Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, è il nuovo presidente dell’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova. La decisione è arrivata al termine dell’assemblea degli azionisti dello scalo genovese, partecipato al 60% da AdSP e al 40% dalla Camera di Commercio, convocata per individuare il successore di Enrico Musso.
Una autonomina, di fatto, pensata per consentire di prendere rapidamente le decisioni più delicate sul futuro del Colombo: dall’ingresso di soci privati nella società aeroportuale alla scadenza della concessione. Nelle scorse settimane Musso non era stato confermato e aveva quindi convocato l’assemblea dei soci per procedere alle nuove nomine.
Con la scelta di Paroli si completa anche il rinnovo del Consiglio di amministrazione dell’Aeroporto di Genova, con la definizione dei rappresentanti indicati dai principali enti coinvolti nella governance dello scalo. Per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale entrano nel nuovo CdA Barbara Grasso e Alessandro Arvigo, quest’ultimo confermato dopo aver già fatto parte del precedente consiglio di amministrazione, garantendo così una linea di continuità nella gestione.
Anche la Camera di Commercio di Genova ha scelto la stabilità, confermando i propri rappresentanti: restano infatti in carica Alessandro Cavo e Daniele Papone, già membri del precedente CdA.
I soci ringraziano il Presidente uscente Enrico Musso e la consigliera uscente Ilaria Queirolo per il lavoro svolto in questi anni di mandato grazie al quale l’aeroporto di Genova ha intrapreso un percorso di rilancio dal punto di vista sia dell’andamento economico-finanziario, sia dei volumi di traffico.
“L’Autorità di Sistema Portuale ha ritenuto opportuno assumere direttamente la responsabilità della fase di accompagnamento della società aeroportuale verso il percorso di valorizzazione e dismissione delle quote pubbliche previsto dalla normativa vigente – ha dichiarato il nuovo Presidente Matteo Paroli -. Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante per il futuro dell’Aeroporto di Genova che coincide con l’avvio delle attività di due diligence finalizzate alla determinazione del valore della società e alla successiva individuazione, attraverso procedure trasparenti e di mercato, di un partner industriale in grado di sostenerne lo sviluppo. Alcune polemiche emerse nelle ultime settimane sulla stampa locale confermano quanto questa fase sia particolarmente delicata e strategica. Per questa ragione l’Autorità di Sistema Portuale ha ritenuto opportuno assumere un ruolo più diretto nel percorso di rilancio della società, in assoluta armonia e condivisione di obiettivi con il socio CCIAA, garantendo un presidio istituzionale pieno e una conduzione chiara delle attività che porteranno alla definizione del futuro assetto societario. L’obiettivo è operare nell’esclusivo interesse della società, dei suoi soci, dei lavoratori e del territorio, accompagnando con attenzione e trasparenza un processo che avrà ricadute importanti per il sistema economico e logistico regionale. In questa fase l’Autorità Portuale ritiene fondamentale concentrarsi sulle attività da svolgere e sui risultati da conseguire, creando le migliori condizioni affinché il percorso di valorizzazione possa svilupparsi con la necessaria serenità, nell’interesse dell’aeroporto e del suo futuro”.
“Auguro al Presidente Paroli buon lavoro – ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio di Genova Luigi Attanasio – e confermo che porteremo avanti le attività in corso per poter procedere ad una valutazione condivisa della Società e offrire agli Enti pubblici territoriali interessati la possibilità di entrare nella compagine societaria e condividere le future strategie per lo sviluppo del nostro Aeroporto”.
La nomina di Paroli ha però subito acceso lo scontro politico. A intervenire è Simone D’Angelo, consigliere regionale del Partito Democratico, che contesta duramente la scelta e solleva il tema della possibile incompatibilità degli incarichi.
“Con la nomina di Matteo Paroli alla presidenza dell’Aeroporto di Genova si scrive l’ennesimo capitolo di una tragedia diventata ormai farsa. Prima si rimuovono le figure considerate troppo indipendenti, poi il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale finisce per nominare se stesso alla guida dello scalo”, dichiara D’Angelo.
