CliCAlp, la sfida della comunicazione ambientale nell’area alpina


Promuovere adattamento al cambiamento climatico, prevenzione dei rischi naturali e resilienza territoriale attraverso approcci di tipo ecosistemico. Sono questi i principali obiettivi del progetto CliCAlp, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg Alcotra Italia-Francia. Sviluppato in collaborazione tra l’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale e la rete euro-mediterranea Volubilis, l’iniziativa si sviluppa su un arco temporale di 18 mesi. Il progetto interviene in un contesto geografico ben definito, che unisce i territori francesi delle Hautes-Alpes e delle Alpes de Haute-Provence alla Provincia di Cuneo sul versante italiano, aree accomunate da simili caratteristiche ambientali e vulnerabilità climatiche.

CliCAlp

Di fronte alla crescente incidenza dei rischi climatici per la popolazione e alla diffusa frammentazione nell’accesso alle informazioni e alle buone pratiche, CliCAlp si propone di centralizzare i dati integrati, formare i professionisti per una comunicazione più efficace e superare lo scarso coinvolgimento della società civile nei percorsi di adattamento.

Proprio per esplorare i punti qualificanti del progetto, i risultati finora raggiunti e le prospettive future, Canale Energia ha intervistato la referente Giulia Mazzanti.


Il progetto unisce territori italiani e francesi che condividono vulnerabilità climatiche simili. Quali sono stati i maggiori punti di forza nel far cooperare attori provenienti da contesti amministrativi e culturali diversi per un obiettivo comune?

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Giulia Mazzanti, referente di CliCAlp.

La cooperazione transfrontaliera rappresenta uno degli elementi centrali del progetto CliCAlp. La rete è stata lanciata ufficialmente il 6 maggio ed è attualmente in fase di costituzione. È emerso con chiarezza il valore aggiunto del mettere in dialogo territori italiani e francesi che condividono vulnerabilità climatiche molto simili, pur appartenendo a contesti amministrativi, istituzionali e culturali differenti.

Uno dei principali punti di forza di questo approccio è la possibilità di ampliare significativamente il patrimonio di competenze coinvolte. Mettere in rete giornalisti, tecnici, amministratori, esperti del territorio e rappresentanti della società civile provenienti da aree diverse consente infatti di confrontare esperienze, metodologie e strumenti maturati in contesti differenti ma accomunati dagli stessi rischi climatici e naturali. Questo permette non solo uno scambio continuo di buone pratiche, ma anche la costruzione di una visione integrata e condivisa delle strategie di adattamento e prevenzione.

Il confronto transfrontaliero si è dimostrato utile anche nell’implementazione delle attività progettuali. Lavorare insieme ha consentito di integrare temi e prospettive differenti. Ciò ha permesso di arricchire i contenuti e favorendo una lettura più ampia delle problematiche climatiche che interessano l’area alpina e prealpina. In molti casi, ha permesso di elaborare proposte più complete e di diffondere le informazioni più efficacemente.

Quali altri aspetti importanti?

Un altro aspetto importante riguarda la capacità di fare fronte comune su temi strategici, come la qualità della comunicazione climatica, la prevenzione dei rischi naturali e il contrasto alla disinformazione ambientale. I fenomeni climatici non conoscono confini amministrativi e richiedono approcci coordinati. Costruire una rete stabile tra territori confinanti significa rafforzare la capacità collettiva di risposta e la resilienza delle comunità locali.

Infine, la dimensione transfrontaliera apre la possibilità di sviluppare nuove progettualità condivise, creando connessioni durature tra soggetti che spesso operano separatamente pur affrontando sfide comuni.


Tra le motivazioni alla base di CliCAlp, viene evidenziata la frammentazione e il difficile accesso alle informazioni ambientali e alle buone pratiche. In che modo lo strumento della piattaforma informativa si propone di centralizzare queste risorse e renderle concretamente accessibili sia ai professionisti che ai cittadini?

