Riaperti i termini per presentare le candidature relative all’avviso pubblico del 26 novembre 2025, adottato in attuazione del DM 21 novembre 2025, n. 229, che ha previsto 223,7 milioni di euro per l’adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici pubblici destinati all’attività.
Con l’avviso del 16 marzo 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha fissato la nuova scadenza alle ore 15 del 30 marzo 2026.
Le candidature presentate con la riapertura saranno finanziate nei limiti delle risorse residue disponibili, con priorità a quelle già pervenute entro il 15 dicembre 2025 e non finanziate.
Il perimetro della misura resta quello già definito dal decreto ministeriale e dall’avviso originario.
Cosa prevede il piano per l’edilizia scolastica
Il piano riguarda gli edifici pubblici adibiti a uso scolastico del primo e del secondo ciclo di istruzione e si colloca nella Missione 4, Componente 1, Investimento 3.3 del PNRR.
Le risorse sono destinate per il 70% agli interventi di adeguamento alla normativa antincendio e per il restante 30% agli interventi urgenti di messa in sicurezza, tenendo conto che una quota minima del 40% è riservata agli enti locali del Mezzogiorno.
Sono finanziabili esclusivamente gli interventi di adeguamento alle norme di prevenzione e protezione incendi richiamate dall’avviso, dai D.M. del 26 agosto 1992 e D.M. del 7 agosto 2017 al d.P.R. 151/2011 e al Codice di prevenzione incendi di cui al DM 3 agosto 2015, oltre agli interventi urgenti di messa in sicurezza.
Nello specifico, i fondi sono orientati a:
- adeguamento alla normativa antincendio, con opere necessarie a rendere gli edifici conformi alle disposizioni vigenti in materia di prevenzione e protezione incendi;
- interventi urgenti di messa in sicurezza, finalizzati a ripristinare condizioni adeguate di sicurezza e fruibilità degli edifici scolastici;
- interventi mirati su criticità puntuali, da candidare secondo le tipologie ammesse dall’avviso e nel rispetto dei criteri di ammissibilità e valutazione previsti dal bando.
Chi può partecipare e quali edifici sono ammissibili
Possono presentare candidatura Comuni, Città metropolitane, Province, comprese quelle autonome di Trento e Bolzano, enti di decentramento regionale, liberi consorzi comunali e, per gli immobili di propria competenza, anche la Regione Valle d’Aosta.
Le candidature devono riguardare edifici pubblici scolastici censiti nel Sistema nazionale dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica (SNAES) e risultanti nello stato “attivo” o “non agibile”.
L’avviso indica anche un limite al numero di proposte presentabili: in via ordinaria ogni ente locale può candidare fino ad un massimo di 3 interventi, che diventano 6 per i Comuni capoluogo di provincia e fino a 10 per Province, Città metropolitane, enti di decentramento regionale, liberi consorzi comunali, Comuni capoluogo delle aree metropolitane e Regione Valle d’Aosta.
Restano invece escluse le candidature riferite a edifici non censiti nello SNAES, a interventi già avviati o già finanziati per le stesse finalità, oppure a opere che configurano un doppio finanziamento.
Contributi, spese finanziabili e tempi di attuazione
Il contributo massimo richiedibile arriva a 500 mila euro sia per l’adeguamento antincendio sia per la messa in sicurezza, ma l’importo varia in base alla dimensione del plesso:
- per l’adeguamento antincendio i massimali sono articolati in sette fasce, da 50 mila euro per gli edifici fino a 100 occupanti a 500 mila euro per quelli oltre i 1.200 occupanti;
- per gli interventi urgenti di messa in sicurezza le fasce sono cinque, da 100 mila euro per gli edifici fino a 100 studenti a 500 mila euro per quelli oltre i 1.000 studenti;
- per gli edifici dichiarati inagibili, invece, si terrà conto del numero di studentesse e studenti che saranno ospitati dopo l’intervento.
L’avviso lega l’entità del contributo alla dimensione effettiva del plesso e al suo carico d’uso.
Sul piano economico, almeno il 60% del contributo deve essere destinato alla voce lavori; per gli interventi antincendio almeno l’80% di tale quota deve riguardare opere strettamente connesse all’adeguamento, mentre per la messa in sicurezza almeno il 50% del contributo deve finanziare opere coerenti con la tipologia di intervento dichiarata.
Sono ammesse le spese del quadro economico previste dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), mentre restano escluse le spese per espropri, acquisto di terreni o fabbricati, arredi, traslochi, strutture temporanee, opere non pertinenti e impianti alimentati da combustibili fossili.
Per quanto riguarda i tempi, non cambia nulla rispetto a quanto stabilito con il DM e l’avviso originario: i lavori dovranno essere appaltati e aggiudicati entro il 30 aprile 2026 per poi essere conclusi entro il 31 dicembre 2026.
È un elemento centrale della misura, perché spinge gli enti locali a candidare interventi già maturi.
Come vengono valutate le candidature
La selezione avviene sulla base di criteri differenziati a seconda che si tratti di antincendio o di messa in sicurezza, ma la logica è comune: priorità agli edifici più esposti sotto il profilo del rischio, quelli più vetusti e i progetti con maggiore grado di maturità sotto il profilo tecnico e amministrativo, con un livello di definizione progettuale compatibile con una rapida cantierizzazione.
Per l’antincendio pesano, tra gli altri fattori, il numero di occupanti, il livello di progettazione approvato, l’età dell’edificio, la presenza di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi prive di SCIA o CPI validi e la localizzazione in aree interne, montane o insulari.
Per gli interventi urgenti di messa in sicurezza, invece, il punteggio considera il numero di studenti coinvolti, il livello di progettazione, la vetustà dell’edificio, l’eventuale condizione di inagibilità o chiusura formalmente documentata e la tipologia di intervento proposto, con priorità maggiore alle opere che incidono direttamente sulla fruibilità e sul diritto allo studio.
Solo in caso di parità nel punteggio, prevale la domanda presentata per prima.
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Nicola Damato
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