In questo articolo scopriremo cosa vedere a Campobasso, una città lontana dal turismo di massa che ti sorprenderà per il suo centro storico medievale, il castello dalle radici longobarde e che possiede molti più tesori nascosti di quanto potresti immaginare.
Campobasso, il capoluogo del Molise, è una di quelle città che si rivelano un po’ alla volta. Salendo verso il colle su cui sorge il castello Monforte, a 790 metri sul livello del mare, il panorama si apre sulla città moderna sottostante, sui monti molisani e sui tratturi, gli antichi sentieri della transumanza che solcano questo territorio da secoli. Il borgo medievale si arrampica lungo il pendio tra vie acciottolate, chiese romaniche e palazzi signorili, in un’atmosfera autentica ormai difficile da trovare altrove.
Cosa vedere a Campobasso: le mete top da non perdere
La città si divide idealmente in due parti: la parte alta, medievale, che risale al borgo antico e al castello, e la parte bassa ottocentesca, più moderna e animata. Il modo migliore per visitare Campobasso è di partire dall’alto e scendere con calma, lasciando che ogni vicolo racconti la sua storia.
Il Castello Monforte
Simbolo della città, il Castello Monforte domina Campobasso dalla cima del colle ed è visibile da quasi ogni punto del centro. La sua storia è lunga e stratificata: le origini risalgono all’epoca longobarda, ma la struttura che vediamo oggi fu in gran parte ricostruita tra il XV e il XVI secolo per volere dei Monforte, la famiglia feudale che diede il nome al maniero. Si presenta come un massiccio quadrilatero con torri angolari, circondato da mura possenti che per secoli hanno sorvegliato i tratturi e le vie di comunicazione del Molise.
Con oltre 100 metri di dislivello, il percorso per arrivare al castello a piedi è impegnativo ma è uno splendido trekking urbano per arrivare in cima e ammirare il panorama sui tetti di Campobasso e sulle montagne molisane. In alternativa, c’è un comodo parcheggio nel piazzale adiacente.
Il castello è aperto al pubblico gratuitamente dal venerdì alla domenica, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle15.30 alle 18.30.
Il borgo medievale e i suoi vicoli
Arroccato intorno al castello, il borgo medievale di Campobasso è un suggestivo labirinto di viuzze, scalinate e archi in pietra. La strada principale è la Salita San Bartolomeo, l’asse principale che collega la città bassa con il castello, fiancheggiata da palazzi nobiliari, nicchie votive e scorci incantevoli.
Molte delle case conservano ancora i caratteristici balconi in ferro battuto e i portoni in legno scuro. Il borgo storico è anche il luogo ideale per incontrare la cucina molisana: i tipici cavatelli, il cacioricotta molisano e i dolci tradizionali.
La chiesa di San Giorgio
Considerata la chiesa più antica di Campobasso, la chiesa di San Giorgio risale al X-XI secolo ed è dedicata al patrono della città. La facciata romanica a capanna, il portale architravato con la lunetta dell’agnello crucifero e il rosone a imbuto ne fanno uno degli esempi più puri di architettura medievale molisana. All’interno, tre navate accolgono l’altare maggiore del 1629, con la statua di San Carlo Borromeo e il pregiato paliotto raffigurante San Giorgio e il drago.
Da non perdere la cappella di San Gregorio, del 1396, con la cupola ottagonale interamente affrescata con figure di Santi e Dottori. Si trova lungo la Salita San Bartolomeo, in posizione privilegiata per chi risale verso il castello, come una sosta doverosa prima di affrontare gli ultimi tornanti.
La chiesa di San Bartolomeo
A pochi passi da San Giorgio, la chiesa di San Bartolomeo è un’altra testimonianza preziosa dell’arte romanica cittadina. Più raccolta, custodisce una pianta a tre navate divise da pilastri con archi a tutto sesto e un’abside semicircolare che richiama i modelli romanici dell’Italia centro-meridionale. La sua posizione, ai piedi del castello Monforte, la rende una tappa naturale nell’itinerario tra il borgo e il maniero.
Il Museo Provinciale Sannitico
Per capire le radici profonde di questo territorio, il Museo Archeologico (o Museo Provinciale Sannitico) è una tappa indispensabile. Ospitato a Palazzo Mazzarotta, raccoglie reperti archeologici che documentano la civiltà dei Sanniti – il popolo italico che abitò queste terre prima della conquista romana – attraverso bronzi, ceramiche, armi e iscrizioni in osco, la lingua locale pre-latina.
Le collezioni spaziano dalla preistoria al Medioevo, con una sezione dedicata alla numismatica e una ricca raccolta di epigrafi. È uno dei musei più importanti del Molise e offre una chiave di lettura fondamentale per comprendere l’identità di tutta la regione.
Il museo è aperto dal martedì al sabato dalle 08:15 alle 19:00, la domenica dalle 08:15 alle 13:30. Il biglietto intero ha un osto di €6, ridotto €2.
Come raggiungere Campobasso
Campobasso è ben collegata con le principali città italiane, anche se la sua posizione nell’entroterra molisano la rende meno immediata rispetto alle destinazioni costiere.
L’auto è senza dubbio il mezzo più comodo e flessibile per raggiungerla, soprattutto per esplorare i anche i dintorni:
- Da Roma: autostrada A1 (Milano-Napoli), uscita San Vittore, poi prosegui verso Venafro, Isernia e infine Campobasso lungo la SS 85;
- Da Napoli: autostrada A1, uscita Caianello, poi SS 85 verso Isernia e Campobasso; in alternativa, uscita Benevento e poi statale verso il capoluogo molisano;
- Dal versante adriatico: autostrada A14 (Bologna-Taranto), uscita Termoli, poi la Statale Bifernina (SS 647), che attraversa il Molise da est a ovest;
- Dalla Puglia: direzione Foggia, poi Statale verso Campobasso; oppure A14, uscita Termoli e Bifernina.
Il nostro consiglio è di sfruttare sempre i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello, specialmente nei periodi di maggiore affluenza.
Se viaggi in treno, Campobasso è collegata direttamente con Roma Termini e Roma Tiburtina e con Napoli Centrale. La stazione ferroviaria si trova nel centro cittadino, a poca distanza dal quartiere moderno e ben collegata con il borgo storico.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Rossella Rocco Corallini
Source link