Uno degli obiettivi principali di CliCAlp è proprio quello di superare la frammentazione delle informazioni ambientali e rendere più accessibili conoscenze, strumenti e buone pratiche che oggi spesso risultano dispersi tra enti, territori e soggetti diversi. La piattaforma digitale CliCAlp risponde a questa esigenza. È stata progettata come uno spazio dinamico e ampliabile nel tempo, capace di raccogliere in un unico contenitore contenuti scientifici, testimonianze locali, materiali divulgativi e strumenti rivolti a diversi target di utenza. Il proposito è quello di creare un punto di accesso semplice e affidabile alle informazioni sui cambiamenti climatici e sui rischi naturali nell’area transfrontaliera alpina.

Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità e alla facilità di utilizzo. La piattaforma è stata pensata con un approccio user friendly, proprio per permettere anche a chi non possiede competenze tecniche specifiche di orientarsi facilmente tra i contenuti e avvicinarsi alle tematiche climatiche in modo chiaro e comprensibile. All’interno del portale sono presenti sezioni multimediali che valorizzano il contributo delle diverse figure professionali ed esperti coinvolti nella rete: giornalisti, tecnici, geologi, architetti, rappresentanti delle istituzioni e membri della società civile. L’utilizzo di contenuti visuali permette di rendere i temi climatici più accessibili per avvicinarli all’esperienza quotidiana delle comunità locali.

Altro elemento importante è la presenza di una sezione Faq organizzata per categorie di utenti. È pensata per accompagnare cittadini, professionisti e stakeholder territoriali nell’approfondimento delle principali questioni legate al clima, ai rischi naturali e alle strategie di adattamento. L’obiettivo è tradurre fenomeni globali in impatti e problematiche locali facilmente comprensibili.

La piattaforma, inoltre, è concepita come uno spazio in continua evoluzione. Sarà mantenuta e aggiornata negli anni a venire, con la possibilità di integrare nuove sezioni dedicate, ad esempio, alla didattica, alla formazione specialistica e all’aggiornamento delle competenze professionali in ambiti specifici legati alla comunicazione climatica, alla prevenzione dei rischi e alla resilienza e adattamento territoriale.

In questo senso, CliCAlp vuole diventare non solo un archivio di informazioni, ma una vera infrastruttura di conoscenza condivisa e cooperazione transfrontaliera, capace di mettere in connessione competenze, esperienze e comunità diverse attorno a una sfida comune.


La rete è composta da figure eterogenee, tra cui giornalisti, tecnici del territorio e ambasciatori locali. Quali strategie state adottando, ad esempio tramite i corsi accreditati o i webinar, per stimolare i professionisti dell’informazione a superare la complessità del tema e garantire una comunicazione climatica che sia al tempo stesso scientificamente accurata e comprensibile al pubblico?

Uno degli obiettivi centrali di CliCAlp è rafforzare la capacità dei professionisti dell’informazione di affrontare i temi legati al clima in modo rigoroso ma accessibile. Per questo il progetto ha sviluppato attività formative e momenti di confronto interdisciplinare tra mondo scientifico, tecnico e comunicativo, proseguendo un percorso che la nostra associazione porta avanti da anni. Nell’ambito del progetto, abbiamo realizzato tre appuntamenti formativi accreditati dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, mettendo a disposizione contenuti e strumenti concreti per migliorare il racconto della crisi climatica. I materiali sono disponibili anche in lingua francese sulla piattaforma CliCAlp e sul canale YouTube del progetto, per favorire una diffusione transfrontaliera di concetti e conoscenze.

Nell’ambito del ciclo di webinar proposti, è stato approfondito il ruolo dei media nel racconto della crisi climatica. In particolare, analizzando come superare una comunicazione basata sull’emergenza e costruire invece linguaggi capaci di generare consapevolezza, comprensione e orientamento alle soluzioni. Sul versante francese, gli incontri tecnici sono stati aperti ai professionisti della comunicazione fin dalle prime fasi del progetto. Questo nell’ottica di proporre uno spazio di incontro e confronto capace di attivare sinergie e contatti diretti tra professionisti.

Qual è il valore aggiunto di questo approccio?

Questo approccio permette di comprendere meglio le esigenze e costruire strumenti comunicativi più efficaci e condivisi. Sono già in progettazione nuovi incontri di approfondimento online e la rete accoglie proposte e candidature sui temi da sviluppare nei prossimi mesi.

