Turismo, la sfida di Cosenza nella Calabria del boom: innovazione e “rete” per superare falle e ritardi


COSENZA «Se non avessi trovato per strada un benefattore che mi accompagnasse in stazione in auto avrei perso il treno, altro che città europea!»: il paese reale, quello che vive, si muove (e spende) fuori dalle classifiche rilanciate dalle testate nazionali lo trovi di mattina a Vaglio Lise. Una pendolare – o visitatrice, o turista ma il ruolo non cambia di una virgola la sostanza del messaggio – s’interroga, trolley al seguito, con il cronista sul “paradosso di Cosenza”, quello di una città sempre più ricettiva negli ultimi anni, con B&b che vanno riempiendosi da tutta Italia (e oltre) e non solo nelle date comandate eppure con collegamenti interni (centro città-stazione dei treni) ed esterni (Vaglio Lise-Paola e viceversa) non proprio all’altezza della situazione.
Sono le due facce del turismo a Cosenza, città bifronte dove non esistono info-point, bagni pubblici e persino souvenir… non che manchino i simboli: il castello svevo, Telesio, il Rendano, la confluenza che poche altre città d’Italia possono vantare per citare i primi che vengono in mente. 

Miraggio taxi e bus inadeguati

Se i taxi sono poco più di un miraggio tanto nel capoluogo quanto nello scalo della città del Santo, le corse Amaco (società in crisi perenne) sono un terno al lotto e resta una chimera anche un servizio navetta che, visti i numeri dei fruitori della futuribile quando decadente stazione disegnata da Nervi, proprio inutilizzato non resterebbe. Ma tant’è: è un triste monito anche il precedente del servizio AlVolo che fino a qualche anno fa rendeva più agevole il collegamento tra il capoluogo bruzio e l’aeroporto di Lamezia Terme. Tutto questo aspettando UberX.

La desolazione in due video

Esiste su Youtube un video del cantautore Peppe Voltarelli che racconta meglio di tante altre analisi la stazione di Vaglio Lise (va aggiornata solo la presenza del posto di polizia, tornato attivo dopo anni di assenza) ma di recente ha totalizzato migliaia di visualizzazioni anche un reel dell’attore cosentino Ernesto Orrico che segnala la presenza di un ingombrante albero nel mezzo del già ostico passaggio pedonale che da Vaglio Lise conduce a via Popilia attraverso l’attraversamento thriller – tanto più al buio – del semaforo sulla statale Paola-Crotone.  
Ma posto che un ipotetico turista su rotaie arrivi incolume in centro città, il suo soggiorno non sarebbe dei più agevoli: in un recente incontro a Palazzo dei Bruzi tra operatori e giunta, i primi – per bocca dell’albergatore William Lo Celso e della guida William Gatto – hanno chiesto più malleabilità dei cosentini stessi, soprattutto più formazione per le risorse umane e più visibilità del brand Cosenza nelle fiere internazionali, senza dimenticare l’attenzione per i turisti con disabilità. Domenico Lo Duca (Confcommercio) ha ricordato proprio i disagi legati ai trasporti e ha invitato a ragionare in un’ottica di area urbana metropolitana e non semplicemente di città metropolitana.

Franz Caruso: «Basta spontaneismo»

Era l’occasione in cui si presentava il progetto Cosenza Connect ridisegnando il nuovo corso del turismo culturale bruzio e Franz Caruso aveva annuito ascoltando i dubbi di chi vive il (e del) comparto dal di dentro: «Basta spontaneismo – ha concordato il sindaco —, anche nell’ offerta turistica bisogna affidarsi ai professionisti del settore, la formazione professionale serve anche nell’accoglienza». All’orizzonte l’albergo 5 stelle superior su via Popilia e l’acquisizione dell’ex Hotel Centrale («Non ci sorgerà un palazzo» ha assicurato Caruso), che si uniranno alla rete di B&b in continua crescita. Sul nodo trasporti il ragionamento del sindaco è netto: «Non abbiamo competenze ma stiamo intervenendo, se Occhiuto definanzia l’Alta Velocità ferroviaria noi abbiamo puntato sull’ambito dei trasporti, unico in Calabria, con Rende e Castrolibero, più di recente sul Brt – Bus Rapid Transit con 8 milioni su 30 già finanziati. Ma se la nostra politica dei 15 minuti si scontra con i 45 per arrivare da fuori è tutto inutile…».


La destagionalizzazione possibile

Certo, al netto di tutti gli impedimenti il momento per la Calabria è propizio e bisognerebbe mettersi subito in scia non solo nelle mete turistiche più note: nelle stesse ore in cui il Viminale certificava il boom del turismo in Calabria – nel primo semestre 2026 +10% negli arrivi e +23% nelle presenze straniere —, ilSole24Ore riportava il dato di Tropea tra le new entry delle Destinazioni Top 2026 secondo l’Osservatorio Jfc, al pari di Viareggio, Porto Cesareo, Alassio e Taormina; è noto che da anni la perla della Costa degli Dei accoglie turisti da tutto il mondo da aprile a novembre, una sorta di San Vito Lo Capo calabra. 
A proposito di destagionalizzazione anche tra Crati e Busento e in generale tra le due coste e i due Parchi nazionali del Cosentino: non resta che aspettare e sperare proprio in CosenzaConnect, il progetto – varo previsto entro fine anno – dei pacchetti dedicati per rendere il territorio una destinazione turistica tutto l’anno: un soggetto pubblico-privato con gli operatori del settore che punta su Mab e centro storico come elementi nodali in un sistema che abbracci Sila e Pollino, Jonio e Tirreno. Magari la domanda (auspicabilmente) in crescita aumenterà la qualità dell’offerta: e come in un effetto domino vedremo finalmente migliorare trasporti e ricettività. (euf)

Nella foto una delle opere del Museo all’aperto Bilotti (Mab) sull’isola pedonale di Cosenza

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 Redazione Corriere

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