La Peste dei Piccoli Ruminanti (di seguito PPR) si è recentemente riaffacciato nei Balcani. Il Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca della Croazia ha infatti confermato la presenza di tre nuovi focolai in allevamenti ovini della contea di Bjelovar-Bilogora, nel nord del Paese, riportando, dopo più di un anno dalla revoca delle restrizioni, l’attenzione su una malattia che continua a rappresentare una minaccia per il patrimonio zootecnico europeo.
Il primo allarme è scattato il 10 giugno, quando l’Istituto Veterinario Croato di Zagabria ha confermato la presenza del virus in due allevamenti situati nell’insediamento di Markovac, nell’area di Daruvar. Due giorni dopo è stato identificato un terzo focolaio in un allevamento con 463 pecore situato a Donji Dragičevci, nel territorio della città di Čazma.
Una malattia già presente in Croazia dal 2025
La PPR non è una novità per la Croazia. Il Paese, infatti, aveva registrato il primo focolaio nel dicembre 2025 nella contea di Spalato-Dalmazia e, nel corso dello stesso anno, erano stati confermati complessivamente tre episodi che avevano coinvolto allevamenti ovini e caprini nelle contee di Spalato-Dalmazia e Zara.
Quest’anno la malattia è ricomparsa in tre allevamenti dell’area di Prgomet, sempre nella contea di Spalato-Dalmazia. Le autorità veterinarie erano riuscite a contenere quei focolai e le relative zone di restrizione erano state revocate il 4 marzo scorso. I nuovi casi registrati negli scorsi giorni testimoniano però come il virus continui a circolare e a rappresentare una minaccia per gli allevamenti ovicaprini.
Misure immediate di contenimento
Essendo classificata dall’Unione Europea come malattia di categoria A, la PPR richiede l’applicazione immediata di misure rigorose di controllo ed eradicazione.
Negli allevamenti in cui sono stati confermati i nuovi focolai sono state già avviate le procedure previste dalla normativa: abbattimento degli animali sensibili, distruzione delle carcasse, pulizia e disinfezione delle strutture, indagini epidemiologiche e istituzione di zone di protezione e sorveglianza.
A seguito dell’ultimo caso confermato, il Ministero croato ha inoltre esteso le aree sottoposte a restrizioni coinvolgendo porzioni delle contee di Bjelovar-Bilogora, Požega-Slavonia, Virovitica-Podravina, Koprivnica-Križevci, Sisak-Moslavina e Zagabria.
L’intervento della Commissione europea
La situazione ha già richiesto un intervento diretto della Commissione europea. Con la Decisione di esecuzione (UE) 2026/1389 del 17 giugno 2026, Bruxelles ha formalizzato le zone di protezione, sorveglianza e ulteriori aree soggette a restrizioni istituite dalla Croazia, ritenendo necessario adottare misure coordinate per limitare il rischio di diffusione della malattia all’interno dell’Unione. La decisione prevede il divieto di movimentazione di ovini e caprini dalle aree sottoposte a restrizione verso il resto del territorio comunitario e, in via precauzionale, vieta fino al 30 settembre 2026 i movimenti di ovini e caprini dall’intero territorio croato verso altri Stati membri. Secondo la Commissione, tali misure sono necessarie sia per contenere il rischio sanitario sia per evitare perturbazioni ingiustificate agli scambi commerciali derivanti dall’incertezza epidemiologica legata ai nuovi focolai.
Biosicurezza e sorveglianza restano le armi principali
Le autorità croate stanno richiamando con forza allevatori, trasportatori, tosatori e tutti gli operatori della filiera ovicaprina al rispetto delle misure di biosicurezza.
La malattia si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto tra animali infetti e suscettibili, ma può diffondersi anche indirettamente tramite attrezzature, mezzi di trasporto, indumenti, calzature, lettiere e mangiatoie contaminate.
Un aspetto che rende la malattia particolarmente insidiosa è la capacità degli animali infetti di trasmettere il virus per periodi prolungati, favorendone la diffusione all’interno dei greggi e tra allevamenti differenti.
Per questo motivo il Ministero invita gli operatori a limitare gli spostamenti degli animali, evitare qualsiasi commistione tra greggi di diversa provenienza, controllare gli accessi agli allevamenti e segnalare tempestivamente ogni sospetto clinico ai servizi veterinari.
I sintomi da non sottovalutare
La PPR è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce soprattutto pecore e capre, interessando gli apparati respiratorio e digerente.
Tra i principali segni clinici figurano febbre elevata, abbattimento, perdita dell’appetito, secrezioni oculari e nasali che diventano progressivamente mucose e purulente, difficoltà respiratorie, tosse e diarrea. La conferma diagnostica richiede comunque specifici esami di laboratorio.
Un tema già attenzionato da Ruminantia
L’evoluzione della situazione croata conferma quanto sia attuale il tema delle malattie esotiche emergenti nei piccoli ruminanti. Su questo argomento Ruminantia ha recentemente pubblicato l’intervista “Prevenire e gestire PPR e Vaiolo Ovino: le sfide delle malattie esotiche in Italia”, realizzata con Massimo Scacchia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise.
Nell’intervista si evidenzia come globalizzazione, cambiamenti climatici e intensificazione degli scambi aumentino il rischio di introduzione di patogeni fino a pochi anni fa considerati lontani dal nostro territorio. Un aspetto particolarmente rilevante per l’Italia, dove la PPR non è attualmente presente ma risulta segnalata in diversi Paesi vicini dell’area balcanica e mediterranea.
Per allevatori e veterinari, la capacità di riconoscere precocemente i sintomi e attivare rapidamente il sistema di sorveglianza rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire la diffusione della malattia.
Per approfondire: Prevenire e gestire PPR e Vaiolo Ovino: le sfide delle malattie esotiche in Italia (intervista a Massimo Scacchia).
Fonti: Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca della Repubblica di Croazia; Decisione di esecuzione (UE) 2026/1389 della Commissione del 17 giugno 2026 relativa ad alcune misure di emergenza provvisorie contro l’infezione da virus della Peste dei Piccoli Ruminanti in Croazia.
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Redazione Ruminantia
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