Secondo il consigliere regionale dem, la decisione avrebbe una chiara valenza politica nella fase di riassetto dello scalo: “D’altronde viene da chiedersi: chi meglio di Paroli avrebbe potuto garantire gli interessi politici di Rixi e Bucci nella delicata fase di privatizzazione e riassetto societario dell’aeroporto?”.
D’Angelo richiama poi l’articolo 9 del decreto legislativo 39/2013 e chiede verifiche sui profili di compatibilità: “La vicenda pone anche seri interrogativi sul piano della compatibilità degli incarichi, sulla quale servirà l’immediata verifica degli organi competenti, considerato che l’Autorità di Sistema Portuale esercita funzioni di controllo e indirizzo sulla società aeroportuale”.
Per l’esponente del Pd, quella di Paroli non sarebbe una scelta nell’interesse dello scalo o della città. “È chiaro che l’auto-nomina di Paroli non è una scelta nell’interesse dell’aeroporto o della città, ma l’ennesima dimostrazione di una destra spregiudicata, che predica merito e competenza salvo poi ricercare fedeltà e obbedienza”, attacca ancora D’Angelo.
“Genova merita istituzioni autonome e trasparenti, non questo sgangherato sistema in cui chi dovrebbe vigilare nell’interesse pubblico finisce per nominare se stesso, mettendo le istituzioni al servizio degli interessi politici di Rixi e Bucci”, conclude.
PD GENOVA, LA NOMINA DI PAROLI È POLITICAMENTE E ISTITUZIONALMENTE INACCETTABILE. SERVONO VERIFICHE IMMEDIATE
L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale detiene il 60% dell’Aeroporto Cristoforo Colombo e, in virtù di questa posizione, ne esercita un ruolo determinante nella governance e nella vigilanza. “Da oggi, però, il presidente della stessa Autorità siede anche alla guida dello scalo aeroportuale. Una sovrapposizione di ruoli che solleva interrogativi gravi e immediati sul piano istituzionale e della trasparenza”.
Francesco Tognoni, Segretario del Partito Democratico di Genova, dichiara: “La nomina di Matteo Paroli alla guida dell’Aeroporto di Genova alimenta dubbi e interrogativi. In passato abbiamo già espresso forti perplessità sulle modalità con cui è stato gestito lo scalo e questa decisione non contribuisce certo a dissiparle. Al contrario, certifica una sovrapposizione di ruoli che dovrebbe essere evitata e che finisce per far coincidere controllore e controllato. Per questo riteniamo necessario fare piena chiarezza sulla correttezza e sulla compatibilità di questa scelta. L’aeroporto di Genova è un patrimonio della città non di una parte politica. La vicenda assume una rilevanza ancora maggiore perché arriva in una fase cruciale per il futuro dello scalo genovese. Nei prossimi anni dovranno essere assunte decisioni strategiche destinate a incidere sul destino dell’aeroporto per decenni: dalla scadenza della concessione nel 2029 alla definizione del valore patrimoniale della società, fino all’eventuale ingresso di un partner industriale privato. Matteo Paroli è stato nominato alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale dal viceministro Edoardo Rixi, d’intesa con il presidente della Regione Marco Bucci. Oggi la stessa area politica si trova a esercitare un’influenza diretta anche sulla governance operativa dell’aeroporto. Una concentrazione di ruoli e responsabilità che rischia di indebolire ogni garanzia di terzietà proprio nel momento in cui Genova avrebbe bisogno del massimo livello di trasparenza e controllo pubblico”.
Martina Caputo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, aggiunge: “L’Aeroporto Cristoforo Colombo non è una pedina da muovere su una scacchiera di potere, ma un’infrastruttura strategica per Genova, per la sua economia e per il suo futuro. La nomina di Matteo Paroli alla guida dello scalo solleva seri interrogativi sul piano dell’opportunità istituzionale e della trasparenza. In una fase così delicata per il futuro dell’aeroporto, Genova merita scelte chiare e credibili, assunte esclusivamente nell’interesse della città e non per rispondere a logiche di equilibrio politico”.
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