Accanto alla formazione specialistica, il progetto ha promosso eventi pubblici di divulgazione rivolti alla cittadinanza e di dialogo tra tecnici, ricercatori e giornalisti. Ne sono un esempio gli incontri sul clima organizzati ad Alba nel maggio 2025 e il Premio AICA dedicato alla categoria Comunicare il cambiamento climatico nei territori Alcotra, nato per valorizzare buone pratiche di comunicazione locale.

Webinar, corsi e strumenti digitali continueranno a rappresentare uno degli elementi chiave, con l’obiettivo di costruire una comunità professionale sempre più preparata nel raccontareil cambiamento climatico in modo corretto, comprensibile e vicino ai territori.


Il progetto si pone l’obiettivo, tra gli altri, quello di superare alcune criticità sociali come, ad esempio, la scarsa informazione ai cittadini e un limitato coinvolgimento nei percorsi di resilienza. Guardando alle iniziative già realizzate, quali riscontri avete avuto e come pensa che la campagna informativa multilivello possa accelerare e consolidare questa partecipazione attiva?

Dalle attività già realizzate è emerso un buon livello di partecipazione agli eventi pubblici e agli incontri divulgativi. In diversi casi cittadini, associazioni e professionisti hanno richiesto di essere informati sul progredire delle attività della rete e di ricevere aggiornamenti sui temi affrontati, evidenziando l’esigenza di informazioni chiare, affidabili e legate al territorio. Abbiamo osservato che il coinvolgimento aumenta quando i temi climatici vengono collegati agli impatti concreti che interessano direttamente le comunità locali. L’utilizzo di esempi territoriali, esperienze e testimonianze contribuisce infatti a rendere questi temi più comprensibili e vicini alla vita quotidiana delle persone.

La campagna informativa multilivello è stata progettata per rafforzare questa partecipazione attraverso strumenti diversi e complementari. Eventi pubblici, webinar, contenuti multimediali, piattaforma digitale, social network e momenti di confronto tra cittadini, tecnici e professionisti dell’informazione.

Un elemento importante è anche la continuità della comunicazione. Spesso il tema climatico viene affrontato prevalentemente nelle fasi emergenziali. CliCAlp intende invece promuovere un’informazione più continuativa e accessibile così da sostenere una partecipazione più consapevole ai percorsi di adattamento e resilienza territoriale.

L’adesione alla rete avviene in modo volontario attraverso una dichiarazione d’intenti, offrendo ai membri l’opportunità di scambiare buone pratiche e proporre nuovi progetti sul territorio.

Con la conclusione della prima fase del progetto, prevista per agosto 2026, quali sono i prossimi passi per garantire che questa rete continui a crescere in autonomia e a supportare le decisioni politiche e territoriali sulla prevenzione dei rischi climatici?

Con la conclusione della fase progettuale finanziata dal Programma Interreg Alcotra Italia-Francia, l’obiettivo sarà consolidare CliCAlp come uno spazio stabile di confronto, collaborazione e aggiornamento tra gli aderenti. Un primo passo sarà proseguire nella raccolta delle adesioni e mappare le competenze rappresentate nella rete. In base ai profili e agli interessi dei membri, intendiamo sviluppare una programmazione condivisa di incontri, webinar e momenti di approfondimento sui temi della comunicazione climatica, della prevenzione dei rischi naturali e della resilienza territoriale. Per costruire attività utili e coerenti con le esigenze dei partecipanti e dei territori.


Un altro elemento centrale sarà il continuo aggiornamento della piattaforma CliCAlp.eu, concepita come uno spazio collaborativo in evoluzione. I professionisti coinvolti potranno contribuire con dati, testimonianze, buone pratiche e contenuti specialistici. Così sarà rafforzando il ruolo della piattaforma come punto di riferimento transfrontaliero sui temi climatici. La rete continuerà inoltre a favorire il dialogo tra giornalisti, tecnici, amministratori, ricercatori e rappresentanti della società civile, sostenendo la condivisione delle conoscenze e il rafforzamento delle competenze. Parallelamente, sarà importante lavorare alla ricerca di nuove opportunità di finanziamento per dare continuità ed estendere le attività avviate.

La crescita futura della rete dipenderà soprattutto dalla partecipazione attiva dei membri e dalla capacità di sviluppare collaborazioni e progettualità comuni sui territori.

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 Massimo Boddi

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