Un uomo emarginato dalla società, ma che è l’unico capace di amare in modo autentico; una zingara libera e ribelle; un arcidiacono tormentato dai propri desideri; una cattedrale che domina la scena. Il risultato di questa combinazione può essere soltanto uno: l’intramontabile storia di Notre-Dame de Paris di Victor Hugo. Il celebre romanzo del 1831, che attraverso numerosi adattamenti ha conquistato il cuore del pubblico di tutto il mondo, arriva a Palermo in musica in occasione del quasi venticinquesimo anniversario dell’opera popolare dal primo adattamento teatrale in italiano.
Al Teatro di Verdura c’è Notre Dame de Paris
Il calendario delle rappresentazioni, in programma dal 24 agosto al 6 settembre 2026 al Teatro di Verdura, è stato presentato oggi durante una conferenza stampa nella Sala Stampa “Pietro Scaglione” di Palazzo Palagonia. Lo spettacolo, che ha superato i 350 mila biglietti venduti, torna dunque ad allietare il pubblico siciliano. Le musiche portano la firma del cantautore Riccardo Cocciante, mentre le liriche sono state realizzate da Luc Plamondon.
“Questo spettacolo è un capolavoro senza tempo che racconta i pregi e i difetti dell’umanità. Rappresenta per la città un momento di alta attrattiva e apertura alla cultura teatrale”, ha detto il presidente del Consiglio comunale di Palermo, Giulio Tantillo.
Il tour
Il tour, prodotto da Clemente Zard, toccherà alcuni dei principali teatri, arene e location estive d’Italia, da Genova a Bologna, passando per Verona, Napoli e Firenze, fino ad arrivare a Palermo. L’attesa per l’appuntamento cresce giorno dopo giorno e il pubblico si è già mobilitato alla ricerca dei biglietti.
A garantire la spettacolarità dello show e l’imponenza per la quale negli anni si è fatto conoscere contribuisce anche un cast di primo piano: Giò Di Tonno e Angelo Del Vecchio vestiranno i panni di Quasimodo, Elhaida Dani interpreterà Esmeralda, Vittorio Matteucci sarà Frollo e Graziano Galatone darà volto a Febo.
“Questo è uno spettacolo dalla funzione sociale, in un periodo storico in cui si sente l’urgenza di rasserenarsi un po’, anche grazie al teatro – ha detto Giò Di Tonno -. Nuova edizione, vecchie emozioni. Sono stato adottato da Palermo in occasione del Festino e ora torno con uno spettacolo che non ha un segreto per il suo successo dopo 25 anni. Quasimodo è il ruolo che umanamente mi ha dato di più e per questo ne ho grande rispetto. È bello vedere che lo spettacolo si rinnova, come è consueto nel teatro, creando sempre qualcosa di nuovo. Vi aspettiamo con il solito grande entusiasmo”.

Il ritorno in Sicilia
Durante la conferenza stampa, alla presenza del presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo, dell’assessore alla Cultura Antonio Rini, del promoter Giuseppe Rapisarda e dei protagonisti Elhaida Dani e Giò Di Tonno, sono stati illustrati i dettagli relativi allo spettacolo e al suo ritorno in Sicilia.
“Vedo come la città sia innamorata di questo progetto. Lo dimostra la necessità di aumentare il numero di date al Teatro di Verdura, arrivate oggi a 14. Un amore crescente e indissolubile per uno spettacolo senza tempo”, ha detto Giuseppe Rapisarda.
La tappa palermitana è stata commentata anche dalla protagonista femminile Elhaida Dani. “È un grande piacere essere qui. Vedere la Cattedrale mi ha emozionata e mi sono già innamorata della città. Spero che chi vedrà lo spettacolo si innamori allo stesso modo di Notre-Dame de Paris. Sono onorata di prenderne parte”.

L’evento rappresenta per la città un momento molto atteso, sia per chi conosce lo spettacolo, sia per chi ne scoprirà la magia per la prima volta. “Questo appuntamento – ha detto l’assessore alla Cultura Antonio Rini – conferma come Palermo sia oggi più che mai protagonista del palcoscenico dei grandi eventi. Notre-Dame de Paris è uno spettacolo dei record, con centinaia di repliche alle spalle. Lo show è un ponte generazionale che lega anche le famiglie, diventando uno spettacolo di comunità. La riflessione più grande ricade sulla storia universale che racconta, fatta di fragilità umane che diventano lo specchio di una città di bellezza e contraddizioni come Palermo”.
Un percorso artistico che non si ferma qui, come ha spiegato il dirigente culturale Gaspare Simeti: “Palermo è in crescita dal punto di vista dei grandi eventi e i numeri ci danno ragione, così come il cartellone di quest’anno. Speriamo di crescere ancora di più nell’offerta artistica”.
Notre dame de Paris, una storia che attraversa il tempo
Il primo adattamento teatrale dell’opera risale al 1998. Lo spettacolo, tratto dal romanzo di Hugo, debuttò a Parigi il 16 settembre di quell’anno ottenendo un successo straordinario, destinato a consolidarsi nel tempo fino a raggiungere una popolarità internazionale. È stato tradotto in nove lingue e portato in scena in 24 Paesi. La versione italiana arrivò invece nel 2002 con la produzione di David Zard e i testi firmati da Pasquale Panella, ancora oggi curati dallo stesso autore. Nel 2027 l’opera festeggerà il traguardo dei venticinque anni di musica, poesia ed emozioni.
Ambientato nella Parigi della fine del Medioevo, il romanzo affronta il cambiamento di una società attraverso le vicende dei suoi protagonisti, consegnando un messaggio ancora oggi attuale: chi è diverso, escluso o giudicato per il proprio aspetto può possedere una ricchezza umana superiore a quella dei cosiddetti “normali“. Protagonista assoluta resta la cattedrale di Notre-Dame, vero cuore della narrazione. Hugo la pose al centro del romanzo anche per richiamare l’attenzione sul suo stato di degrado, contribuendo alla successiva valorizzazione e al restauro ottocentesco. La vicenda assume i contorni di una tragedia corale.
Tra i brani più celebri che il pubblico potrà ascoltare durante lo spettacolo figurano Il tempo delle cattedrali, Bella, Vivere, Zingara e Dio, ma quanto è ingiusto il mondo. La danza, curata nei minimi dettagli da Martino Müller, fonde balletto classico e breakdance e, insieme alle musiche, contribuisce a creare un prodotto artistico che unisce la tradizione europea del dramma in musica alle tecniche moderne del musical. Attraverso queste canzoni e questi balletti prendono forma i grandi temi che hanno reso immortale l’opera: la diversità, l’emarginazione, il potere, il fanatismo religioso e il conflitto tra apparenza e umanità. Temi che, a quasi due secoli dalla pubblicazione del romanzo di Hugo, continuano a parlare al presente.
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Mariachiara Accardi
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