Roma, 10 giugno 2026 – Cinquant’anni, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, primo italiano ad aver comandato la Stazione Spaziale Internazionale e padre di due figlie: Luca Parmitano ha rischiato la vita in orbita prima di ripartire per una nuova missione, e ora è nell’equipaggio di Artemis III, il programma che dovrà aprire la via verso la Luna.
La missione è tutt’altro che semplice. In origine Artemis III era stata concepita per l’allunaggio, ma nel febbraio scorso la NASA ha rivisto il programma: prima di portare gli astronauti sul suolo lunare, ha deciso di testare in orbita terrestre le tecnologie per l’aggancio della navetta Orion con le capsule delle aziende private Blue Origin e SpaceX. Al suo fianco, tre veterani della NASA: Randy Bresnik al comando, Frank Rubio e Andre Douglas.
Riservato per natura, nelle interviste traccia un confine netto tra la figura pubblica e la vita privata. Eppure chi lo incontra non lo descrive come freddo o distante: al contrario, ne sottolinea la disponibilità e la capacità di raccontarsi quando si parla di tecnologia, formazione e valori.
Tra record, due matrimoni e una nuova sfida che guarda alla Luna, per milioni di italiani Luca Parmitano è semplicemente AstroLuca.
Da Catenanuova a Paternò, passando per la California
Luca Parmitano nasce il 27 settembre 1976 a Paternò, anche se lui considera Catania la sua città del cuore. La storia della sua nascita è già una piccola leggenda di famiglia: sarebbe dovuto venire al mondo a Catenanuova, in provincia di Enna, paese d’origine dei genitori Ugo e Cettina Di Benedetto, entrambi insegnanti. Ma le doglie colsero mamma Cettina di sorpresa, mentre si trovava a Paternò dalla sorella Carmen. Catenanuova rivendica ancora oggi la paternità del celebre astronauta.
L’infanzia è quella di un bambino cresciuto tra libri di favole e mattoncini Lego a tema aeronautica, montati e smontati in un lampo, con nove cugini nel cortile di casa e una provincia siciliana che sa ancora di lentezza e di futuro aperto. Il trasferimento a Catania, il liceo scientifico Galilei, dove Parmitano non è mai stato il primo della classe ma ha sempre coltivato una curiosità che lo distingueva. Abbastanza da cogliere al volo una borsa di studio Intercultura per il quarto anno di liceo in California: da lì, il mondo diventa più grande.
La carriera militare e spaziale
Dopo il diploma, Parmitano entra in Aeronautica Militare e frequenta l’Accademia di Pozzuoli, dove si laurea anche in Scienze Politiche. Nel 2001 inizia l’addestramento come pilota alla US Air Force in Texas, avviando un’escalation di qualificazioni che lo porta a diventare pilota collaudatore e sperimentatore. Nel 2009 viene selezionato dall’ESA come uno dei sei nuovi astronauti europei.
Il Presidente Sergio Mattarella con l’astronauta dell’ESA Luca Parmitano, in occasione della consegna dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’OMRI
La prima missione spaziale arriva nel 2013: si chiama Volare, dura 166 giorni e lo consacra come primo italiano a effettuare un’attività extraveicolare fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale. Nel luglio del 2019 torna sulla ISS con la missione Beyond, assumendo (ancora una volta primato italiano) il comando della stazione orbitante. Rientra sulla Terra il 6 febbraio 2020, dopo 200 giorni nello spazio, con sei passeggiate all’attivo per un totale di 33 ore e 9 minuti e 366 giorni non cumulativi trascorsi in orbita. Nel 2020 supera anche il record europeo di permanenza extraveicolare cumulativa. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo insignisce del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica.
Due matrimoni, due figlie
Se il lavoro occupa una parte importante della sua vita, la famiglia è il punto fermo. Nel 2009 sposa l’americana Kathy Dillow, conosciuta durante gli anni di addestramento negli Stati Uniti. Dal loro matrimonio nascono due figlie: Sarah e Maia. Dopo la prima missione nello spazio, nel 2013, Parmitano scrisse loro una lettera aperta, ancora rintracciabile sul sito dell’ESA, quando avevano rispettivamente 7 e 4 anni. “Vorrei potervi indicare la strada che porta al vostro futuro, ma non è questo il compito di un padre – scriveva – quello che invece vorrei darvi è la mappa che contiene tutte le strade, affinché voi possiate scegliere il percorso”.
