ecco lo Juventus Club Pizzo


Da un gruppetto di amici reduci da una trasferta a Torino a una realtà consolidata con 150 soci e un sogno ancora da inseguire. Lo Juventus Club Pizzo, guidato dal presidente Daniele Mammoliti, rappresenta oggi uno dei punti di riferimento del tifo bianconero in Calabria, dopo aver raccolto l’eredità di una tradizione che in città affonda le radici negli anni Sessanta.


Tra trasferte di gruppo, iniziative per coinvolgere i più giovani e serate vissute all’insegna della passione juventina, il club continua a puntare sull’aggregazione e sul senso di appartenenza, con l’obiettivo di diventare sempre più un luogo di incontro e condivisione per tifosi di tutte le età.

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Uno dei primi club della Calabria

Quando è nato e quanti soci conta il vostro club?

Nasce nel 2015, siamo nel nostro undicesimo anno di vita. Ad oggi contiamo 150 soci, ma inizialmente avevamo dei numeri ancora più alti. Per tanti motivi, tra cui quelli economici, il numero è un po’ calato. In ogni caso, lo zoccolo duro è composto da questi 150 iscritti“.

Juventus Club Pizzo
Alcuni dei membri dello Juventus Club Pizzo

Poi prosegue: “Pizzo vantava un primato: era uno dei primi club nati in Calabria, addirittura negli anni ’60. Quel club era arrivato fino all’inizio degli anni Duemila, per poi chiudere i battenti anche per ragioni anagrafiche dei suoi partecipanti. Prima si chiamava Juventus Club Umberto Calligaris, un calciatore storico. Dopodiché c’è stato un periodo di immobilismo e poi siamo arrivati noi. Eravamo quattro amici al bar, come si suol dire, al rientro da una partita a Torino e ci siamo detto “perché non aprire un club?”. Da quel momento abbiamo cercato di coinvolgere quante più persone possibili fino ad arrivare dove siamo ora“.

Una vera comunità aperta a tutti

Se una persona dovesse avvicinarsi al vostro club, che tipo di ambiente troverebbe?

Un ambiente ben strutturato, composto da persone sportive e aperte al confronto. Siamo aperti a tutti, giovani e meno giovani. Nel direttivo ci sono anche ragazzi di venti-venticinque anni, che portano una ventata d’aria fresca e alcune nuove proposte“.

Qual è il ruolo degli Juventus Club?

L’aggregazione, che è il nostro obiettivo primario. Stare insieme, uniti e partecipi. Nel tempo abbiamo organizzato anche tornei di calcio o alla PlayStation, nel tentativo di coinvolgere i più piccoli. Queste attività sono molto seguite e partecipate, un ottimo modo per attrarre i più giovani e avvicinarli alla nostra realtà“.

Juventus Club Pizzo
Una delle partite vissute insieme allo stadio

Riuscite ad organizzare anche delle trasferte?

Per noi anche andare a Torino è una trasferta, con dei costi enormi. Riusciamo ad organizzarci solo per le partite qui in zona, le poche volte che ci sono. Lecce, Bari, Salerno, quando le rispettive squadre sono in Serie A. Come logistica ci viene più semplice andare a Torino, visto che ci sono anche più attrazioni, tra Juventus Stadium e museo. Diventa un’esperienza bianconera a 360 gradi“.

Qual è stata la partita più emozionante che avete vissuto tutti insieme?

Ti direi la prima partita che abbiamo visto tutti insieme nella Tribuna Sivori, uno Juventus-Siena con un grandissimo gol di Pogba. Era la prima volta allo stadio con le nostre famiglie, un’emozione grandissima. Abbiamo pure pranzato all’interno dello stadio, è stato davvero bello. Al club, invece, voglio menzionare Juventus-Atletico, una grandissima rimonta. Le notti di Champions hanno sempre un sapore speciale“.

Il mito di Del Piero e Scirea

C’è un giocatore della Juventus attuale o del passato in cui vi identificate?

Ce n’è più di uno. Per la sua serietà ed eleganza potrei citare Del Piero, uno degli ultimi signori del calcio. Tornando indietro direi anche il grande Scirea, per come si poneva, per come si presentava, per il suo modo di fare. Era una persona semplice, aperta e corretta, proprio come noi. Tra quelli di oggi, invece, non mi viene in mente un giocatore che sia particolarmente attaccato alla maglia. Non solo nella Juve, ma proprio in generale“.

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Se avessi la possibilità di scegliere, chi inviteresti a venire nel vostro club?

Del passato uno dei vari Del Piero, Marchisio, Buffon, Chiellini, senza ombra di dubbio. Lo stesso Pirlo, che si è dimostrato un grandissimo professionista, nonostante il suo passato al Milan. Tra i giocatori di oggi confermo quanto detto prima, non saprei cosa rispondere. Magari Yildiz, che rappresenta il futuro, sperando non lo vendano”.

E ancora: “Lo scorso anno si parlava di invitare qualche vecchia gloria per la festa dei dieci anni. Ci stiamo lavorando, anche se non è facilissimo farli venire qui al Sud. Avevamo pensato a Trezeguet, Chiellini, Marchisio. Quest’ultimo è anche legato alla Calabria. Vogliamo puntare su qualcuno del mondo Juve più recente, in modo da coinvolgere anche i giovani“.

Qual è il sogno per il futuro del vostro club?

Crescere numericamente, perché fa piacere attirare sempre più persone e organizzare sempre più viaggi a Torino. Sarebbe bello attivare il club rendendolo un vero e proprio circolo, frequentato durante tutto l’arco della settimana, non solo quando ci sono le partite. Un po’ com’era una volta. Forse è un sogno d’altri tempi, ma ci piacerebbe molto vedere un grande movimento, con attività collaterali. Rendere il club attivo a 360 gradi“.

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 Luca Gilardi

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