di Maria D’Urso
Dopo oltre un’ora di dibattito sul CUDE e tre emendamenti favorevoli, la maggioranza e l’opposizione trovano una sintesi, ma non convergono sui tecnicismi. Via libera alle soluzioni per l’emergenza documenti d’identità scaduti
Question time di fuoco a Palazzo di Città. La maggioranza di Piero Bitetti e l’opposizione si sono scontrate sul CUDE, ovvero il Contrassegno Unico Disabili Europeo, non trovando una quadra sui tecnicismi riguardanti la possibilità di rivedere il regolamento in commissione, nonostante tutti fossero d’accordo sulla necessità di modificarne alcune modalità applicative. Ciò che sorprende, peraltro, ma che al momento non presenta particolari chiavi di lettura politiche, sono le diverse mozioni presentate dal consigliere di Forza Italia Massimiliano Stellato e approvate dalla maggioranza con il sostegno dell’opposizione.
È scontro sul CUDE
Gli emendamenti approvati, di Mirko Di Bello, Luana Riso (Pd) e Vincenzo Di Gregorio (Azione), convergono sulla necessità di rivedere quanto prima il regolamento CUDE, affinché la platea dei beneficiari sia meglio definita e, soprattutto, per evitare che alcune persone con disabilità siano costrette a recarsi presso il Comando di Polizia Locale per gli accertamenti. L’esigenza nasce dal fatto che il regolamento approvato, appena qualche settimana fa in Consiglio comunale, avrebbe già evidenziato alcune criticità. A segnalarle sono stati innanzitutto i cittadini, che avrebbero riscontrato anomalie nelle procedure per l’assegnazione degli stalli riservati. I problemi riguardano principalmente l’impossibilità, per alcuni utenti disabili, di recarsi personalmente al Comando di Polizia Locale per completare gli adempimenti necessari e ritirare il contrassegno. Queste segnalazioni sono state raccolte dal consigliere di opposizione Mirko Di Bello che, nell’emendamento a sua firma, chiedeva di riportare il regolamento in commissione per rivedere le modalità di rilascio e l’eventuale possibilità di delega ai familiari. Dello stesso avviso anche la maggioranza che, attraverso un emendamento presentato dalla consigliera del Partito Democratico Luana Riso, proponeva modifiche analoghe, restringendo la platea dei beneficiari e consentendo agli aventi diritto di non dover necessariamente recarsi presso il Comando di Polizia Locale per le verifiche del caso. È da qui che nascono le prime tensioni in aula. Bianca Boshnjaku (Gruppo Misto) assume una posizione più prudente e presenta a sua volta un emendamento. Richiamando anche esperienze personali, sottolinea che “nessuno è contrario alla semplificazione amministrativa”, ma che questa non deve trasformarsi in un’occasione per favorire comportamenti scorretti: “Siamo venuti a conoscenza – prosegue – di casi in cui il CUDE sarebbe stato utilizzato da soggetti diversi dai titolari del beneficio. Oggi il regolamento prevede che l’interessato, almeno una volta dopo la procedura di accertamento dell’Inps, si presenti al Comando di Polizia Locale. Eliminare questo passaggio significa rinunciare a una verifica concreta che consente di accertare che il contrassegno venga effettivamente utilizzato da chi ne ha diritto”. Di Bello ha quindi chiesto che il proprio emendamento, molto simile a quello di Riso, venisse unificato. Dopo una lunga sospensione dei lavori, i due emendamenti sono stati approvati favorevolmente, seppur con votazioni separate. L’apertura, tuttavia, non è bastata a stemperare il clima. Sono, infatti, seguite polemiche e continui rimbalzi tra maggioranza e opposizione sui vari tecnicismi della questione, nonostante il voto favorevole alla revisione del regolamento in commissione. Nel corso del dibattito, particolarmente acceso, è stato perfino chiesto a Di Bello di ritirare il punto, ma il consigliere non ha ceduto. Adriano Tribbia (Lega), invece, ha chiesto conto dell’assenza del dirigente della Polizia Locale, dal quale sarebbero stati necessari ulteriori chiarimenti. Visibilmente amareggiato è apparso Antonio Quazzico (Partito Liberaldemocratico), che ha spiegato la logica con cui era stato approvato il regolamento iniziale, scusandosi, pubblicamente, per le criticità emerse e per i disagi arrecati ai cittadini. Molto più duro, perché