Luca Parmitano, astronauta (Ansa)
Una seconda missione da record dopo quella del 2013, con quattro passeggiate per una complessa riparazione e il ruolo di primo italiano al comando della base orbitale. Ha fatto il giro del mondo la foto dell’astronauta mentre saluta la moglie Kathy e abbraccia le due figlie Sarah e Maia, all’epoca di 12 e 9 anni. Nell’immagine, l’ufficiale dell’Aeronautica Militare, appena promosso colonnello, sta partendo per Baikonur per il periodo di quarantena. Una volta lì avrebbe potuto rivedere i suoi prima del lancio solo da dietro un vetro della base russa. La partenza verso la Stazione Spaziale Internazionale era prevista per il 20 luglio 2019. Il rientro sarebbe arrivato il 6 febbraio 2020, dopo 200 giorni in orbita.
Oggi Sarah ha 19 anni e studia geologia in Colorado, mentre Maia, 16 anni, frequenta l’high school a Houston. Il legame con il padre è lo stesso di allora: fortissimo.
Fiori d’arancio con Marta Guidarelli
Il 2 giugno 2023, in Sicilia, Parmitano dice sì per la seconda volta. La sposa è Marta Guidarelli, classe 1979, responsabile delle risorse umane del gruppo Campari e musicista: ha debuttato nel 2015 a Cesena con un tributo ai Foo Fighters e si occupa di sponsorship e fundraising per il progetto Rockin’ 1000. Parmitano, per il giorno del matrimonio, indossa l’alta uniforme da colonnello. Lei sceglie un abito bianco con velo e dettagli in pizzo. Pochi giorni prima delle nozze, AstroLuca aveva messo da parte la sua consueta riservatezza e condiviso sui social la sua felicità in una dedica alla futura moglie: “Spazio è ciò che ci unisce, non ciò che ci distanzia”, accompagnata da una foto. Dietro gli sposi, sorridenti, ci sono anche Sarah e Maia.
L’incidente che poteva costargli la vita
Luca Parmitano con la tuta da astronauta
Il 16 luglio 2013, durante la sua seconda passeggiata spaziale, Parmitano vive uno degli episodi più drammatici della storia delle attività extraveicolari. Il casco del suo scafandro inizia a riempirsi di acqua di raffreddamento a causa di un’avaria meccanica. Parmitano avvisa la NASA, ma dal centro di controllo la gravità della situazione viene compresa con un ritardo che, visto dall’esterno, fa gelare il sangue. Per diversi minuti rimane fuori dalla ISS mentre il liquido continua ad accumularsi, sfiorandogli naso e bocca e offuscandogli la vista. Riesce a rientrare in tempo. La moglie Kathy, appena riuscita a parlargli, scrive sui social: “Qui è ancora Kathy. Ho appena parlato con Luca e sta alla grande! Come se avesse fatto un giro sulle montagne russe”.
I piselli al wasabi, il lato divertente di AstroLuca
Tra i racconti più curiosi legati a Parmitano ce n’è uno che gli appassionati conoscono bene. Durante una permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale, “non era ancora l’ora di pranzo, ma non è mai troppo presto per uno snack”, così andò in cambusa e li aprì una confezione di piselli secchi al wasabi. Nel giro di pochi secondi decine di palline verdi iniziarono a fluttuare in assenza di gravità. Impossibile rimetterle a posto. Così per evitare che finissero tra strumenti e apparecchiature, cercò di mangiarle rapidamente. Il problema fu il wasabi. Il piccante gli provocò una forte lacrimazione e, nello spazio, le lacrime non scendono lungo il viso ma formano bolle d’acqua che restano sospese sugli occhi.
Per alcuni minuti si ritrovò quasi accecato dalle proprie lacrime mentre cercava di rimediare alla sua “marachella” nello spazio. Il finale è ancora più divertente: sul web circolano ancora diversi video, e vale la pena ascoltarlo raccontato direttamente da AstroLuca.
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