Nella mattinata del 7 giugno è stata depositata la redazione finale della perizia psichiatrica, comprensiva anche delle controdeduzioni alle osservazioni presentate dai consulenti nominati dalla difesa della famiglia del bosco. A comunicarlo è stato lo stesso avvocato Simone Pillon, legale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. La documentazione rappresenta uno degli ultimi passaggi del procedimento davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, chiamato a decidere sul futuro della famiglia che potrebbe ricongiungersi, o rimanere separata, entro fine giugno, inizio luglio. Secondo indiscrezioni nel documento si leggerebbe che le risposte ai test psicologici dei due genitori sarebbero state “non autentiche, orientate a dare di sé una buona immagine”.
Famiglia nel bosco, depositata l’ultima consulenza
La relazione finale è stata redatta dalla psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnica d’ufficio nominata dal tribunale.
Contiene le risposte alle contestazioni avanzate dalla controperizia predisposta dal professor Tonino Cantelmi e dalla psicologa Simona Aiello.
Secondo quanto riportato da La Repubblica, il documento confermerebbe sostanzialmente le conclusioni già espresse nella prima consulenza e ribadirebbe la validità del lavoro svolto nel corso dei mesi di valutazione della famiglia.
Le professioniste incaricate dal tribunale avrebbero sottolineato di aver operato nel rispetto dei criteri scientifici e metodologici richiesti e avrebbero ricordato che il loro elaborato rappresenta uno degli elementi principali sui quali i giudici baseranno le future decisioni.
La risposta dei consulenti sulle critiche
Come riporta La Repubblica, una parte della relazione sarebbe dedicata alle critiche avanzate dalla difesa riguardo alle competenze professionali delle consulenti.
Nel documento verrebbe evidenziato che la dottoressa Ceccoli è iscritta all’albo dei consulenti tecnici d’ufficio e collabora con i tribunali dal 2010, avendo ricevuto decine di incarichi che hanno riguardato anche minori e soggetti in età evolutiva.
La consulenza richiamerebbe inoltre il percorso professionale della psicologa Valentina Garrapetta, incaricata della somministrazione dei test psicologici durante gli incontri svolti all’Aquila e a Vasto.
La relazione evidenzierebbe il possesso della laurea magistrale in Psicologia e di una specializzazione in psicologia giuridica e forense.
La presunta mancanza di imparzialità
Nel documento verrebbe affrontato anche il tema della presunta mancanza di imparzialità contestata dalla difesa.
Le consulenti avrebbero ricordato che il giudice Roberto Ferrari aveva già respinto una precedente richiesta di ricusazione.
La Repubblica riporta che nella relazione si leggerebbe che “la Ctu ha operato in maniera neutrale, in scienza e coscienza, senza alcun pregiudizio nei confronti della coppia genitoriale”.
La consulenza ribadisce inoltre che le valutazioni non sono state costruite esclusivamente sui test psicodiagnostici, ma integrate con colloqui clinici, raccolta anamnestica e ulteriori elementi documentali.
Secondo le esperte, la convergenza di dati provenienti da differenti fonti rappresenterebbe uno degli elementi che rafforzano l’attendibilità delle conclusioni raggiunte.
Le risposte dei genitori ai test
Uno dei punti più rilevanti contenuti nella relazione riguarderebbe i risultati dei test psicologici sottoposti ai due genitori.
Secondo quanto emergerebbe dal documento, i questionari “vero-falso” sono stati somministrati nella versione in lingua inglese, proprio per evitare possibili ostacoli linguistici.
La consulenza sostiene che i risultati ottenuti indicherebbero come i soggetti abbiano fornito “risposte non autentiche”, cercando invece di presentarsi sotto una luce favorevole.
Per questo motivo, secondo le consulenti, le contestazioni relative alla conoscenza della lingua da parte della psicologa non avrebbero inciso sulla validità delle prove.
Quando ci sarà il possibile rientro in famiglia dei bambini
Secondo la consulenza, alcune fragilità e immaturità neuropsicologiche rilevate nei minori sarebbero antecedenti al loro inserimento nella struttura protetta e non riconducibili al periodo trascorso lontano dai genitori.
Nel documento viene comunque espresso l’auspicio che possano essere create “quanto prima le condizioni necessarie per un rientro a casa dei bambini compatibile con il loro benessere”.
Le consulenti avrebbero precisato inoltre che l’oggetto della valutazione non riguarda lo stile di vita scelto dai genitori in sé, ma l’eventuale impatto che determinate scelte educative possono avere sullo sviluppo psicologico, affettivo, relazionale ed educativo dei figli.
Famiglia nel bosco, quando ci sarà la decisione del Tribunale
Con il deposito delle controdeduzioni si conclude formalmente il percorso peritale avviato dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
I giudici dispongono ora di tutta la documentazione raccolta nel corso degli ultimi mesi, comprese la consulenza tecnica d’ufficio, la controperizia della difesa e le successive integrazioni.
Secondo quanto riferisce La Repubblica, la decisione sul futuro della famiglia Trevallion-Birmingham potrebbe arrivare tra la fine di giugno e l’inizio di luglio.
I tre bambini restano nel frattempo ospitati nella struttura di accoglienza di Vasto, dove si trovano dal novembre scorso.
ANSA
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