infastidito dall’andamento della discussione, il consigliere di maggioranza Giandomenico Vitale (Unire Taranto con Bitetti Sindaco), che ha rimarcato come il confronto fosse degenerato senza produrre benefici concreti per i cittadini, anche perché “ciò che conta è il parere del dirigente, che è stato ostativo”. Un termine che lascia spazio a diverse interpretazioni. Sembrerebbe, infatti, che il parere negativo del dirigente della Polizia Locale fosse già noto nella mattinata e che, quindi, l’assise ne fosse a conoscenza prima ancora di avviare il lungo dibattito. Maggioranza e opposizione sapevano dunque che le soluzioni proposte, difficilmente, sarebbero state accolte. E allora perché intraprendere questo lungo dibattito? E soprattutto, perché in una situazione che coinvolge direttamente cittadini che hanno già manifestato il proprio disagio anche alla stampa, si registra un simile stallo? Se davvero le cose stessero così la politica, e non solo in questo caso, dovrebbe dimostrare di avere la schiena dritta, senza minacciare di dare dimissioni dai vari incarichi (com’è accaduto nel recente passato) per affrontare la situazione anche lontano dalle telecamere del Question time.
SOS carte d’identità scadute, ecco le soluzioni
Su questo punto i lavori si sono svolti regolarmente. Sono stati infatti approvati all’unanimità gli emendamenti frutto del lavoro congiunto delle Commissioni Affari Generali e Servizi. Nello specifico, per far fronte all’enorme mole di lavoro degli uffici Anagrafe e Stato Civile, alle prese con un numero crescente di richieste di documenti d’identità, la giunta si impegnerà su diversi fronti. In primo luogo, chiederà alla Prefettura di invitare la cittadinanza a utilizzare, nei prossimi mesi, altri documenti di riconoscimento con fotografia, come la patente di guida. È stata, inoltre, prevista un’apertura straordinaria pomeridiana degli uffici, accessibile tramite prenotazione online e organizzata anche in funzione delle elevate temperature estive. È riemersa, inoltre, la necessità di potenziare gli organici degli uffici interessati. Per questo è stato ribadito che alcuni dipendenti comunali potranno essere temporaneamente trasferiti da altri settori, laddove necessario. Problematiche già evidenziate dal consigliere Massimiliano Stellato (Forza Italia) al termine del precedente Question time, quando, raccogliendo le segnalazioni di numerosi cittadini, aveva presentato una mozione sul tema. In quell’occasione l’assessore alla Governance, Gianni Cataldino, aveva già anticipato la possibilità di destinare personale proveniente da altri uffici per fronteggiare situazioni di emergenza come quella attuale. Nel frattempo, negli ultimi giorni, sui giornali sono proseguite le proteste dei cittadini, esasperati dalle lunghe attese, dalle file chilometriche e dalle alte temperature. Da qui la decisione delle commissioni di lavorare congiuntamente per affrontare il problema del sottorganico.
Le altre mozioni approvate di Stellato
Via libera, all’unanimità, alla mozione di Stellato e Ungaro sul coinvolgimento e la valorizzazione del tessuto economico, produttivo e commerciale del Comune di Taranto nelle more del completamento del polo logistico-agroalimentare Agromed di Castellaneta. L’assise si è, inoltre, espressa favorevolmente sulla mozione di Gregorio Stano (MoVimento 5 Stelle) alla sospensione temporanea dello smantellamento della mostra permanente sulla Settimana Santa dell’artista Pietro Solito, allestita a Palazzo D’Aquino e visitata da oltre 5mila persone, almeno fino all’individuazione di una nuova sede. A riferirlo è stato l’assessore Cataldino, spiegando che l’amministrazione si sta “già adoperando” in tal senso. Ancora, sul fronte dei dispositivi di micro-navigazione destinati ad agevolare le persone non vedenti, la giunta comunale solleciterà la Regione Puglia affinché individui finanziamenti o risorse da destinare a questo tipo di interventi. Semaforo rosso, invece, per l’unica mozione di Stellato respinta dall’aula: quella relativa all’adesione alla cosiddetta “rottamazione quinquies” anche per i carichi degli enti locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
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