiche codificazioni giuridiche del mondo greco; a Reggio operarono figure come Ibico, mentre da Sibari a Crotone si sviluppò una civiltà che contribuì in maniera decisiva alla formazione della cultura mediterranea.
Nel Medioevo quella straordinaria vocazione non si spense, ma trovò una delle sue espressioni più alte nella figura di Gioacchino da Fiore. Il suo pensiero, capace di oltrepassare i confini del suo tempo, influenzò teologi, filosofi, letterati e riformatori europei, lasciando un’impronta profonda nella storia della spiritualità e della cultura dell’Occidente. Ancora oggi la sua opera continua a essere oggetto di studi internazionali grazie all’impegno del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti.
Ritrovare questa consapevolezza significa comprendere che il futuro nasce dalla capacità di trasformare l’eredità del passato in progetto. Se l’Università della Calabria rappresenta il luogo nel quale si costruisce il sapere del domani e il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti custodisce una memoria che continua a interrogare il presente, il loro dialogo diventa il simbolo di una Calabria che torna a riconoscersi nella sua più autentica vocazione: essere terra di pensiero, di ricerca, di incontro fra le culture e di civiltà. È dalla conoscenza condivisa, dalla diffusione dei saperi e dalla collaborazione fra istituzioni che può nascere una nuova stagione di protagonismo per una regione che, quando ha saputo esprimere il meglio di sé, non è mai stata periferia della storia, ma uno dei suoi centri propulsori.

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Anna Maria Ventura
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