Nella
giornata odierna, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della
Guardia di Finanza di Matera hanno dato esecuzione a un’ordinanza di
applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le indagini
preliminari presso il Tribunale di Matera, su richiesta della Procura della
Repubblica di Matera. Lo ha reso noto la stessa Procura in un comunicato stampa
a firma del procuratore Alessio Coccioli. Comunicato che pubblichiamo in forma
integrale.
Il
provvedimento cautelare interviene nell’ambito di un procedimento penale
relativo a una serie di condotte di acquisto, detenzione, confezionamento e
cessione di sostanze stupefacenti, principalmente hashish e cocaina, che,
secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal G.I.P. ai soli fini cautelari,
sarebbero state poste in essere nel territorio materano da più soggetti, con
modalità reiterate e in diversi contesti cittadini.
La
diffusione del presente comunicato è giustificata dalla sussistenza di uno
specifico interesse pubblico alla conoscenza della notizia, avuto riguardo alla
natura dei reati per cui si procede, alla pluralità delle condotte contestate,
al numero dei soggetti coinvolti, alla diffusività del fenomeno dello spaccio
di sostanze stupefacenti nel territorio cittadino e alla esigenza di assicurare
una corretta informazione sull ‘attività istituzionale svolta dall ‘ autorità
giudiziaria e dalla polizia giudiziaria.
La
comunicazione viene effettuata nel rispetto dei principi di essenzialità,
continenza e proporzione dell’informazione, nonché della presunzione di non
colpevolezza degli indagati. Le contestazioni, infatti, costituiscono ipotesi
accusatorie formulate nella fase delle indagini preliminari e valutate dal
Giudice esclusivamente ai fini dell’ applicazione delle misure cautelari
personali.
L’ordinanza
riguarda un procedimento complessivamente iscritto nei confronti di quindici
persone. All’esito della valutazione cautelare, il G.I.P. ha disposto misure
personali nei confronti di sette indagati.
In
particolare, sono stati disposti:
—
gli arresti domiciliari nei confronti di quattro indagati;
I ‘obbligo di dimora nel comune di residenza,
con obbligo di presentazione quotidiana alla Guardia di Finanza
territorialmente competente, nei confronti di altri tre indagati.
Il
procedimento penale riguarda, tuttavia, anche la posizione di ulteriori otto indagati,
non destinatari di misura cautelare personale in questa fase. Nei loro
confronti il procedimento prosegue nelle forme ordinarie, restando fermo che
anche tali contestazioni costituiscono mere ipotesi accusatorie formulate allo
stato degli atti e soggette alle successive verifiche processuali. Per tutti
gli indagati, destinatari e non destinatari di misura cautelare, vale la
presunzione di non colpevolezza sino a eventuale sentenza definitiva di
condanna.
Le
indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera e svolte dal
Nucleo di Polizia
Economico-Finanziaria
della Guardia di Finanza, hanno consentito di ricostruire, allo stato degli
atti, una
pluralità di episodi di spaccio, approvvigionamento e detenzione a fini di
cessione di sostanze stupefacenti, in un arco temporale significativo e con
modalità ritenute dal G.I.P. indicative di una stabile operatività nel mercato
locale degli stupefacenti. Tali elementi risultano dall’ordinanza cautelare
allegata al procedimento.
Secondo
la ricostruzione accusatoria, alcune delle condotte sarebbero state
caratterizzate da una suddivisione di ruoli tra i soggetti coinvolti: taluni
avrebbero operato come fornitori o punti di approvvigionamento, altri come
custodi, intermediari, addetti al confezionamento o incaricati della
distribuzione agli acquirenti finali.
Le
attività investigative hanno inoltre documentato, secondo quanto ritenuto dal
G.I.P. nell’ordinanza, l’utilizzo di applicazioni di messaggistica, anche con
modalità comunicative criptiche, l’impiego di espressioni convenzionali per
indicare le sostanze stupefacenti e I ‘individuazione di luoghi di incontro e
consegna in varie zone della città.
In
più episodi, le cessioni contestate avrebbero riguardato quantitativi
frazionati di hashish destinati allo spaccio al dettaglio; in altri casi,
l’ipotesi accusatoria concerne approvvigionamenti di maggior rilievo, anche di
cocaina, destinati alla successiva distribuzione a terzi.
Il
provvedimento cautelare valorizza, tra gli altri elementi, il numero degli
episodi contestati, la ripetitività delle condotte, le modalità operative
ritenute consolidate, l’utilizzo di contatti stabili con fornitori e
acquirenti, nonché il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie.
In
alcuni casi, le condotte sarebbero state commesse in contesti frequentati da
giovani o comunque alla presenza di soggetti minorenni, circostanza che è stata
oggetto di specifica valutazione nell ‘ ambito dell ‘ordinanza cautelare.
Il
G.I.P., nel disporre le misure, ha ritenuto sussistenti gravi indizi di
colpevolezza e concrete esigenze cautelari limitatamente alle posizioni dei
sette indagati destinatari delle misure personali, graduando le misure in
relazione al ruolo attribuito a ciascuno, ai precedenti, alla natura delle
condotte contestate e al pericolo di reiterazione.
Per
quattro indagati è stata ritenuta adeguata la misura degli arresti domiciliari,
anche al fine di evitare ulteriori contatti con acquirenti o altri soggetti
inseriti nel medesimo circuito illecito. Per altri tre indagati, ritenuti
incensurati e destinatari di una valutazione cautelare meno intensa, è stata
applicata la misura dell ‘obbligo di dimora, accompagnata dall ‘obbligo di
presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
L’ordinanza
è stata emessa nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni
formulate costituiscono ipotesi accusatorie sottoposte al vaglio del giudice ai
soli fini cautelari.
Per
tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza sino a eventuale
sentenza definitiva di condanna.
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Filippo Mele
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