Nel 2025 l’economia della Liguria è cresciuta leggermente. È quanto evidenzia il rapporto annuale della Banca d’Italia. In particolare, il prodotto è aumentato dello 0,8%, un valore di poco superiore alla media italiana. Tuttavia, l’incertezza sull’evoluzione della domanda, alimentata dai conflitti in corso e dalle persistenti tensioni geopolitiche e commerciali, condiziona le aspettative per i prossimi mesi, improntate alla cautela.
“Il rapporto della Banca d’Italia conferma che nel 2025 l’economia ligure ha mostrato significativi segnali di crescita, registrando un incremento superiore alla media nazionale. Si tratta di un dato incoraggiante che conferma l’efficacia delle strategie messe in campo negli ultimi anni: investire nel futuro, soprattutto nelle infrastrutture e nelle grandi opere, si è rivelata una scelta vincente per aumentare la qualità della vita dei cittadini liguri e la competitività delle imprese”. Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci commenta i dati emersi dal rapporto annuale sul 2025 “L’economia della Liguria” della Banca d’Italia. La Liguria ha registrato una crescita dello 0,8%, superiore alla media italiana.
Nell’industria in senso stretto l’occupazione è lievemente incrementata, mentre il numero delle ore lavorate e il fatturato a prezzi costanti si sono mantenuti su livelli allineati a quelli dell’anno precedente. L’accumulazione di capitale fisso è cresciuta.
Nelle costruzioni l’attività ha continuato a rallentare, nonostante il sostegno fornito dalla prosecuzione dei lavori relativi alle principali opere infrastrutturali. Le ore lavorate dichiarate alle casse edili sono aumentate dell’1,5%. Nel comparto immobiliare le compravendite di abitazioni sono tornate a crescere, con prezzi in rialzo. Anche le transazioni di immobili non residenziali sono aumentate.
Le presenze turistiche sono diminuite lievemente (-1%), sia nella componente domestica sia in quella straniera. Tale dinamica ha riflesso una lieve riduzione della permanenza media, mentre gli arrivi sono cresciuti.
Il numero dei passeggeri in transito nei porti liguri è salito dell’1,4%, sostenuto dal segmento delle crociere. Nonostante le persistenti incertezze dello scenario economico internazionale, i traffici mercantili marittimi sono rimasti pressoché stazionari (-0,2%). La componente containerizzata, espressa in unità di carico, è aumentata beneficiando dei maggiori flussi di transhipment indotti dalla riorganizzazione delle rotte.
Le condizioni economiche aziendali si sono mantenute favorevoli: secondo l’indagine della Banca d’Italia oltre l’85% delle imprese liguri ha conseguito un risultato economico positivo. Anche la liquidità è rimasta su livelli elevati nel confronto storico, seppure in lieve riduzione nella componente rappresentata dai depositi bancari.
Dopo la stabilizzazione registrata l’anno precedente, nel 2025 l’occupazione in Liguria è tornata a crescere (+2,7%), grazie all’aumento dei lavoratori dipendenti (+5%). Le assunzioni nette sono complessivamente diminuite, ma sono leggermente aumentate quelle con contratto a tempo indeterminato. Il tasso di disoccupazione si è ulteriormente ridotto e la partecipazione al mercato del lavoro è salita. Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale è rimasto sostanzialmente invariato, mantenendosi su livelli bassi nel confronto storico.
Il favorevole andamento dell’occupazione ha sostenuto il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici, che in termini reali è aumentato in misura leggermente superiore alla media nazionale. Nonostante la ripresa delle componenti più volatili dell’inflazione, anche i consumi reali sono cresciuti.
I prestiti bancari al settore privato non finanziario sono tornati ad aumentare, interrompendo un calo iniziato negli ultimi mesi del 2022. I finanziamenti alle imprese hanno sostanzialmente cessato di diminuire, beneficiando anche della progressiva riduzione dei tassi di interesse e del mantenimento, da parte delle banche, di politiche di offerta stabili. L’espansione dei prestiti di banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici, già avviatasi nell’ultima parte del 2024, si è rafforzata, riflettendo il graduale ritorno alla crescita dei mutui per l’acquisto di abitazioni, legato alla ripresa delle transazioni immobiliari. Il credito al consumo ha invece rallentato leggermente.
I flussi di nuove posizioni deteriorate sono aumentati, ma l’incidenza dei prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti, al lordo delle rettifiche di valore, è rimasta pressoché stabile.
Sul fronte del risparmio, i depositi del settore privato non finanziario sono diminuiti lievemente: l’incremento dei depositi delle famiglie è stato più che compensato dal calo di quelli delle imprese. Il valore dei titoli custoditi presso il sistema bancario ha continuato ad aumentare, riflettendo sia l’afflusso di risorse verso nuove emissioni sia il rialzo delle quotazioni di mercato.
Nel 2025 la spesa degli enti decentrati liguri è cresciuta sia nella componente corrente sia, soprattutto, in quella in conto capitale, che ha continuato a beneficiare dei finanziamenti attribuiti nell’ambito delle politiche europee. Le risorse assegnate dal Pnrr risultano superiori alla media italiana in rapporto alla popolazione e concentrate soprattutto nei progetti relativi alle infrastrutture per la mobilità sostenibile (Missione 3) e alla rivoluzione verde e transizione ecologica (Missione 2). La realizzazione degli interventi ricompresi nelle politiche di coesione e relativi al ciclo di programmazione 2021-2027 risulta a uno stadio più avanzato rispetto alla media nazionale.
“Particolarmente significativo è anche il dato sull’occupazione – prosegue il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – che nel 2025 ha continuato a crescere grazie soprattutto alla maggiore diffusione del lavoro dipendente, segnale di un mercato del lavoro più solido. Le aziende liguri hanno continuato a dimostrare capacità di crescita e competitività: secondo la Banca d’Italia, oltre l’85% delle imprese ha chiuso l’esercizio con un risultato economico positivo. Allo stesso tempo, l’aumento degli investimenti pubblici, cresciuti del 14,6%, testimonia come le risorse europee e l’impegno delle istituzioni stiano producendo effetti concreti. In sanità, inoltre, l’avanzamento degli interventi previsti dal Pnrr e il potenziamento delle strutture territoriali stanno contribuendo a rafforzare i servizi ai cittadini, con livelli di attuazione superiori alla media nazionale.
Il quadro tracciato dalla Banca d’Italia racconta di una Liguria dinamica e vivace, pronta ad affacciarsi al futuro grazie alle solide basi costruite nel passato, conclude il presidente Bucci. “Il nostro territorio si sta muovendo nella direzione giusta: come istituzioni ci impegneremo al massimo per proseguire su questo percorso di crescita, in modo da garantire un futuro migliore ai nostri figli e alle future generazioni”.
Roberto Bobbio
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Redazione Genova
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